Io e te

locandina-28

Io e te – Italia 2012 – di Bernardo Bertolucci

Drammatico – 103′

Scritto da Stefano Oddi (fonte immagine: mymovies.it)

Lo​ren​zo è un quat​tor​di​cen​ne in​tro​ver​so che vive con dif​fi​col​tà i rap​por​ti con i ge​ni​to​ri e con i com​pa​gni di scuo​la. Fin​gen​do di par​ti​re per la set​ti​ma​na bian​ca or​ga​niz​za​ta pro​prio dalla scuo​la, si bar​ri​ca in can​ti​na, iso​la​to da tutto e tutti. Ir​rom​pe però nel suo na​scon​di​glio se​gre​to la so​rel​la​stra, una ra​gaz​za ri​bel​le di ven​ti​cin​que anni che Lo​ren​zo co​no​sce ap​pe​na. Ne nasce una con​vi​ven​za for​za​ta fatta di li​ti​gi, di​scus​sio​ni, ge​lo​sie che por​ta​no en​tram​bi a ri​met​ter​si in di​scus​sio​ne.

Dopo nove anni di si​len​zio ar​ti​sti​co, Ber​nar​do Ber​to​luc​ci torna al gran​de scher​mo con Io e te, un’o​pe​ra in​ten​sa e per​so​na​lis​si​ma, una pel​li​co​la pro​fon​da​men​te or​ga​ni​ca al​l’u​ni​ver​so di sogni, temi ed os​ses​sio​ni che il Mae​stro par​men​se ha sa​pu​to crea​re at​tra​ver​so qua​ran​t’an​ni di car​rie​ra. Pa​ra​dos​sal​men​te que​sto film in​ti​mo e pri​va​to nasce da un’o​pe​ra let​te​ra​ria altra: il breve ro​man​zo omo​ni​mo di Nic​co​lò Am​ma​ni​ti.

A par​ti​re da que​sta so​li​da base di par​ten​za Ber​to​luc​ci in​ne​sta tutte le sug​ge​stio​ni più ti​pi​che del suo ci​ne​ma, giun​gen​do a una ri​co​gni​zio​ne e una summa del suo pas​sa​to da ci​nea​sta oltre che a una ri​fles​sio​ne sof​fer​ta e ca​tar​ti​ca sul suo stato fi​si​co at​tua​le – che lo vuole co​stret​to su una sedia a ro​tel​le, im​pos​si​bi​li​ta​to al mo​vi​men​to e ne​ces​sa​ria​men​te di​pen​den​te dal​l’af​fet​to di chi gli sta vi​ci​no.

Più della metà dei 97 mi​nu​ti di gi​ra​to si svol​go​no al​l’in​ter​no del​l’an​gu​sta, pol​ve​ro​sa e buia can​ti​na in cui i due pro​ta​go​ni​sti si ri​ti​ra​no per sfug​gi​re alle con​tin​gen​ze del mondo ester​no. Uno spa​zio chiu​so che funge da bar​rie​ra, pro​te​zio​ne, bolla atem​po​ra​le in cui de​di​ca​re del tempo a sé stes​si e – po​ten​zial​men​te – a un pros​si​mo ina​spet​ta​to. Un luogo ce​la​to agli occhi dei più, in​va​li​ca​bi​le, estra​neo allo scor​re​re del tempo. Un tipo di am​bien​te da cui Ber​to​luc​ci è inne​ga​bil​men​te at​trat​to e af​fa​sci​na​to da sem​pre. Basti pen​sa​re alla leg​gen​da​ria casa spo​glia in cui Mar​lon Bran​do e Maria Schneider con​su​ma​no un amore di​spe​ra​to e privo di nomi in Ul​ti​mo tango a Pa​ri​gi o -per re​sta​re alla stes​sa la​ti​tu​di​ne geo(ci​ne​ma​to)gra​fi​ca- l’ap​par​ta​men​to pa​ri​gi​no che i tre ci​ne​fi​li ses​san​tot​ti​ni ar​ri​va​no a con​di​vi​de​re in The drea​mers.

E’ lo stes​so re​gi​sta a ri​ven​di​ca​re il fa​sci​no di que​sta tra​sfor​ma​zio​ne del​l’ap​pa​ren​te clau​stro​fo​bia di un luogo chiu​so e stac​ca​to dal mondo or​di​na​rio in “una forma di clau​stro​fi​lia, amore per il chiu​so”, ne​ces​si​tà di di​stac​co, esi​gen​za di un tempo da de​di​ca​re a sé stes​si, di una ri​let​tu​ra esi​sten​zia​le più pro​fon​da.

Altro ele​men​to che fa di Io e te un’o​pe​ra as​so​lu​ta​men​te per​so​nale -più che un sem​pli​ce adat​ta​men​to- è quel​l’a​na​li​si del di​sa​gio ado​le​scen​zia​le che ha in​for​ma​to tante delle più ac​cat​ti​van​ti opere di Ber​to​luc​ci.

Lo​ren​zo Oli​via sono degli ou​tsi​der: in​tro​ver​so e schi​vo lui, tos​si​co​di​pen​den​te lei. En​tram​bi cer​ca​no in​con​scia​men​te una spal​la, un brac​cio al quale ag​grap​par​si e nello stes​so tempo tutti e due cer​ca​no di mo​strar​si forti e au​to​suf​fi​cien​ti agli occhi di un mondo che gli è estra​neo.

Con le loro com​ples​se psi​co​lo​gie, però, i due rap​pre​sen​ta​no solo gli ul​ti​mi -af​fa​sci​nan​ti- esem​pla​ri della schie​ra di gio​va​ni pro​ta​go​ni​sti che il re​gi​sta emi​lia​no ha scan​da​glia​to at​tra​ver​so la sua mac​chi​na da presa. Sia il Lo​ren​zo di Ja​co​po An​ti​no​ri che l’Oli​via di Tea Falco (due ot​ti​mi esor​di) sono in​fat​ti ideal​men​te le​ga​ti al Joe de La luna, ado​le​scen​te eroi​no​ma​ne e in​tro​ver​so, chiu​so in una co​raz​za di in​dif​fe​ren​za ri​spet​to al mondo, in​daf​fa​ra​to nella ri​cer​ca di un padre sco​no​sciu​to e mor​bo​sa​men​te do​mi​na​to da una pas​sio​ne in​ce​stuo​sa nei con​fron​ti di una madre che, come le maree, al​ter​na un amore in​con​di​zio​na​to con una fred​dez​za in​com​pren​si​bi​le.

Anche in Io e te, Ber​to​luc​ci esplo​ra i le​ga​mi fa​mi​lia​ri al​to-bor​ghe​si, il​lu​mi​nan​do​ne l’in​con​si​sten​za, i si​len​zi, la men​zo​gna e il per​be​ni​smo ipo​cri​ta at​tra​ver​so la ge​li​da e al​gi​da madre in​ter​pre​ta​ta da Sonia Ber​ga​ma​sco, inet​ta a espri​me​re in modo au​ten​ti​co sen​ti​men​ti che pure prova e, come dice Oli​via, in​ca​pa​ce di “ac​cor​ger​si di avere un fi​glio psi​co​pa​ti​co che si rin​chiu​de in can​ti​na”.

Ep​pu​re, ri​spet​to alla Luna –im​mer​sa in un sim​bo​li​smo ca​ri​co di note freu​dia​ne e psi​ca​na​li​ti​che- Io e te rac​con​ta con più chia​rez​za e sem​pli​ci​tà l’in​con​tro-scon​tro di due so​li​tu​di​ni, lo scio​gli​men​to di due anime l’una nel​l’al​tra, l’av​vi​ci​na​men​to gra​dua​le di due sin​go​la​ri​tà che vo​glio​no ap​pa​ri​re com​piu​te in sé stes​se ma fanno di tutto per di​ven​ta​re una, di​mo​stran​do come in piena era ci​ber​ne​ti​ca il gran​de au​to​re è an​co​ra in grado di emo​zio​na​re mo​stran​do sem​pli​ce​men​te due volti che si guar​da​no negli occhi senza ri​vol​ger​si una pa​ro​la.

E il per​cor​so pro​gres​si​vo che av​vi​ci​na Lo​ren​zo Oli​via fino al​l’ul​ti​mo sgan​ghe​ra​to ballo sulle me​ra​vi​glio​se – e quan​to mai ap​pro​pria​te – note di Ra​gaz​zo solo, ra​gaz​za sola (Mogol,David Bowie) si tra​sfor​ma in un iti​ne​ra​rio ini​zia​ti​co che tra​sfor​ma i pro​ta​go​ni​sti e li li​be​ra dal peso che op​pri​me le loro gio​va​ni esi​sten​ze. Un po​te​re li​be​ra​to​rio che -come per osmo​si- Ber​to​luc​ci am​met​te aver col​pi​to anche lui. Il mi​ra​co​lo di Io e te è stato quel​lo di strap​pa​re uno dei più gran​di au​to​ri della no​stra sto​ria al​l’i​so​la​men​to for​za​to a cui la ma​lat​tia l’a​ve​va con​dan​na​to. Una li​be​ra​zio​ne, una ri​na​sci​ta, un ri​tor​no alla vita. Den​tro e fuori dal set.

Non è un caso al​lo​ra che pro​prio gli ul​ti​mi fo​to​gram​mi del film ci​ti​no quel​la poe​ti​ca e quan​to mai li​be​ra​to​ria chiu​sa de I quat​tro​cen​to colpi di François Truf​faut, ri​ve​lan​do an​co​ra una volta l’in​do​mi​ta pas​sio​ne ci​ne​phi​le di Ber​to​luc​ci.

Al posto del pic​co​lo An​toi​ne Doi​nel in corsa verso un mare che tanto pro​fu​ma di li​ber​tà, un gio​va​ne e sbar​ba​to Olmo An​ti​no​ri che fissa l’ob​biet​ti​vo e sor​ri​de, con la mac​chi​na da presa che si bloc​ca in fermo im​ma​gi​ne e la​scia a noi il tempo di com​muo​ver​ci e ri​flet​te​re.

Voto: 8

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