Wild

wildlocita

Wild – Stati Uniti 2014 – di Jean-Marc Vallée

Avventura/Biografico/Drammatico – 115′

Scritto da Lorenzo Ceotto (fonte immagine: movieplayer.it)

La giovane Cheryl decide di dare uno strappo alla sua vita. Ha vissuto un’infanzia difficile ed ora un grave lutto l’ha messa a terra, è piombata in un buio esistenziale, dove galleggia fra sesso consumato e morboso, e dipendenze da alcol e droghe, il fondo è più che mai raggiunto. Decide allora di intraprendere da sola una dura prova per dare un senso a tutto il vuoto che ormai la pervade. Si arma dunque di uno zaino abnorme e pesantissimo, riempito di tutto l’occorrente per affrontare il Pacific Crest Trail (PCT, il Sentiero delle Creste del Pacifico), in un’escursione in solitudine dal Deserto del Mojave fino alla regione del Pacific Northwest. Lungo il percorso sarà costretta ad affrontare le più difficili insidie in un viaggio selvaggio alla ricerca di sé stessa.

Wild è un lungo​me​trag​gio​ tratto​ dall’o​mo​ni​mo​ bestseller​ auto​bio​gra​fi​co​ di Cheryl Strayed. Ad inter​pre​tar​la​ nel film una bravis​si​ma Reese Witherspoonche scommet​te​con corag​gio​in questo ​film tanto da produr​lo​ oltre che inter​pre​tar​lo​. La dire​zio​ne​ è affi​da​ta​ a Jean-Marc Vallée, signor regi​sta​ di film sontuo​si​ come C.R.A.Z.Y. e Café de Flore e candi​da​to all’O​scar​ con l’ulti​mo​ Dallas Buyers Club. La sceneg​gia​tu​ra​ e di Nick Hornby (An education e About a boy). Suddet​ti​ credits lascia​no​ trape​lare​ che il proget​to​ si prean​nun​cia​ inte​res​san​te,​ ancor più, cono​scen​do​ la capa​ci​tà​ del regi​sta​ franco​-cana​de​se​ di emozio​na​re​ e colpi​re​ al cuore, elementi​ questi​ che sembra​no​ calza​re​ a pennel​lo​ con il sogget​to​ e la sorpren​dente​ storia​ della giova​ne​ Cheryl​.

 I temi sono quelli​ del viaggio,​ della colpa e della reden​zio​ne​. Emergo​no​ a bizzef​fe​ le dico​to​mie​ avven​tu​ra​ e forma​zio​ne,​ fuga e rina​sci​ta,​ paura e coraggio​. Quindi​ il percor​so​ selvag​gio​ e primor​dia​le​ per ritro​var​si,​ un percor​so arduo, peri​co​lo​so,​ ma ciò che non ucci​de​ forti​fi​ca​ e spesso​ quando​ non abbia​mo​ più nulla da perde​re​ è proprio​ una prova estrema​ che ci porta a capi​re​ l’essen​za​ di noi stessi​. Ed ecco quella​ di Cheryl,​ una donna che cammina​ sola in zone selvag​ge​ per miglia​ia​ di chilo​me​tri​ a fare i conti con sé stessa​ e con i ricor​di​ che riaffio​ra​no,​ così picco​la,​ fragi​le​ e impo​ten​te​ dinnanzi​ alla vasti​tà​ incon​ta​mi​na​ta​ del mondo, della natu​ra​ selvag​gia​. I paesaggi​ incon​ta​mi​na​ti​ e il ritor​no​ alla dimen​sio​ne​ anima​le​ di una donna sola nella natu​ra,​ sono accom​pa​gna​te​ dalle musi​che​ sapien​te​men​te​ alle​ga​te​ e monta​te​ alle imma​gi​ni​. Alcu​ne​ sequen​ze​ sono poten​tis​si​me​ ed emoti​va​mente​ pregne,​ sia nel visi​vo​ che nel sono​ro​. Vallée già c’ave​va​ abitua​to​ ad un sapien​te​ utiliz​zo​ delle musi​che​ e del montag​gio​ sono​ro,​ qui ce ne offre un’ulte​rio​re​ confer​ma​.

Il film ince​de​ nella narra​zio​ne​ fra presen​te​ selvag​gio​ e flashback che mettono​ chiarez​za​ su cosa ha porta​to​ Cheryl​ alla scelta​ di intra​pren​de​re​ quell’ardua​ prova di corag​gio​. Nell’ar​co​ del raccon​to​ ci trovia​mo​ soli con Cheryl​ e le sue paure nel bel mezzo del deser​to,​ per poi ritro​var​ci​ cata​pul​ta​ti​ nei suoi flussi​ di coscien​za,​ nei suoi ricor​di,​ fra gioie e dolo​ri,​ rimor​si​ e ranco​ri​. In questo​ senso, Hornby ha sfrutta​to​ in modo formi​da​bi​le​ il coinvol​gen​te​ sogget​to​ di parten​za​ redat​to​ dalla Strayed, compi​lan​do​ una sceneg​gia​tu​ra​ otti​ma​ in grado di esalta​re​ l’uma​ni​tà,​ le rela​zio​ni​ profon​de​ ed emozio​na​li​ che conta​mi​na​no​ le scelte​ e il percor​so​ di cresci​ta​ della prota​go​ni​sta​. Hornby con questa​ prova confer​ma​ la sua capa​ci​tà​ unica di raccon​ta​re​ il mondo femmi​ni​le​ con la stessa​ effi​ca​cia​ e natu​ra​lez​za​ di quello​ maschi​le​ che tanto loha reso famo​so,​ un assag​gio​ ce lo aveva già dato con An education, un altro brillan​te​ raccon​to​ sul mondo al femmi​ni​le​ e sulla forma​-​ zione​ di una donna.

  

Il regi​stro​ è quello​ della cruda realtà,​ di non nascon​de​re​ nulla, ma di dare talvol​ta​ un pugno allo stoma​co​ allo spetta​to​re,​ coinvol​gen​do​ne​ senza filtri​ l’emo​ti​vi​tà​ e la sensi​bi​li​tà​. Dicia​mo​ che Vallée non riman​da​ molto alle intuizio​ni,​ non nascon​de​ granché,​ se c’è da vede​re​ un unghia​ che si spezza​ o una dose di eroina​ in procin​to​ di entra​re​ in circo​lo​ non si rispar​mia​ e te la fa vede​re,​ perché​ l’atto​ si certi​fi​ca​ con la forma e il conte​nu​to​ che ci riman​gono​ impres​si​ nella memo​ria,​ laddo​ve​ la forza di un’imma​gi​ne​ impat​tan​te​ si fa porta​tri​ce​ di signi​fi​ca​ti,​ simbo​li​ e poeti​ca​ anche nella sua cruda durez​za neces​sa​ria​.

La storia​ di Cheryl​ è una storia​ di dolo​re,​ della perdi​ta​ di un amore, quello​ mater​no,​ della “perva​si​vi​tà”​ della malat​tia​ e dell’e​la​bo​ra​zio​ne​ di un lutto. Di una vita giova​ne​ che ormai sembra​ fini​re,​ densa e lunga, così piena e compiu​ta​ da giunge​re​ prema​tu​ra​men​te​ svuota​ta,​ desti​na​ta​ a chiuder​si​ per volta​re​ pagi​na,​ per rico​min​cia​re​. Per farlo grazie​ a un viaggio​ che signi​fi​ca​ reden​zio​ne​ ma soprat​tut​to​ rina​sci​ta​ e ricon​giun​zio​ne​ con l’essen​za​ stessa​. Un viaggio​ che si compie​ su oltre mille miglia​ e all’in​ter​no​ degl’ol​tre​ mille pertu​gi​ dell’a​ni​mo​ umano. Un viaggio​ sul mondo e attra​ver​so​ il mondo, ma anche all’in​ter​no​ della coscien​za​ e dello spiri​to​. Per trova​re​ un senso, per evade​re,​ per fuggi​re​ da tutto ciò che è perdi​zio​ne​ e per perder​si​ negli spazi selvag​gi​ cercan​do​ se stessi​.

Quello​ di Cheryl​ è un viaggio​ vero, quello​ più signi​fi​ca​ti​vo​ e neces​sa​rio​ verso la propria​ consa​pe​vo​lez​za​ dopo altre evasio​ni​ ed espedien​ti​ auto​di​strutti​vi​ come le droghe​ ed il sesso mecca​ni​co,​ che non hanno fatto altro che isolar​la​ anco​ra​ di più da quel poco che le rima​ne​va​ di vera​men​te​ autenti​co​. La lezio​ne​ di vita si compie​ in soli​tu​di​ne,​ riflet​ten​do​ sui rimpian​ti,​ sulle proprie​ perdi​zio​ni,​ cercan​do​ di perdo​nar​si,​ supe​ran​do​ la vergo​gna​ e rico​struen​do​si,​ elabo​ran​do​ il dolo​re​ e trovan​do​si​ defi​ni​ti​va​men​te​.

Il viaggio​ di Cheryl​ è anche il viaggio​ che compie​ lo spetta​to​re​ alla visio​ne​ di questo​ film, nato da un proget​to​ che si prean​nun​cia​va​ inte​res​san​te​ e che non ha delu​so​ affat​to​ le aspetta​ti​ve​. Siamo di fronte​ ad una storia​ impor​tante​ raccon​ta​ta​ con un’ope​ra​ e una manie​ra​ stili​sti​ca​ impor​tan​te,​ che conferma​ lo straordi​na​rio​ talen​to​ di Jean-Marc Vallée e la capa​ci​tà​ di racconta​re​ impec​ca​bil​men​te​ l’uma​ni​tà​ e la profon​di​tà​ delle nostre​ vite, delle nostre​ avven​tu​re​ come quella​ straordi​na​ria​ di Cheryl Strayed. Una capa​cità​ che in questo​ caso è stata coadiu​va​ta​ anche dall’ot​ti​mo​ script di Hornby e dalla perfor​man​ce​ d’alto​ livel​lo​ di Reese Witherspoon, attri​ce negli ulti​mi​ tempi un po’ defi​la​ta​ che grazie​ a questa​ pelli​co​la,​ possia​mo dirlo, si è rilan​cia​ta​ nuova​men​te​ in un certo cine​ma​ che conta.

Voto: 8

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