Dheepan

locandina-31

Dheepan – Francia 2015 – di Jacques Audiard

Drammatico – 115′

Scritto da Federica Cunego (fonte immagine: mymovies.it)

Un ex combattente per l’indipendenza dei Tamil, una ragazza, una bambina si fingono una famiglia per sfuggire alla guerra civile in Sri Lanka. I tre si stabilizzano in un alloggio al di fuori di Parigi. A malapena si conoscono, ma cercano di costruire una vita insieme.

Un’inde​ci​fra​bi​le​ imma​gi​ne​ sfoca​ta​ sugge​ri​sce​ allo spetta​to​re​ delle luci in movi​men​to​ immer​se​ nel buio della notte; l’inqua​dra​tu​ra​ prende​ progres​si​vamen​te​ forma, svelan​do​ il conte​nu​to:​ il prota​go​ni​sta,​ l’atto​re​ Antonythasan Jesuthasan, avanza​ lenta​men​te​ verso la m.d.p. indos​san​do​ delle orecchie​ lumi​ne​scen​ti,​ lo sguardo​ inten​so​ cari​co​ di frustra​zio​ne​ e deter​mi​nazio​ne​ al contem​po​. Questa​ imma​gi​ne​ che intro​du​ce​ il tito​lo​ del film, Dheepan, costrin​ge​ lo spetta​to​re​ a mette​re​ a fuoco (fisi​ca​men​te​ e meta​fo​rica​men​te)​ parte del nucleo​ dramma​ti​co​ del perso​nag​gio:​ il suo esse​re​ uno sfondo​ sfoca​to​ di una socie​tà​ che mette in primo piano realtà​ diver​se​ dalla sua, la sua volon​tà​ di fuggi​re​ ad un’imma​gi​ne​ cari​ca​tu​ra​le​ di sé stessi​ e l’espressio​ne​ di un volto che lascia​ trape​la​re​ il dolo​re​ di chi porta con sé feri​te​ che non potre​mo​ mai compren​de​re​ fino in fondo. Ed è proprio​ il tema della compren​sio​ne​ uno dei punti di maggio​re​ rile​van​za​ della narra​zio​ne​ Il film di Jacques Audiard, vinci​to​re​ della palma d’oro di Cannes,​ ci accom​pa​gna nella vita nei banlieu​ pari​gi​ni,​ dove i tre emigra​ti​ cerca​no​ un modo di comu​ni​ca​re​ non solo con la socie​tà​ ma anche e soprat​tut​to​ tra di loro. Questi perso​nag​gi​ si trova​no​ infat​ti​ a condi​vi​de​re​ spazi e situa​zio​ni​ troppo​ inti​mi per perso​ne​ che non hanno costrui​to​ nessu​na​ inti​mi​tà​. Per i perso​nag​gi​ non è soltan​to​ diffi​ci​le​ comu​ni​ca​re​ con il mondo (per ovvi limi​ti​ lingui​sti​ci) ma anche tra loro, e sembra​ che la compren​sio​ne​ più diffi​col​to​sa​ sia quella​ delle inten​zio​ni​ e dei senti​men​ti​. Il regi​sta​ ritrae​ corag​gio​sa​men​te​ dei prota​go​ni​sti​ capa​ci​ di egoismi​ lega​ti​ a obietti​vi​ diver​gen​ti,​ violen​ti​ fisi​camen​te​ o verbal​men​te,​ perso​ne​ defor​ma​te​ dalla paura della morte. Ed è proprio​ attra​ver​so​ paura e violen​za​ che si arri​va​ alla supe​rio​re​ sinte​si,​ in cui i perso​nag​gi​ riesco​no​ a trova​re​ la “nuova vita” in seno all’a​mo​re​. Ciò che freudia​na​men​te (e​ cere​bral​men​te)​ potrem​mo​ defi​ni​re​ “vite che oscilla​-​no tra eros e thana​tos”​ è in realtà​ un raccon​to​ di profon​da​ umani​tà,​ dove lo spetta​to​re​ riesce​ ad entra​re​ in empa​tia​ con perso​nag​gi​ capa​ci​ di senti​men​ti​ e azioni​ profon​da​men​te​ nega​ti​vi​. La regia è funzio​na​le​ al raccon​to,​ i dialo​ghi sono cali​bra​ti​ e rive​la​to​ri​ della volon​tà​ cela​ta​ di entra​re​ in empa​tia​ con l’altro,​ di esse​re​ capi​ti​ e di capi​re​. La vitto​ria​ della palma d’oro, con una giuria​ capi​ta​na​ta​ niente​ meno che dai fratel​li​ Cohen, fa di questo​ film un “must” per tutti i cine​fi​li,​ ma a mio mode​sto​ avvi​so​ questo​ è un raccon​to​ che va al di là del cliché​ del cine​ma​ social​men​te​ impe​gna​to​ o del film d’azione​ e che riesce​ ad appas​sio​na​re​ per quella​ strana​ impres​sio​ne​ di deli​neare​ dei perso​nag​gi​ spaven​to​sa​men​te​ possi​bi​li​.

Voto: 8

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