L’agenzia dei bugiardi

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L’agenzia dei bugiardi – Italia 2019 – di Volfango De Biasi

Commedia – 102′

Scritto da Francesca Totaro (fonte immagine: comingsoon.it)

Fred (Giampaolo Morelli), Diego (Herbert Ballerina) e Paolo (Paolo Ruffini) sono portatori dell’idea che ‘è meglio una bella bugia che una brutta verità’, il loro lavoro è vendere ai propri clienti un alibi perfetto per coprire tradimenti o qualsiasi altro tipo di menzogna. Tutto procede a gonfie vele fino a quando Fred non incontra Clio, una ragazza devota alla sincerità. Costretto a mentirle, Fred dovrà nasconderle un segreto ben più grande del suo lavoro: l’infedeltà del padre, da poco cliente della Sos Alibi.

Con la regia di Volfango De Biasi, L’agenzia dei bugiardi prende spunto dal film francese Alibi.com (2017). La pellicola made in Italy vanta di un cast eccezionale, responsabile in gran parte della buona riuscita del film, dalla coppia di protagonisti Morelli/Mastronardi alla Del Bufalo, perfetta nel ruolo dell’amante romantica.

L’affiatato gruppo ha offerto alla commedia una chiave di comicità pura, sincera, alla quale è difficile restare impassibili. Dalle gag con il povero Fred, barboncino di Clio e omonimo del protagonista, fino alle più raffinate e intrecciate gaffe degli stessi personaggi. Le vicende si arricchiscono sempre più di elementi esageratamente surrealisti da sfiorare quasi il genere cartoon, ipotesi affermata dallo stesso regista durante la conferenza stampa per la presentazione del film.

A giocare a suo favore è stata proprio la sceneggiatura, scritta a quattro mani con Fabio Bonifacci, riadattata alla sensibilità del regista e dello spettatore italiano. Il risultato rispecchia la classica commedia degli equivoci, ricca di fraintendimenti e povera di verità, in cui la coralità dei personaggi risulta ad una prima visione dispersiva, ma che tutto sommato porta a casa un risultato discreto.

Oltrepassando quelli che sono considerati gli elementi bizzarri, L’agenzia dei bugiardi indaga su tematiche molto più serie come il tradimento, le bugie e l’amore immaginario, spiegato dallo stesso ideatore del termine Piero Pelù che – nell’interpretare se stesso – offre un cameo rude e strafottente alla pellicola.

In conclusione: il film non ha un obiettivo morale, non viene offerto nessun tipo di catarsi allo spettatore. Il quesito iniziale non è scomposto oggettivamente ma viene offerto integro al suo destinatario che arriverà da solo ad una personale risoluzione. Per il suo settimo film Volfango De Biasi si concede in un cameo che chiude in bellezza la narrazione.

Voto: 6

 

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