Paterson

locandina-37

Paterson – Francia/Germania/Stati Uniti 2016

Commedia/Drammatico/Romantico – 118′

Scritto da Lorenzo Ceotto (fonte immagine: mymovies.it)

L’ultima brillante opera di Jim Jarmusch racconta 7 giorni della vita del giovane Paterson e della sua consorte Laura, insieme conducono una vita semplice: lui guida gli autobus per la compagnia di trasporti pubblici della città, adora la poesia e in ogni momento di pausa si rinchiude per comporre versi nel suo personale taccuino; lei è una casalinga affaccendata fra fornelli, squisiti cupcakes e vellei artistiche. Lui è più disilluso, lei più sognatrice; tra di loro un piccolo bulldog tanto simpatico quanto dispettoso, più che mai parte integrante della famiglia.

Pater​son​ è il tito​lo​ del film, Pater​son​ è il nome della picco​la​ città del New Jersey​ in cui si svolge​ tutta la storia​ e Pater​son​ è il nome del prota​go​ni​sta​ inter​pre​ta​to​ da Adam Driver: un film sulla sempli​ci​tà​ della quoti​dia​ni​tà,​ sullo straordi​na​rio​ dell’or​di​na​rio​ che rappre​sen​ta​ con equili​brio​ e liri​smo​ l’amo​re​ di due fidan​za​ti​.

Jim Jarmusch lascia​ le atmo​sfe​re​ dark del prece​den​te​ “Only lovers left alive”per portar​ci​a quelle ​lumi​no​se​ della citta​di​na​ di Pater​son​. Il ritmo dell’o​pe​ra​ viene scandi​to​ dalla routi​ne,​ dagli episo​di​ e dagli incon​tri​ che Pater​son​ fa nell’ar​co​ delle sue giorna​te:​ la sveglia​ silen​zio​sa​ del suo orolo​gio​ che la matti​na​ lo desta senza distur​ba​re,​ il percor​so,​ sempre​ lo stesso,​ che compie​ ogni giorno​ attra​ver​san​do​ la città con il suo auto​bus,​ la passeg​gia​ti​na​ con il cane e la soli​ta​ birra sera​le​ al bar. Non succe​de​ nulla di dramma​ti​co,​ non ci sono eroi e non c’è nessu​no​ da salva​re;​ uno degli elementi​ cardi​ne​ è il tempo, la sua cicli​ci​tà​ con il reite​rar​si​ delle cose che riempio​no​ la trama di un film misu​ra​to,​ linea​re,​ scorre​vo​le​ che si nutre di detta​gli​. Picco​li​ grandi​ elemen​ti​ che si ampli​fi​ca​no​ con la poesia,​ con le parole​ dette o scritte,​ con quei versi fuga​ci​ ed inter​rot​ti,​ scritti​ la matti​na​ prima di muove​re​ il bus o nella pausa pranzo​ ispira​ti​ dal paesag​gio​ dinan​zi​ alla panchi​na​ dove ogni giorno​ trovia​mo​ risto​ro​. Versi che rendo​no​ eviden​za e peso speci​fi​co​ all’in​ter​no​ del cosmo stesso​ del prota​go​ni​sta​. Perché​ l’opera​ di Jarmusch è anche e soprat​tut​to​ un tribu​to​ alla poesia,​ a quella​ profon​di​tà​ che possia​mo​ evoca​re​ tutti noi amando​ le cose sempli​ci​ della vita.

In Paterson ci trovia​mo​ a condi​vi​de​re​ uno sguardo​ inti​mo​ sulla quoti​dia​nità​ del prota​go​ni​sta,​ a tu per tu con i suoi versi, i suoi sogni e le speran​za​ che riman​go​no​ e si riani​ma​no​ ogni giorno​ in lui e nella sua ragaz​za​ (meri​tano​ una parti​co​la​re​ menzio​ne​ i due inter​pre​ti​ Adam Driver e Golshifteh Farahani). Le imma​gi​ni​ che ripro​po​ne​ Jarmu​sch​ si alli​nea​no​ perfet​tamen​te​ alle paro​le​ e alla poeti​ca​ che viene esplici​ta​ta​ e inci​sa​ nel quadro​ cine​ma​to​gra​fi​co,​ in una sceneg​gia​tu​ra​ perfet​ta​ dove tutto si regge su un file rouge deli​ca​to​ e capa​ce​ di raccon​ta​re​ con una sempli​ci​tà​ non conven​zio​na​le il reale.

Un elogio​ alla sempli​ci​tà​ e alla feli​ci​tà,​ alla luce che possia​mo​ trova​re​ nelle picco​le​ cose (non a caso c’è sempre​ il sole nella citta​di​na​ di Pater​son)​ che diven​go​no​ grandi​ certez​ze​ nel reite​rar​si​ del quoti​dia​no​. Un film inti​mo​ che anche inno alla poesia,​ al pensie​ro​ creati​vo​ e all’at​to​ di vive​re​ e trascri​ve​re le proprie​ emozio​ni​.

P.S. Le poesie​ del film sono di Ron Padgett​.

Voto: 8

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