Habemus Papam

locandina-38

Habemus Papam – Italia/Francia 2011 – di Nanni Moretti

Commedia/Drammatico – 102′

Scritto da Giulia Coccovilli (fonte immagine: mymovies.it)

“Habemus Papam!” queste le parole che echeggiano nella piazza di San Pietro sciolto il Conclave ed eletto il successore del Papa appena deceduto. Il prescelto è il Cardinale Melville che però non sembra avere nessuna intenzione di affacciarsi al balcone per il rituale saluto ai fedeli. Di fronte alla folla impaziente di vedere il nuovo Papa, Melville si fa prendere dal panico, urla e scappa correndo attraverso le stanze del Vaticano come per sfuggire a un terribile incubo. Proprio quando gli sforzi per riportare Melville alle sue responsabili appaiono vani, l’unica soluzione sembra essere quella di invocare l’aiuto della psicanalisi. L’insolito privilegio di varcare la soglia della Santa Sede non potrà che spettare al miglior psicanalista in circolazione.

14 aprile​ 2011: ante​pri​ma​ stampa​ di Habemus Papam dove sorpren​den​temen​te​ si presen​ta​ Nanni Moretti, il quale aveva dichia​ra​to​ pochi giorni​ prima di non avere inten​zio​ne​ di parte​ci​pa​re​. I giorna​li​sti​ non stanno​ nella pelle (non sono molte le occa​sio​ni​ per inter​vi​star​lo)​ e nel corso della confe​renza​ uno di loro si alza e dà al regi​sta​ una splendi​da​ noti​zia:​ “Il suo film è in concor​so​ al festi​val​ di Cannes”​. Moret​ti,​ che fino a quel momen​to​ aveva un volto segna​to​ dalla stanchez​za​ e dalle inuti​li​ doman​de​ di qualche​ giornali​sta,​ si apre in un sorri​so​ e feli​ce​ inizia​ a stringe​re​ le mani dei colla​bo​ra​tori​ presen​ti,​ ma anche di perso​ne​ a caso che si trova​no​ nei parag​gi​.

Final​men​te​ l’illu​stre​ cinea​sta​ italia​no,​ tanto amato dai france​si,​ torna al cinema​ con il suo nuovo film “Habemus Papam”, una comme​dia​ diver​ten​te,​ commo​ven​te,​ umana, frutto​ di una copro​du​zio​ne​ Italia​-Francia​. “Faccio un film ogni morte di…” scherza​ Moretti;​ pochi, ma eccel​len​ti​ viene natu​ra​le​ pensa​re​.

Nanni Moret​ti​ anche questa​ volta ci fa uscire​ dalla sala appa​ga​ti​ e miglio​ri​ di prima, offren​do​ci​ un film dal sogget​to​ e dalla sceneg​gia​tu​ra​ origi​na​lis​si​mi, i cui auto​ri​ sono lo stesso​ Moret​ti,​ Francesco Piccolo e Federica Pontremoli​ dove​ro​so​ dire prima di tutto che Habe​mus​ Papam non ha nessu​na​ inten​zione​ di attac​ca​re​ la Chiesa​ o condur​re​ un’inchie​sta​ per scopri​re​ cosa si cela al di là delle mura Vati​ca​ne​. Moret​ti​ affron​ta​ il film con una curio​si​tà​ naif volta a mette​re​ in risal​to​ l’uma​ni​tà​ di colo​ro​ che abita​no​ il Vati​ca​no​ offrendo​ci​ un ritrat​to​ inedi​to​ e diver​ten​te​ di quel mondo.

Habemus papam è un film fatto di parti​co​la​ri​ appa​ren​te​men​te​ insi​gni​fi​canti​ ma che custo​di​sco​no​ al loro inter​no​ una profon​da​ umani​tà​ e che diventa​no​ il fulcro​ del film, così come le figu​ra​zio​ni​ e le compar​se​ diven​ta​no​ prota​go​ni​sti​ dell’o​pe​ra​. E questo​ appa​re​ eviden​te​ consta​tan​do​ la maestria​ con la quale sono stati scelti​ gli atto​ri​ che inter​pre​ta​no​ i cardi​na​li​. Ma la bravu​ra​ degli atto​ri​ non si ferma certo a loro ed emerge​ incon​tra​sta​ta​ nel grandio​so​ Michel Piccoli che inter​pre​ta​ divi​na​men​te​ il ruolo del Ponte​fi​ce. Picco​li​ è deli​ca​to​ nelle espressio​ni,​ nelle paro​le​ e nei silen​zi​ e Moret​ti​ affer​ma​ di averlo​ scelto​ senza esita​zio​ni​ appe​na​ termi​na​to​ il provi​no​ a Parigi​. Per quanto​ riguar​da​ Margherita Buy non ci sono certo grandi​ sorprese​. E poi il grande​ Moret​ti​ che conti​nua​ a farci ride​re​ e pensa​re​ con gusto.

 Sì, perché​ Habe​mus​ Papam nono​stan​te​ raccon​ti​ in primo luogo la crisi di un uomo che è cardi​na​le​ e che viene eletto​ Papa senza sentir​si​ in grado di rico​pri​re​ un ruolo di una tale respon​sa​bi​li​tà,​ è anche un film che fa sorri​de​re. Basti pensa​re​ ai cardi​na​li​ che, speran​do​ di non esse​re​ scelti​ come pontefi​ci,​ vengo​no​ dipin​ti​ come ragaz​zi​ che scongiu​ra​no​ l’inter​ro​ga​zio​ne​ a scuola;​ sono anzia​ni​ signo​ri​ che si cimen​ta​no​ più o meno impac​cia​ti​ nelle schiaccia​te​ di pallavolo con tanto di petto​ri​ne​ colo​ra​te​ a secon​da​ della squadra,​ e che se la spassa​no​ giocan​do​ a carte, in cui puntual​men​te​ c’è quello​ che vuole vince​re​ sempre​ (il fanta​sti​co​ Camillo Milli nelle vesti di Pescar​do​na)​ e quello​ che si offen​de​ e non vuole più gioca​re​ (Ulrich von Dobschütz); e poi c’è il cardi​na​le​ che prende​ gli ansio​li​ti​ci​ più forti e che si vergo​gna​ di dirlo, quello​ che di notte chiama​ la mamma e i tre cardi​na​li​ dell’O​cea​nia​ che non vedo​no​ l’ora di anda​re​ a fare cola​zio​ne​ a Borgo Pio dove si dice faccia​no​ delle bombe buonis​si​me​.

E poi c’è l’uma​ni​tà​ e la fragi​li​tà​ di Melvil​le​ che non ne vuole sape​re​ di fare il Papa e dopo una prima sedu​ta​ con il Dottor​ Brezzi​ (Nanni Moret​ti)​ che si rive​la​ subi​to​ falli​men​ta​re​ (niente​ doman​de​ sul sesso, sui desi​de​ri​ o sulla madre e soprat​tut​to​ assen​za​ di un’effet​ti​va​ priva​cy),​ Melvil​le​ spari​sce​. Tutti pensa​no​ che sia nelle sue stanze​ e che si stia gradual​men​te​ ripren​den​do,​ ma in realtà,​ duran​te​ un’usci​ta​ dal Vati​ca​no​ per anda​re​ in visi​ta​ da un’altra​ psicoa​na​li​sta​ (Marghe​ri​ta​ Buy nei panni della ex moglie​ del Dottor​ Brezzi),​ Melvil​le​ è scappa​to​.

Il Papa comin​cia​ a vaga​re​ in inco​gni​to​ per Roma alla risco​per​ta​ di un mondo che aveva perso di vista da anni, mentre​ nella santa Sede, Nanni Moret​ti​ passeg​gia​ tranquil​lo​ e indi​stur​ba​to,​ fa amici​zia​ con i cardi​na​li,​ con le guardie​ svizze​re​ e le suore, gioca a carte e non dorme la notte per orga​nizza​re​ un grande​ torneo​ di pallavolo; “qui in Vati​ca​no​ va tutto bene ripete​ ad alta voce il Dottor​ Brezzi”​. Solo il porta​vo​ce​ (inter​pre​ta​to​ dal lode​-​ vole​ Jerzy Stuhr) e pochi altri sono a cono​scen​za​ del fatto che il Papa non sia in Vati​ca​no​ e, rite​nen​do​ oppor​tu​no​ tene​re​ nasco​sta​ la grave assen​za,​ per non far sorge​re​ dubbi deci​do​no​ di mette​re​ nelle stanze​ del ponte​fi​ce​ una guardia​ svizze​ra​ (il talen​tuo​so​ Gianluca Gobbi), che non avrà altro che il compi​to​ di muove​re​ di tanto in tanto le tende delle fine​stre​ per far capi​re​ che il ponte​fi​ce​ c’è e sta bene.

E così, mentre​ in Vati​ca​no​ dopo un primo momen​to​ di depres​sio​ne​ gene​ra​le si appro​fit​ta​ del clamo​ro​so​ impre​vi​sto​ per rilas​sar​si​ un po’, Melvil​le​ spaccian​do​si​ per atto​re​ in crisi, si reca dalla psicoa​na​li​sta,​ la quale riman​da​ tutte le insi​cu​rez​ze​ dell’uo​mo​ al “defi​cit​ di accu​di​men​to”​. Melvil​le​ inizia​ un percor​so​ di progres​si​va​ cono​scen​za​ di sé stesso,​ dei suoi desi​de​ri,​ della passio​ne​ visce​ra​le​ per il teatro,​ del suo passa​to​ e si immer​ge​ nel mondo vero, da cui era stato lonta​no​ per troppo​ tempo; sale sugli auto​bus,​ entra nei bar, cena in una tratto​ria,​ usa un cellu​la​re,​ una notte va in una cornet​teria​ e si mangia​ una bomba.

Appa​re​ chiaro​ come Melvil​le​ avesse​ accan​to​na​to​ per una vita una parte consi​sten​te​ di sé, e come ora non riuscis​se​ più a tener​la​ repres​sa​. Melvil​le​ esplode​ e si fa culla​re​ dalle note di “Todo cambia” per la strada,​ fa amici​zia​ con una compa​gnia​ teatra​le​ che è in tournée​ con “Il gabbiano” di Cechov​ e di cui lui cono​sce​ a memo​ria​ tutte le battu​te​. Il suo più grande​ desi​de​rio​ sarebbe​ quello​ di poter parte​ci​pa​re​ anche lui alla rappre​sen​ta​zio​ne,​ ma questo sembra​ impos​si​bi​le:​ è anzia​no​ e soprat​tut​to​ ha un ruolo di grande​ responsa​bi​li​tà​ da cui non può conti​nua​re​ a sfuggi​re​.

Un rife​ri​men​to​ impli​ci​to​ è quello​ a Woj​ty​la,​ e alla sua passio​ne​ per il teatro​ oltre a quando​ si parla del Papa appe​na​ morto come di “un ponte​fi​ce​ che anche quando​ era mala​to​ non si sottrae​va​ al suo dove​re”,​ e poi le imma​gi​ni​ del fune​ra​le​ presen​ti​ nei tito​li​ di testa del film, che sono proprio​ quelle​ del fune​ra​le​ di Giovan​ni​ Paolo II.

Per quanto​ riguar​da​ la scelta​ del nome Melville, Moret​ti​ spiega​ come non abbia nessun​ signi​fi​ca​to​ parti​co​la​re;​ sempli​ce​men​te​ duran​te​ la scrittu​ra​ del film, il regi​sta​ vide una retro​spet​ti​va​ di Jean-Pierre Melville al Festival​ di Tori​no​ e da lì l’ispi​ra​zio​ne​ per il nome.

Le loca​tions​ dove il film è stato gira​to​ sono tutte italia​ne:​ Palaz​zo​ Farne​se,​ Villa Lante (il giardi​no)​ e Villa Medi​ci​ (sala cola​zio​ni)​ e poi Cine​cit​tà​ dove è stata rico​strui​ta​ la Capel​la​ Sisti​na​ in scala origi​na​le​. Il Vati​ca​no​ si è rifiu​ta​to di conce​de​re​ la dispo​ni​bi​li​tà​ delle loca​tions​ presso​ la Santa Sede ma non ha avuto da ridi​re​ sulla sceneg​gia​tu​ra,​ che il regi​sta​ ha fatto legge​re​ al Cardinal​ Rava​si,​ non per qualche​ moti​vo​ parti​co​la​re​ ma sempli​ce​men​te​ perché una volta messo il caval​let​to​ per gira​re​ delle imma​gi​ni​ di Piazza​ San Pietro,​ il Vati​ca​no​ vole​va​ esse​re​ a cono​scen​za​ di cosa si trattas​se​. Moret​ti​ ha affer​ma​to​ che lui avrebbe​ fatto il suo film indi​pen​den​te​men​te​ dal pensiero​ del Vati​ca​no​.

Habemus Papam è infi​ne​ un’ope​ra​ che raccon​ta​ in modo poeti​co,​ ironi​co​ e consa​pe​vo​le​ le debo​lez​ze​ dell’uo​mo,​ come se negli ulti​mi​ tempi si sentis​se​ la neces​si​tà​ di raccon​ta​re​ l’uma​ni​tà​ anche delle grandi​ perso​na​li​tà​ che hanno le redi​ni​ del mondo; il rife​ri​men​to​ auto​ma​ti​co​ è al film vinci​to​re​ dell’O​scar​ 2011 “Il discorso del re. In conclu​sio​ne,​ un film che non fa che aumen​ta​re​ il presti​gio​ di Nanni Moret​ti​ e che ci si augu​ra​ abbia otti​mi​ riscon​tri​ anche a Cannes​ 2011.

Voto: 8

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