Being Human

USA 2011-2014 – Creato da Jeremy Carver, Anna Fricke – fantasy – 52 episodi da 44′

Scritto da Andrea Grollino (fonte immagine: imdb.com)

Aiden è un infermiere mentre Josh lavora come inserviente nello stesso ospedale. Entrambi hanno esigenze “particolari”, così Aiden propone a Josh di convivere, per far si che l’uno provveda alle esigenze dell’altro. Josh accetta, così, dopo una lunga ricerca, trovano l’appartamento ideale, se non fosse che, quest’ultimo è già occupato dalla precedente inquilina, Sally. Sin qui sembra una storia come tante altre, infatti si raccontano le vicende di Aidan, Josh e Sally, tre ragazzi che convivono in un appartamento a Boston. Messa in questi termini, la loro potrebbe sembrare una convivenza come tante altre, se non fosse che, sono rispettivamente un vampiro, un licantropo e un fantasma.

Iniziamo col dire che non ho mai visto la serie britannica e che il mio ap- proccio con Being Human parte direttamente con quella statunitense. Ho sempre pensato che per alcune tematiche, il panorama americano si prestasse scenograficamente meglio rispetto a molti altri, ma questa ovvia- mente è una mia personalissima opinione.

Giunti alla terza stagione negli USA e alla seconda in Italia, la serie si sor- regge abbastanza bene. Troviamo un soggetto più o meno originale, per quanto il tema del soprannaturale sia stato strausato in questi ultimi tempi e mio avviso da qualcuno anche stuprato. Ma a prescindere dai personali punti di vista, la serie di cui si parla adesso, si basa su una domanda che gli appassionati del genere come il sottoscritto, almeno una volta nella vita si sono posti: cosa succede se metti in una stanza un vampiro, un licantropo e un fantasma? Semplice! Succede che convivono. Ebbene si, il soggetto della serie si basa proprio sulla convivenza di questi tre elementi e vi dirò, non è poi così male. Certo, non fila tutto alla grande e la caratterizzazione dei personaggi di tanto in tanto fa venire voglia di sbattere la testa contro il
muro ed esclamare “ma che minchia stai facendo?!”

Comunque sia, il telefilm si presta bene all’attenzione di chi guarda perché non eccede in atmosfere ombrose e fighettate alla Twilight. I vampiri gira- no anche di giorno, soffrendo di una lieve fotosensibilità (e ringraziamo gli dei perché, fortunatamente qui hanno i canini e non brillano al sole). Sam Witwer (The Mist, Gamer, Smallville, The Walking Dead), l’inter- prete di Aiden, non se la cava male anche se di tanto in tanto da l’impres- sione di essere stato scelto solo per le sue qualità estetiche piuttosto che per quelle interpretative. Poi troviamo Josh, il licantropo, impersonato da  Sam Huntington (Veronica Mars – 1×05 e 1×21, Human Target – 1×04, Superman Returns, Fanboys), scappato di casa dopo aver sco- perto la sua licantropia, si trova a fare l’inserviente nello stesso ospedale di Aiden. Riguardo a Josh, posso dire che l’ho trovato molte volte irritante, perché sembra realizzato solo ed unicamente per andare in paranoia alla minima scintilla di un qualsiasi problema. In tutto questo miscuglio, troviamo Sally, forse l’unico personaggio che non tende all’isteria (forse).

Sally è portata sul piccolo schermo da Meaghan Rath (L’altra metà dell’amore, Prom Wars: Love Is a Battlefield), mostrando discrete capacità di recitazione, coccolate da un atteggiamento e un modo di fare ti- pico da ragazza della porta accanto.

In definitiva non c’è granché su cui disquisire. La serie si articola abbastan- za bene tra le vite e i problemi di tutti e tre i protagonisti, ed è proprio que- sto il punto di forza che la rende degna di un’occhiata da parte dello spetta- tore. Si va delle divergenze politiche vampiresche tra Aiden e il suo vecchio clan, dal quale si è voluto allontanare per non divenire come il suo creatore Bishop, interpretato da Mark Pellegrino (Arma Letale 3, Il Mondo Perduto: Jurassic Park, Dexter, Supernatural – Stagione 5), per passare alle paranoie di Josh, il quale cerca invano di evitare ogni relazione “umana” per non fare del male a nessuno. Arrivando In fine a Sally che, come tutti i fantasmi cerca la pace, in questo caso la sua porta (una porta vera e propria) che dà, si presume, sul paradiso.

In conclusione, la serie è carina e guardabile, se non avete niente da fare. Il
soprannaturale è rappresentato abbastanza bene, anche se si percepisce il vano tentativo di proporre qualcosa di diverso. Dategli un’occhiata.

Voto: 6


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