Robinson Crusoe

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Robinson Crusoe – Belgio/Francia 2016 – di Vincent Kesteloot/Ben Stassen/Mimi Maynard

Animazione/Avventura/Commedia – 91′

Scritto da Maria Vittoria Novati (fonte immagine: comingsoon.it)

Il pappagallo Mac (poi Martedì) viveva tranquillamente su un’isola tropicale insieme ai suoi amici animali, quando un giorno all’improvviso una nave naufraga davanti ai loro occhi. Impauriti gli animali scappano via; solo il piccolo pappagallo corre in soccorso dell’unico superstite ed insieme a pochi coraggiosi, lo aiuteranno a sopravvivere sull’isola.

La vera storia di Robinson Crusoe raccontata dal pappagallo Martedì, diventato il suo migliore amico.

Siamo in un picco​lo,​ sperdu​to,​ atollo​ tropi​ca​le​. Mac, un pappa​gal​lo​ molto curio​so​ e intra​pren​den​te,​ vive lì insie​me​ ai suoi amici (tutti anima​li​ di diversa​ specie);​ trascor​ro​no​ una vita tranquil​la​ e protet​ta​ in virtù del fatto che non vi sono peri​co​li​ o preda​to​ri​ natu​ra​li​ di questi​ anima​li​. Ma è proprio questa​ tranquil​li​tà​ e mono​to​nia​ che ucci​de​ Mac, arden​te​men​te​ convinto​ (e speran​zo​so)​ dell’e​si​sten​za​ di un mondo molto più grande​ e diver​so​ rispet​to​ a quella​ picco​la​ isola. Il sogno di Mac di cono​sce​re​ un altro mondo sembra​ avve​rar​si​ quando​ una nave fa naufra​gio​ proprio​ nelle vici​nan​ze​ dell’i​so​la​.

Su quella​ nave si trova Robin​son​ Crusoe,​ dame​ri​no​ ingle​se​ che sta compiendo​ un viaggio​ per realiz​za​re​ una carto​gra​fia​ detta​glia​ta​ delle terre emerse​. Ma Crusoe​ non è solo a compie​re​ naufra​gio:​ con lui arri​va​no​ sull’i​sola​ anche due gattac​ci​ affa​ma​ti​ e catti​vi​ pronti​ a tutto pur di caccia​re​ qualsiasi​ cosa e mangiar​se​lo​.

Mac è l’uni​co​ che inizial​men​te​ si avvi​ci​na​ all’es​se​re​ umano, incu​rio​si​to​ da questa​ creatu​ra​ che non aveva mai visto prima di allo​ra​. Gli altri anima​li​ sono schivi​ e diffi​den​ti,​ la loro paura del diver​so​ fa commet​te​re​ loro valu​ta​zioni​ sbaglia​te​ (come quella​ di fidar​si​ inizial​men​te​ dei due gatti). Pian piano, scoper​to​ l’ingan​no​ dei gatti, (rele​ga​ti​ per un certo perio​do​ di tempo su uno scoglio​ sepa​ra​to​ dall’i​so​la)​ anche gli altri anima​li,​ dopo Mac, si avvici​na​no​ a Crusoe,​ capen​do​ ormai che di lui si posso​no​ fida​re,​ e nell’a​iu​tar​lo a vive​re​ sull’i​so​la,​ lui, per parte sua, fa loro scopri​re​ molte inno​va​zio​ni​.

Sembra​ che le cose stiano​ andan​do​ per il meglio,​ ma nel frattem​po​ i gatti si sono ripro​dot​ti​ e molti​pli​ca​ti​ e, non appe​na​ ne hanno la possi​bi​li​tà,​ inva​dono​ l’atol​lo​ alla ricer​ca​ di cibo. Riusci​ran​no​ i nostri​ eroi a difen​der​si​ da questa​ minac​cia​ (e da altre prove​nien​ti​ dal mondo “altro” che Mac sogna tanto di vede​re​ e cono​sce​re)?​

Mac, alla fine, capi​sce​ che il mondo è grande​ e affa​sci​nan​te,​ ma è anche pieno di peri​co​li​. Capi​sce​ anche che con l’aiu​to​ degli amici si può affron​ta​re​ tutto e che la propria​ “casa” (l’iso​la)​ è anche il luogo in cui ci si può senti​re​ protet​ti​ e al sicu​ro​.

In manie​ra​ molto edulco​ra​ta,​ questa​ versio​ne​ di “Robin​son​ Crusoe”​ presenta​ e cerca di spiega​re​ ai più picci​ni​ il tema dello stranie​ro​ e dell’in​con​tro/scontro​ con la diver​si​tà:​ non sempre​ infat​ti​ siamo così aperti​ e rilas​sa​ti​ nell’in​con​tro​ con l’altro​ (soprat​tut​to​ in questo​ parti​co​la​re​ momen​to​ stori​co). In un mondo come quello​ odierno​ in cui si cerca di alza​re​ muri e barriere​ a priori,​ Robinson Crusoe vuole dirci che non biso​gna​ giudi​ca​re​ dalle appa​ren​ze​ e che anzi, la diver​si​tà​ spesso​ è ricchez​za;​ ma ci dice anche che biso​gna​ fare sempre​ molta atten​zio​ne​ tra chi ha buone inten​zio​ni​ e chi non ne ha, come spesso​ capi​ta​ nella vita, nel rappor​to​ con gli altri in gene​rale​ e non solo con chi viene da conte​sti​ comple​ta​men​te​ diver​si​.

L’impe​gno​ dei regi​sti​ Vincent Kesteelot e Ben Stassen è anco​ra​ più forte se lo inqua​dria​mo​ nel conte​sto​ dei recen​ti​ atten​ta​ti​ di Bruxel​les​ (anche perché​ la produ​zio​ne​ è proprio​ belga): esse​re​ acce​ca​ti​ dal pregiu​di​zio (o dall’o​dio)​ spesso​ ci fa commet​te​re​ erro​ri​ che posso​no​ esse​re​ irre​pa​rabi​li​ e noi ci augu​ria​mo​ che i più picco​li,​ veden​do​ questo​ carto​ne,​ faccia​no​ teso​ro​ di questo​ princi​pio,​ anche se non dichia​ra​to​.

Voto: 7

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