Le nostre battaglie

locandina-45

Nos batailles – Francia/Belgio 2018 – di Guillaume Senez

Drammatico – 98′

Scritto da Francesca Totaro (fonte immagine: mymovies.it)

Olivier Vallet è un impiegato dedito alla lotta contro le ingiustizie sul lavoro. Dal momento in cui la moglie Laura decide di andare via di casa, Oliver si trova a dover accudire da solo i suoi due figli, a risolvere i problemi della quotidianità, il tutto cercando di non trascurare il suo lavoro.

Le tematiche predilette da Guillaume Senez, sceneggiatore e regista de ‘Le nostre battaglie’, sono molto vicine alla generazione d’oggi. Se nella sua opera prima (Keeper) analizzava il mondo della maternità da un punto di vista adolescenziale, nella seconda predilige uno sguardo più maturo e problematico, dal taglio maschile. Con ‘Le nostre battaglie’ ha forse sviluppato il cerchio aperto precedentemente in ‘Keeper‘.

La complicata relazione tra genitori e figli è da sempre stata una delle protagoniste delle narrazioni cinematografiche, si pensi a ‘Kramer contro Kramer‘ (1979) diretto da Robert Benton o al più recente ‘Padri e figlie‘ (2015) di Gabriele Muccino. In entrambi i casi vengono raccontate storie di abbandono, chi per scelta e chi per forza divina, in cui a pagarne le conseguenze sono sempre coloro che si trovano nel mezzo, i bambini. In questo senso anche Senez sceglie di schierarsi dalla parte dei figli, Elliot e Rose, che sperano sofferenti il ritorno della loro madre. Nel frattempo devono accontentarsi della presenza assente del padre che non riesce a gestire, almeno nella prima parte del film, casa e lavoro. I bambini così oltrepassano la fase infantile diventando l’uno la spalla dell’altra, Elliot prepara i vestiti per la sua sorellina mentre Rose cerca di risanare la ferita del fratello, quasi con la voglia di ricoprire quella figura femminile ormai lontana.

La crescita comporta inevitabilmente il distacco nei confronti del genitore, ma Olivier è talmente preso da altre faccende da non percepire il loro, dei bambini, grido d’aiuto. Si assiste ad un doppio abbandono: univoco, quello della madre nei confronti dei bambini, e biunivoco, quello tra il padre e i due minori. Il richiamo al doppio subentra anche nelle relazioni fraterne, il legame che si instaura tra i piccoli protagonisti non è altro che un gemello di quello che è già consolidato tra il padre e sua sorella, loro zia. In questo caso il regista si sofferma ancora sull’analizzare l’evoluzione di un attaccamento universale e indissolubile, prendendo nota di come esso muti nel corso del tempo e di come l’uomo, crescendo, rincorre priorità e desideri diversi.

Un altro parallelismo evidente è quello tra le due mamme, Laura e la madre di Olivier, che pur essendo il più esplicito – in cui vengono fatti dei veri e propri paragoni tra le due – resta la rete meno fitta rispetto a quelli che sono i temi cardini e ‘silenziosi’ della storia.

Lo stile registico freddo e distaccato utilizzato nella parte iniziale da Senez, che per molti versi ricorda il genere del documentario, tende ad addolcirsi man mano che la narrazione procede. I toni diventano più caldi e subentra una scena in esterno in cui, con la luce tenue del sole, le emozioni esplodono. Lo sguardo analitico si annulla in favore del manifesto d’amore paterno. 

Voto: 6

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Creato su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: