Parlami di te

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Un homme pressé – Francia 2018 – di Hervé Mimran

Commedia/Drammatico – 100′

Scritto da Maria Vittoria Guaraldi (fonte immagine: movieplayer.it)

Un uomo tranquillo” (Un Homme presso) è un film diretto da Hervé Mimran e ispirato alla storia vera di Christian Streiff, ex CEO di Airbus e PSA Peugeot e Citroen. Il film ha vinto il Premio del pubblico alla scorsa edizione del Festival France Odeon. 

Alain è un manager potente sempre in corsa contro il tempo. Le sue giornate sono fitte di impegni e prive di distrazioni e tempo  per la famiglia. Un giorno viene colpito da un ictus che gli danneggia la memoria e il linguaggio. Grazie a Jeanne, una logopedista in cerca della madre biologica, inizia un percorso di guarigione che lo cambierà anche come persona. 

Hervé Mimram costruisce una storia molto lineare e senza soluzioni di regia particolari: usa spesso i primi piani,  le figure intere e nell’ultima parte anche campi lunghi e lunghissimi. Il film ruota intorno al protagonista e alla dottoressa senza concentrasi sugli altri personaggi. Alcune parti del racconto rimangono scollate dal resto come per esempio il cammino di Santiago de Compostela, al quale è dedicata una lunga sequenza. 

Fabrice Luchini, attore noto soprattutto a teatro e vincitore di un Premio César della Coppa Volpi alla mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia  per la migliore interpretazione maschile ne “La corte”,  interpreta Alain. Il suo è un personaggio che passa dall’essere un manager che ha tempo solo per riunioni, seminari e il fatturato a una persona che, colpito da una grave malattia, mostra tutta la sua fragilità. Il suo talento viene fuori nell’esprimersi in modo discordante per via dell’ictus e  nel suo  tornare bambino. 

Leila Bekht , dopo il successo di “7 uomini a mollo”, interpreta la dottoressa Jeanne. Il suo personaggio è molto paziente ma non viene potenziato nel corso della narrazione. Il suo ruolo è quello di semplice logopedista e inoltre la sua storia non si intreccia con quella più grande del film. 

Rebecca Marder, giovane attrice francese, interpreta la figlia di Alain. È una brillante studentessa ma il suo ruolo rimane fisso nella classica adolescente che viene trascurata dal padre. 

Il film è una storia scontata di una persona che indebolita dalla malattia diventa più buona ed è un modo troppo leggero e divertente di trattare una malattia molto seria: quando si parla di malattie, nello specifico quelle mentali, bisogna avere molta delicatezza e tenere presente anche degli effetti che ricadono su chi sta intorno a chi si ammala. Molti personaggi non vengono inspessiti  e occupano un ruolo molto marginale. Inoltre gli avvenimenti assumono caratteristiche molto prevedibili senza colpi di scena e seguendo un binario a tinta unita . La pellicola si configura quindi un comune racconto incentrato solo su un personaggio che non evolve se non nel mostrasi un po’ più gentile del solito. Sarebbe stato interessante descrivere le varie reazioni a cominciare dalla figlia e dalla moglie per poi passare ai collaboratori e così facendo conferendo sapore e colore al film. 

Voto: 4

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