Tintoretto – Un ribelle a Venezia

Italia, 2019 – di Giuseppe Domingo Romano (Pepsy Romanoff), Peter Greenway (partecipazione)- Arte/Documentario – 95′. Scritto da Maria Vittoria Guaraldi (fonte immagine: Artslife)

Tintoretto Un ribelle a Venezia è un docu-film su Jacopo Robusti, detto Tintoretto, uno dei massimi esponenti dell’arte manierista  a Venezia. La pellicola è prodotta da Sky Arte e scritta da Melania Mazzucco e Peter Greenaway e distribuito da Nexo Digital. La voce narrante di Stefano Accorsi ci accompagna nei luoghi dove Tintoretto è vissuto e ha operato. A differenza di Tiziano e Giorgione che sono nati nella provincia, Tintoretto è nato e ha sempre vissuto a Venezia. Il soprannome deriva dalla professione del padre, secondo un’antica usanza di attribuire ai bambini dei vezzeggiativi desunti dalla professione del genitore. Dopo aver dimostrato spiccate attitudini alla pittura  realizzando disegni con i carboni e le tinture sulle pareti della bottega, comincia la sua attività alla bottega di Tiziano. Le sue commissioni più importanti riguardano la confraternita di San Marco e quella di San Rocco. Non mancano anche commissioni private consistenti in affreschi e ritratti. Le sue opere più importanti sono Il miracolo dello schiavo ( Il Miracolo di San Marco) oggi conservato alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, Susanna e i vecchioni oggi a Vienna e il grande lavoro per la Scuola Grande di San Rocco, considerata la cappella Sistina di Venezia.

Tintoretto opera nella Sala Terrena, nella Sala Capitolare e nella Sala dell’Albergo. Per la chiesa della Madonna dell’Orto realizza L’adorazione del vitello d’oro e il Giudizio Universale. I suoi due ultimi incarichi sono Il Paradiso, grandiosa opera nella Sala del Buon Consiglio a Palazzo Ducale  e Gli Ebrei nel deserto e la caduta della manna, La deposizione nel sepolcro e L’ultima cena, opere conservate nella Basilica  di San Giorgio Maggiore. Il docu-film – anche grazie ai contributi di vari storici dell’arte come Kate Bryan, Matteo Casini, Astrid Zenkert, Agnese Chiari, Moretto Wiel, Michel Hochmann, Tom Nicholson e Frederick Ilchman, curatore della mostra Tintoretto 1519-1594 di Palazzo Ducale, le scrittrici Melania G. Mazzucco e Igiaba Scego, le restauratrici Sabina Vedovello e Irene Zuliani, impegnate nel restauro delle Due Marie– si configura come una corretta e completa panoramica sulla vita di Tintoretto, sulle sue opere e sulle sue innovazioni come il sapiente uso della luce, il punto di vista, la profondità e il dinamismo delle figure.

La sua figura si è imposta anche per aver lavorato rapidamente e molte volte a basso prezzo ma soprattutto per aver scardinato non poche regole. Inoltre non ha mai voluto compiacere lo spettatore : voleva solo emozionare con le sue complesse e affollate scene, molto spesso collocate in ambienti umili che prefigurano quelli caravaggeschi. La pellicola, nonostante abbia una struttura molto semplice e didattica, è sicuramente un prodotto per il grande pubblico che vuole approfondire la figura del più contemporaneo pittore del Cinquecento.

 

Voto: 8

 

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