Bird Box

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Bird Box – Stati Uniti 2018 – di Susanne Bier

Drammatico/Horror/Fantascienza – 124′

Scritto da Arianna Giuliani (fonte immagine: mymovies.it)

Bird Box, letteralmente “Scatola di uccelli”è un film del 2018 di Susanne Biercon protagonista la famosa attrice Sandra Bullock.

Bird Box è visibile sulla piattaforma a pagamento Netflix.

Il film è fantascientifico e racconta un futuro post apocalittico dove arrivano forze soprannaturali, forse alieni che intendono uccidere i terrestri e distruggere il nostro Pianeta.  Il solito film americano sulla fine del mondo penserete… beh non è affatto così. Bird box infatti è prima di tutto una pellicola che parla di uomini e umanità in tutte le sue forme: coraggio, paura, amore, disperazione e forza di sopravvivenza e di volontà sono solo alcune delle caratteristiche degli uomini protagonisti di questo film.

L’ostacolo maggiore che i cittadini devono affrontare è dato dal fatto che non possono uscire dalle loro abitazioni a meno che non tengano gli occhi sempre chiusi altrimenti guardando, corrono il rischio di incontrare gli occhi degli alieni e da li verrebbero poi contagiati.

Chi andrà incontro a questa sorte infatti morirà suicida.

Da qui nasce chiaramente il conflitto principale del film e lo spettattore entrerà sempre di più in un’atmosfera di ansia e pathos.

Il fatto di non poter vedere con i propri occhi il mondo circostante diventa nel film metafora di un senso di colpa che poi diventa punizione per gli esseri umani: l’uomo infatti, negli anni ha dato per scontato la Terra in cui viveva, arrivando addirittura a maltrattarla sfruttandola al massimo.

Ora la sua punizione è quella di non poter più vedere tutto quello che lo circonda a partire dalla luce del sole fino ai paesaggi naturali che solo il nostro pianeta può regalare, insomma la fine del mondo in Bird Box sembra proprio quella di essere costretti a vivere in un mondo privo di luce, buio, freddo e timoroso.

Al centro del film abbiamo un gruppo di sopravissuti dove è presente anche la Bullock che con la sua interpretazione attoriale conferisce al film una vena reale quanto magica.

Come nell’indimenticabile Alien, questo gruppo formato da vari uomini e donne alla fine si stringe sempre di più fino alla tragica conclusione tanto che solo Malorie (Sandra Bullock) riuscirà a salvarsi dalla fine imminente, che sta attaccando tutti intorno a lei.

Malorie però non è mai sola, infatti, dall’inizio del film, è incinta ed è proprio a metà film che riuscirà a dare alla luce suo figlio maschio.

Il suo è il caso di una donna madre senza marito o compagno finchè non si innamorerà di un suo amico di “sopravvivenza” e si legherà a lui in un modo sincero e profondo.

Così il gruppo iniziale diventa solo di quattro persone: Malorie, il suo compagno Tom e Bambino e Bambina, i figli di Malorie.

Bambino è il figlio naturale di Malorie, mentre Bambina è la figlia di una cara amica della protagonista che dopo aver partorito ha aperto gli occhi verso la luce e purtroppo non si è salvata. Da sottolineare è certamente il fatto che Malorie non da nome ai suoi figli, come se avesse paura che dare loro un nome e quindi una vera identità significasse affezionarsi davvero ed amare qualcuno in un mondo dove ormai la vita umana vale ben poco. Solo alla fine del film ai bambini verranno dati i nomi e la speranza quindi di un futuro vero.

Il film è diviso in due parti: passato e presente si intrecciano tra loro fino a formare un mix dove i protagonisti, come uccellini in gabbia, sono intrappolati in una realtà difficile e paurosa.

Voto: 8

 

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