L’eroe

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L’eroe – Italia 2018 – di Cristiano Anania

Drammatico – 90′

Scritto da Maria Vittoria Guaraldi (fonte immagine: milanotoday.it)

Che cos’è un eroe? Questa è la domanda che apre e chiude il film di Cristiano Anania con Salvatore Esposito, Vincenzo Nemolato, Enrica Guidi  e Marta Gastini. Cristiano Anania ha curato anche  il soggetto e la sceneggiatura. Il film è distribuito da Mescalito film, Green film e Minerva Pictures Group. 

Giorgio è un mediocre ma ambizioso giornalista trentenne. La sua vita cambia bruscamente quando il direttore del giornale decide di trasferirlo in una redazione di provincia. Proprio quando crede di aver trovato la sua nuova dimensione di vita, il direttore del giornale comunica a Giorgio il suo licenziamento. Solo il rapimento per mano di ignoti del nipote della più importante imprenditrice locale restituisce a Giorgio il suo lavoro di corrispondente. L’intero paese si mobilita alla ricerca del “mostro”. 

Il film è ambientato in un paese di provincia mostrato attraverso tante inquadrature dall’alto che si alternano agli interni mostrati attraverso numerosi e sinuosi carrelli. I personaggi sono seguiti a distanza ravvicinata sia a figura intera sia in primo piano. Quello che permane per tutta la durata del film sono un vuoto e un silenzio opprimenti e carichi di tensione. 

Salvatore Esposito è Giorgio. È un giornalista non particolarmente brillante e una persona molto introversa. Dall’esterno sembra molto ingenuo e gentile:  si diverte a fare oggetti di carta, è goffo e sembra non reagire alle critiche ma dentro di sé nasconde ombre. Sin dalla locandina capiamo che lui sarà al centro della vicenda con i suoi chiaroscuri. 

Vincenzo Nemolato è Francesco. È un ragazzo rimasto orfano e si mantiene facendo lavori saltuari. Per la sua forma di autismo viene spesso preso in giro e diventerà il capro espiatorio della vicenda. La sua unica amica è Marta (Marta Gastini) che lo aiuta e lo capisce. Tra i due c’è un rapporto quasi fraterno. L’innocenza e la sua purezza lo rendono molto simile al protagonista della canzone di De Andrè “La ballata di Miché”.

Cristina Donadio interpreta Giulia Guidi, una potente imprenditrice locale. Gestisce un’azienda vinicola e vuole mantenere il suo ruolo anche se l’azienda sta fallendo. La sua facciata fredda e dura la rende una possibile colpevole soprattutto secondo l’opinione della figlia. 

Anania citando direttamente e indirettamente “M Il mostro di Dusseldorf” confeziona un film a molte tinte, dove le verità sono tante e dove una persona fa di tutto per costruirsi addosso una notizia diventando esso stesso la notizia placando la nostra fame di informazioni. 

Voto: 8

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