The Prodigy – Il figlio del male

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The Prodigy – Stati Uniti/Canada 2019

Horror/Thriller – 92′

Scritto da Francesca Totaro (fonte immagine: mymovies.it)

Miles Blum è un bambino prodigio che, a soli otto anni, possiede abilità nettamente superiore ai suoi coetanei. Introverso e isolato, Miles passa gran parte della giornata con sua madre e quest’ultima, notando comportamenti inquietanti da parte del figlio, cerca una spiegazione logica trovando risposta nel sovrannaturale.

Terzo lungometraggio per il regista e scrittore Nicholas McCarthy, ‘The Prodigy – Il figlio del male‘ rivela già dal titolo l’essenza della pellicola. Dopo il successo di ‘The Pact‘ (2012) e ‘Oltre il male‘ (2014) l’autore ripropone un altro lavoro dallo stampo horror/supernatural. 

Mentre nei primi lungometraggi la sua attenzione era proiettata principalmente su personaggi femminili, a discapito delle figure maschili, nell’ultimo film sceglie di affidare il ruolo di punta al giovanissimo Jackson Robert Scott (classe 2009) già noto al grande pubblico per la sua interpretazione nel remake di It (2018). A fare da spalla al bambino, prodigio sia nel film che nella vita, è Taylor Schilling, star della serie originale Netflix ‘Orange is the New Black‘, nei panni di Sarah Blume.

Mettendo da parte l’avvincente cast, di ‘The Prodigy – Il figlio del male‘ resta ben poco. La frammentazione, dualità, di Miles viene esplicitata in maniera elementare già nei primi minuti del film, quando la morte di un famigerato serial killer si affianca visivamente alla nascita del bambino, continuando ad essere sottolineata in diverse occasioni: le pupille di colore diverso, il volto truccato a metà, il confronto con lo specchio e il cambio di voce. 

Poco originale anche l’ipnosi alla quale viene sottoposto il protagonista, che riporta fedelmente lo stesso passaggio narrato in ‘Scappa – Get Out‘ (2017) di Jordan Peele. Medesime inquadrature del pendolo, analista e analizzato, e medesime reazioni da parte dei personaggi: entrambi siedono su una poltrona in pelle scura che verrà lacerata durate la seduta.  

Il risultato finale è poco inquietante e molto prevedibile, in un’ora e mezza sono rari i colpi di scena e la trama purtroppo non resta avvincente per tutta la sua durata. Il trailer prometteva un horror vicino allo stile narrativo di Insidious, saga cinematografica diretta da James Wan, Leigh Whannell e Adam Robitel, ma il film delude di gran lunga le aspettative. 

Unico elemento positivo è la scelta delle musiche, ideate dal compositore americano Joseph Bishara. Veterano del genere horror, Bishara ha lavorato nella saga sopracitata e in quella di James WanConjuring‘ e in tutti i suoi spin off. 

Voto: 4

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