Karenina & I: storia di un amore durato un viaggio in treno

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Scritto da Arianna Giuliani (fonte immagine: teatrofrancoparenti.it)

“Ero un angelo senza ali, sceso sulla Terra solo per te, volevo insegnarti l’amore, il suo potere, il suo significato. Ebbene si, mi sono innamorata di te”.

Queste sono alcune parole che Anna Karenina pronuncia all’inizio della sua storia d’amore con il suo amante Vronskij.

Oggi non vi parlerò di questo bellissimo e intramontabile romanzo di Tolstoj, ma del film documentario Karenina & I nelle sale dal 19 marzo, diretto da Tommaso Mottola con la voce narrante del premio oscar Liam Neeson che è il narratore della messa in scena di Anna Karenina in Russia.

Il regista Tommaso Mottola è inoltre il marito dell’attrice protagonista Gørild Mauseth.     Questo film è il racconto del lungo viaggio dalla Norvegia verso la Russia dell’attrice norvegese Gørild Mauseth che deve interpretare il ruolo di Anna Karenina nello spettacolo teatrale nella città di Vladivostok.

Il viaggio in questione non è solo uno spostarsi fisico ma è soprattutto un viaggio interiore e psicologico estenuante che Gørild decide di intraprendere a fianco di suo figlio piccolo di cinque anni.

Il bambino compare infatti varie volte all’interno della proiezione ed è una figura davvero importantissima per tutta la narrazione.

Le somiglianze tra Gørild e il viaggio che compie con la vicenda di Anna Karenina sono sicuramente evidenti.

L’attrice norvegese decide di intraprendere il cammino verso il teatro di Vadivstock attraverso il mezzo ferroviario.

Karenina & I ha vari personaggi principali oltre la bravissima e intensissima Gorild: troviamo infatti il bambino dell’attrice, il marito di Gørild, la compagnia teatrale, gli aiutanti di Gørild per interpretare il ruolo di Anna in russo, lingua mai parlata dall’attrice norvegese e infine abbiamo loro, i treni.

Ecco che i treni sono subito protagonisti dall’inizio della storia fino all’ultima scena…        i treni scandiscono i tempi narrativi, ci indicano la via da seguire e quanto la meta è vicina.

In fondo i treni in questo documentario rappresentano la vera bussola di Gørild, infatti è come se nei suoi momenti di crisi, di tristezza e di dubbio verso lo spettacolo e il ruolo di Anna i treni la aiutassero a capire se stessa e a ritrovare la strada che sembra perduta.

Caratteristiche infatti sono le scene dove Gørild chiama al telefono in treno per sfogarsi riguardo al suo stato d’animo ansioso verso il ruolo che dovrà ricoprire presto a teatro o prime tra tutte le scene dove per cercare l’identificazione con Anna si ritrova a camminare presso i binari di uno dei treni del suo lungo viaggio e le guardie dall’altro lato della strada dicono: “Ma chi sei? Anna Karenina?”

Molti sono i temi di riflessione del documentario, primo tra tutti sicuramente è il processo di identificazione di Gørild in Anna.

Il viaggio verso Vladivostok è così anche un viaggio di identificazione tra l’attrice protagonista e il personaggio che deve interpretare: Anna Karenina.

Non si parla solo di questa identificazione, ma importante è anche quella tra l’autore Tolstoij e la sua eroina tragica Anna.

Dal documentario infatti veniamo a sapere che lo scrittore russo dopo aver abbandonato la sua famiglia come fa Anna per il suo amante, si lascia andare alla morte presso una stazione ferroviaria.

Forse allora Anna è davvero la vera eredità che Tolstoj ci lascia, sicuramente un dono letterario, umano e artistico.

La Gørild decide di andare a visitare dei luoghi cardini che la aiuteranno nell’immergersi a pieno nel ruolo della Karenina: la casa dove Tolstoij scrive il romanzo, la città di Anna ecc.

Quindi, per questo riusciamo a capire quanto in Karenina & I sia importante l’ambientazione dei luoghi.

Sono molto importanti le domande che l’attrice protagonista si fa durante il film:    “Perchè ho avuto il ruolo di Anna?” “Cosa può aver spinto davvero Anna ad abbandonare suo figlio piccolo?” “Cosa significava veramente l’amore per Vronskij?”

Sono tutte domande a cui forse non esiste nessuna risposta, ma servono a portare chiarezza dentro l’animo della Gørild per interpretare al meglio Anna.

Il film si può definire meta-teatrale perché è innanzitutto il racconto di una messa in scena teatrale e dopo aver assistito alle varie prove prima dello spettacolo, il nostro viaggio finisce infatti nel teatro russo di Vladivostok con la prima di Anna Karenina.

Questa pellicola è inoltre un’esperienza a metà tra cinema e teatro, unica nel suo genere.  Il documentario è nato grazie ad una campagna record di crowdfunding tra Italia, Norvegia e Russia ed è arrivato finalista come miglior documentario all’European Film Award, tra i migliori cinque ai Nastri d’Argento e vincitore del Master of Art Film.

Si arriva così a viaggio concluso alla consapevolezza che Gørild ha dato tutta se stessa nel ruolo di Anna e che continuerà ad interpretarlo nei vari teatri russi e non solo russi.

Grazie ad attrici come la nostra Gørild, Anna Karenina non morirà mai ed insieme a lei non moriranno mai le sue passioni, il suo amore incondizionato verso la vita e i suoi mille tormenti interiori.

Scheda del film:

Titolo: Anna & I

Genere: film-documentario

Regia: Tommaso Mottola

Voto: 9

 

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