Anomalisa

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Anomalisa – Stati Uniti/Regno Unito 2015 – di Luke Johnson e Charlie Kaufman

Animazione/Commedia/Drammatico – 90′

Scritto da Maria Vittoria Novati (fonte immagine: mymovies.it)

Michael Stone, marito, padre e apprezzato autore del libro “How May I Help You Help Them?” (Come posso aiutarvi ad aiutarli?) è un uomo paralizzato dall’ordinarietà della sua vita. In occasione di un viaggio d’affari a Cincinnati dove deve tenere una conferenza ad un congresso di professionisti del settore servizio clienti, pernotta al Fregoli Hotel. Lì scopre, con sua grande meraviglia, una possibile via di uscita dalla sua disperazione nei panni di una rappresentante di una ditta di dolci di Akron di nome Lisa, una donna senza grandi pretese che potrebbe essere o meno il grande amore della sua vita.

L’ultimo film diretto da Charlie Kaufman (Se mi lasci ti cancello, Essere John Malkovich, Synedoche New York) ci pone come spettatori di fronte a un quesito. Perché scegliere proprio l’animazione per raccontare una storia di disagio interiore, e con un’animazione tutt’altro che semplice (si tratta della tecnica “stop motion” – passo uno –)? Sicuramente Anomalisa è stata una delle opere più interessanti viste all’ultima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, soprattutto perché la lucidità con cui viene presentata la vicenda ci lascia spiazzati, se non addirittura sgomenti a pensarci bene.

Michael Stone (doppiato in originale da David Thewlis) potrebbe definirsi un “un uomo di successo”: ha una bella famiglia, è autore di un libro che sta vendendo molto, grazie al quale viene chiamato a tenere conferenze in giro per gli Stati Uniti. Eppure, tuttavia, non è un uomo felice. Intorno a lui non vede altro che grigiore. Tutte le persone hanno la stessa voce monocorde (doppiate da Tom Noonan), persino quella di sua moglie e suo figlio.

Forse c’è stato un momento della sua vita in cui ha sbagliato qualcosa. Forse quel momento in cui aveva lasciato una sua ex fidanzata, molti anni prima, proprio nella città dove deve tenere una conferenza, a Cincinnati. Un’incontro con questa, tuttavia non ha l’esito sperato, ma anzi lo getta in uno sconforto ancora più nero. Improvvisamente però, nell’albergo dove risiede, sente (e noi con lui, con un leggero sospiro di sollievo) una voce diversa da quella di tutte le altre (quella di Jennifer Jason Leigh) appartenente a Lisa, una donna modesta, ma che, per le vie infinite e misteriose dell’amore, fa scattare qualcosa in Michael.

Ciò che è straordinario in questa storia è che nonostante i personaggi siano palesemente finti, al contempo sono carichi di sentimenti tutti umani e credibili. In alcune interviste Kaufman ha dichiarato che ci teneva moltissimo a far vedere sui volti le giunture delle mascelle, come se quelle facce in realtà fossero solo delle maschere (idea non così peregrina dalla realtà, tutto sommato), e che si notasse in qualche modo “l’artigianato” con cui è stato realizzato il film. Dal punto di vista della scrittura è palese la mano di Kaufman, ed è una garanzia per i fan del genere: la realtà e l’onirico ad un certo punto si mescolano in un caos tutto interiore al personaggio con salti logici degni dell’evergreen Se mi lasci ti cancello. La sua scrittura si riconosce anche in quel filone, tutto statunitense, della crisi dei valori di una società che per certi aspetti è nettamente più rigida di quella europea (in alcuni momenti finamai eccessiva, ma credibile, perché inserita in un contesto statunitense).

Michael coronerà il suo sogno d’amore con questa Anomali(s)a in una notte a Cincinnati?

Lascio a voi la visione e il giudizio sul finale. Assolutamente da vedere.

Voto: 9

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