L’uomo fedele

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L’homme fidèle – Francia 2018 – di Louis Garrel

Commedia/Drammatico/Romantico – 75′

Scritto da Francesca Totaro (fonte immagine: filmtv.it)

Otto anni dopo essersi lasciati, Marianne e Abel si ritrovano al funerale di Paul, marito della prima e migliore amico del secondo. Il ritorno di fiamma tra gli ex amanti provoca la gelosia di Joseph, figlio di lei, e di Eve, sorella minore di Paul innamorata da sempre di Abel. 

Il secondo film di Louis Garrel, di cui è anche protagonista, narra una storia romantica solo in superficie. Rispetto al suo esordio alla regia ‘Due amici‘, in cui Garrel concentrava il suo sguardo sui sentimenti dei protagonisti, ne ‘L’uomo fedele‘ l’analisi sulla psicologia dei personaggi è velata, sottile, con passaggi volutamente lasciati in bianco. 

La forza della sceneggiatura sta proprio in questi vuoti narrativi, poiché non spingono lo spettatore a vedere una storia già scritta ma al contrario lo spronano ad immaginarne una personalizzata. L’uomo fedele di Garrel, come espressamente anticipato nel titolo, viene chiamato a scegliere tra l’amore della sua vita Marianne (Laetitia Casta) e la giovane Eve (Lily-Rose Depp). Il classico triangolo amoroso però non gode di uno sviluppo appagante, piuttosto sembra bloccato al punto di partenza. L’uomo, vittima e carnefice degli eventi, è considerato il personaggio ‘minore’: troppo debole per poter scegliere con la sua testa, abbastanza debole da farsi condizionare dalle fantasia del bambino e fin troppo debole da non riuscire a lasciare la donna che non ama. 

L’esistenza di Abel è basata sull’attesa, vive in uno stato di adattamento perenne in cui manca costantemente qualcosa. Marianne invece è un’eterna indecisa, all’inizio sui suoi sentimenti e alla fine su quelli di lui, ma allo stesso tempo è consapevole del suo fascino e dell’ascendente che ha su Abel. Eve riesce ad accomunare i due precedenti: come Abel vive nell’attesa, sperando che un giorno lui la noti e si innamori di lei, e come Marianne desidera conquistare e tenere per sé l’uomo.

Nonostante la storia possa sembrare banale la messa in scena gioca molto sulla comicità, in cui sequenze drammatiche vengono esorcizzate da dialoghi surrealisti, il culmine lo si tocca nello scambio di battute tra Abel e Joseph. In conclusione, la scelta azzeccata del cast rende ‘L’uomo fedele’ un prodotto soddisfacente, da guardare senza troppo impegno.

Voto: 7

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