Wonder Park

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Wonder Park – Spagna/Stati Uniti 2019 – di Dylan Brown

Animazione/Avventura/Commedia – 85´

Scritto da Francesca Totaro (fonte immagine: imdb.com)

Lo spettacolare parco giochi immaginato da una bambina di 8 anni appassionata di ingegneria, si trasforma improvvisamente in realtà. Ma quando il luogo scaturito dalla sua fantasia, diventa l’oggetto di una terribile minaccia, June sarà l’unica a poterlo salvare, con l’aiuto della sua incredibile immaginazione e di alcuni amici molto speciali.

Wonder Park, scritto e prodotto da André Nemec e Josh Appelbaum, trae ispirazione da una storia di Robert Gordon. Il risultato è un action movie con una nota drammatica che sottolinea l’importanza della famiglia. Attraverso l’instancabile protagonista June si riscopre il potere della fantasia e la forza del lavoro di squadra, tutte esperienze che aumentano la fiducia in se stessi.

Anche se all’apparenza Wonder Land sembrerebbe un luogo di divertimento magico ed elettrizzante, in realtà sviluppa al suo interno dinamiche importanti per la crescita di un bambino. Il film d’animazione infatti è sì apprezzato dai grandi ma è in realtà indirizzato ad un pubblico giovanissimo, ancora capace di sognare senza alcuna fatica ad occhi aperti.

La suggestione visiva che regala Wonder Park, dalle imponenti montagne russe alla giostra che sfida la legge della gravità, gioca su un’atmosfera di luci ed ombre naturali, mai troppo eccessive o disturbanti. E se i colori del parco divertimenti sono più vibranti, quelli che decorano la casa della piccola June cambiano tonalità, le tinte spente e opache annunciano tristezza. Il picco di opacità si raggiunge nel momento in cui la mamma di June viene ricoverata in ospedale per una grave malattia.

Nel film il rapporto tra madre e figlia viene descritto come qualcosa di simbiotico, un legame impossibile da spezzare. Insieme danno vita a Wonderland e volano con l’immaginazione pur restando sedute in una cameretta. Ma quando June viene privata della figura materna la sua esistenza si offusca, decide di distruggere anche il suo parco cercando di allontanare il sentimento negativo scaturito dalla separazione. Il ricordo della madre, pur essendo felice, provoca dispiaceri.

Ad accompagnare questi attimi drammatici, e a ravvivare quelli divertenti, subentra la colonna sonora. La partitura musicale scelta per Wonder Park accompagna lo spettatore nel viaggio interiore nella protagonista, riscoprendo sentimenti e sensazioni altrimenti difficili da esteriorizzare.

In sintesi Wonder Park, pur essendo una storia avvincente dal punto di vista emotivo, ripropone il tema della crescita già affrontato in diversi prodotti per bambini. L’esempio visivamente più vicino è forse Inside Out, dove ritroviamo il gioco di luci ed ombre, lo scontro di diversi stati d’animo e la perdita affettiva da parte della protagonista. La chiave innovativa di questo prodotto sta invece nell’importanza che i registi hanno scelto di dare al potere dell’immaginazione.

Voto: 6

 

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