Ted Bundy – Fascino Criminale

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Extremely Wicked, Shockingly Evil and Vile – Stati Uniti 2019 – di Joe Berlinger

Biografico/Drammatico – 110′

Scritto da Gabriella Massimi (fonte immagine: comingsoon.it)

Ted è un ragazzo bello, intelligente, carismatico e affettuoso e grazie a queste doti conquista Liz una ragazza madre divorziata.

La loro sembra una normale coppia cui non manca niente, ma tutto si rovina quando Ted viene arrestato e accusato di una serie di efferati omicidi. La lealtà di Liz è messa a dura prova. Man mano che i particolari vengono a galla la ragazza capirà che la persona che ha avuto al suo fianco per così tanto tempo non era ciò che credeva.

Con una carriera alle spalle da affermato documentarista del crimine e della giustizia sociale, Joe Berlinger si trova a proprio agio anche sul set cinematografico a fianco di attori e sceneggiatori e ne è la prova il suo lungometraggio Ted Bundy-Fascino Criminale.

Tratto dal libro The Phantom Prince: my life with Ted Bundy di Elizabeth Kendall, il film narra le vicende del famoso serial killer americano Theodore Robert Bundy, vissute dal punto di vista della sua fidanzata Elizabeth Kloepfer. 

Sinceramente ammetto di non essermi informata granché, prima della visione del film, riguardo Ted Bundy. Conoscevo altri serial killer più famosi di Bundy come Manson e Unabomber, sul quale ho anche visto una bella serie televisiva firmata Netflix, ma del bel Ted sapevo poco e niente. Forse è stato proprio questo a farmi apprezzare il film ancora di più.

Voi spettatori esperti del genere e ben più colti di me relativamente a efferati crimini e serial killer americani toglietevi dalla testa qualsiasi idea possiate avere relativamente a ciò che pensate di andare a vedere, perché in questo caso il registro è completamente diverso. 

In questo caso infatti non ci sono poliziotti, non c’è violenza, non c’è sangue, insomma non c’è il serial killer. Al posto di tutto ciò c’è un bel ragazzo, studente all’Università di Legge e futuro brillante avvocato, che si innamora di una giovane madre divorziata e che progetta con lei e sua figlia un meraviglioso futuro. 

Purtroppo i piani dei due giovani innamorati vengono rovinati da poliziotti e detective che osano accusare il bravo Ted di terribili e violenti omicidi ai danni di alcune giovani donne.

Lo spettatore, anche il meno preparato, lo sa che l’autore degli assassini è proprio quel bel giovanotto dai ricci capelli castani, ma anche se lo sa si fa “fregare” dalle parole, dalle espressioni e dai gesti del ragazzo e quasi si fa convincere della sua innocenza.

Se Zac Efron, in qualità di attore protagonista del film, quasi convince lo spettatore seduto in sala dell’innocenza del suo personaggio, il vero Ted Bundy cosa doveva essere stato in grado di dire e fare per convincere della sua innocenza la fidanzata, i familiari, gli amici e tutta la cerchia di gente che aveva gravitato intorno alla sua persona?

Non posso e non voglio dire molto altro perché, anche se la vita e la morte di Bundy la possiamo leggere nei minimi dettagli su internet o sui libri, lo spoiler sulle modalità di narrazione scelte dal regista è dietro l’angolo e rovinerebbe buona parte del senso della pellicola.

Lo stesso Berlinger ci fa capire che ha voluto affrontare il tema da una nuova prospettiva con le sue parole: ”…una persona condannata ingiustamente è qualcuno che è innocente ma che tutti credono colpevole. Questa sceneggiatura mi ha dato l’opportunità di esplorare il fenomeno opposto…una persona colpevole che tutti intorno a lui credono innocente”.

Voto: 7

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