Otello

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Scritto da Gabriella Massimi (fonte immagine: factory32.it)

Venezia, Otello, generale moro assoldato dal repubblica veneta per difendere Cipro dai turchi, sposa in gran segreto la bella Desdemona e parte successivamente per Cipro con la moglie, il luogotenente Cassio e il fidato alfiere Iago, Le mire di Iago al posto da luogotenente di Otello lo portano a scatenare l’ira del generale moro contro Cassio, facendogli credere che costui abbia una relazione segreta con la moglie Desdemona. La gelosia porterà Otello a compiere una terribile vendetta.

Le luci in sala sono accese, la scena è vuota, è presente solo un separè nero sulla sinistra, unico oggetto fisico che Carlo Decio utilizza per il suo Otello.

Siamo a Venezia, Otello, generale moro al servizio della repubblica veneta, ha il compito di comandare l’esercito veneziano contro i turchi nell’isola di Cipro.

A far da cornice alle vicende politiche ci sono le vicende amorose, o meglio le gelosie, gli intrighi, i tradimenti e gli assassinii; su queste ha focalizzato la sua attenzione l’attore Carlo Decio, studente del Teatro Arsenale di Milano e allievo di grandi maestri come Mario Gonzalez, Kuniaki Ida, Roberto Citran, Antonio Fava e molti altri.

Ci mette tutto sé stesso Carlo perché solo sé stesso ha come strumento per dare vita alla tragedia Shakespeariana, i suoi mezzi di lavoro sono la gestualità, la mimica, la voce, il movimento e lo sguardo.

Carlo interpreta magistralmente Otello, Iago, Desdemona, Brabanzio, Roderigo, Emilia, Cassio, Lodovico e Carlo, sè stesso, il narratore che parla al pubblico, introduce l’opera, apre e chiude un immaginario sipario, si confronta con un collega (forse il regista) nascosto dietro il separè, dà indicazioni agli operatori in sala riguardo le luci, li “sgrida” quando sbagliano ad abbassarle tra il primo e il secondo atto perché andrebbero abbassate tra il secondo e il terzo. Insomma per più di 70 minuti l’attore cattura l’attenzione dello spettatore e lo aiuta, grazie alla sua maestria mimica, vocale e gestuale a riconoscere i personaggi e seguire le vicende.

Ogni personaggio ha delle precise caratteristiche identificative che risiedono nella voce, in alcuni gesti e nella posizione del corpo di Carlo: Otello è statuario, Cassio un po’ rude nei modi ma onesto e fedele, Desdemona innamorata e timida, Roderigo giovane e avventato, Iago perfido e…raffreddato! 

Non sbaglia una mossa Carlo e anche se lo facesse lo spettatore non se ne accorgerebbe, l’opera è sua, la possiede e anche un evidente errore potrebbe essere parte della sua versione del testo shakespeariano.

Si ride e si sorride, si applaude volentieri all’ironia e alle battute di Carlo e ci si ritrova partecipi della sua riflessione sull’essere o non essere (umano), perché in fondo (soprattutto oggi) questo è il problema.

Voto: 8

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