Biancaneve e il cacciatore

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Snow White and the Huntsman – Stati Uniti 2012 – di Rupert Sanders

Azione/Avventura/Drammatico – 127′

Scritto da Federica Banfi (fonte immagine: comingsoon.it)

Dopo aver provocato la morte del marito, il re Magnus (Noah Huntley), e assetata di potere, la vanesia Ravenna (Charlize Theron), è decisa a uccidere la figliastra Biancaneve (Kristen Stewart) in quanto unica persona del reame più bella di lei. Per farlo è pronta a ricorrere ad ogni mezzo e decide di ingaggiare uno scapestrato cacciatore affinché elimini la ragazza e le porti il suo cuore. Tuttavia Biancaneve è tutto fuorché arrendevole e, insieme all’aiuto del cacciatore e del suo amato William (Sam Claflin), cercherà di riprendersi il regno che le spetta di diritto.

Tremate, tremate le matrigne son tornate! Dalla televisione al cinema, questo è stato l’anno del revival fiabesco, e che siano interpretati da Julia Roberts, Charlize Theron o Lana Parilla, il risultato non cambia: sono i cattivi, o meglio, le cattivissime matrigne ad essere le vere protagoniste.

Biancaneve e il cacciatore, se considerato nella sua essenza di prodotto commerciale e hollywoodiano, è senza dubbio molto valido, a partire dal soggetto stesso: Rupert Sanders, alla sua prima regia cinematografica dopo una lunghissima gavetta nella pubblicità, decide di lasciare da parte la smielata principessina dalla pelle color della neve, labbra rosse come il sangue e capelli d’ebano che la Disney si era figurata, per dedicarsi piuttosto a una Biancaneve battagliera, fiera e decisa a predominare su Ravenna in nome del defunto padre. La scialba e ancora inesperta Kristen Stewart, ormai conosciuta dai più come la Bella Swan di Twilight, non riesce a ricoprire la sua parte come dovrebbe, rimanendo ancorata a un’interpretazione monocorde, che non rende le sfaccettature e la forza combattiva della nuova principessa-guerriera immaginata dagli sceneggiatori. Più che una Éowyn di tolkeniana memoria, la Stewart sembra piuttosto una ragazzina spaventata, trovatasi nel posto giusto al momento giusto; ma chi mai potrebbe seguire una tanto insicura Biancaneve nell’assalto al castello? Tanto sembra fuori luogo la Stewart quanto perfetta è invece Charlize Theron nel ruolo di Ravenna. Orgogliosa della sua bellezza, unica arma in un mondo di potenti uomini, la “strega cattiva” di Biancaneve si trasforma, umanizzandosi, e rivelandoci la sua fragile natura a suon di effetti speciali. Purtroppo però, spesso si lascia prendere la mano, perdendosi in una recitazione troppo affetta e sospirata, che risulta falsa e studiata, non grandiosa e magnificente come si addirebbe a un personaggio come quello di Ravenna. All’interno della fiaba strappalacrime il punto di forza è invece, paradossalmente, il cacciatore, unica degna figura maschile che trasforma il consueto filmetto romantico in qualcosa di più. Chris Hemsworth, che quest’anno abbiamo già avuto modo di conoscere ed apprezzare in The Avengers, dimostra ancora una volta di essere un grande attore, ricoprendo di buon cuore, forza d’animo e fedeltà, senza rinunciare però all’ironia, un personaggio che ha sempre goduto di pochissima (se non nulla) consi- derazione all’interno della favola stessa.

Seppur la decostruzione del mondo manicheo tipico della fiaba sia ammirabile, la struttura della pellicola rimane estremamente discontinua; Sanders, forse a causa della sua inesperienza nel campo della narrativa cinematografica, non riesce a mantenere una continuità nella sceneggiatura, che viene (fin troppo) spesso intervallata da effetti speciali e sequenze inconcludenti di pura azione, che rendono la fruizione difficile e frammentaria. Anche la sceneggiatura fatica a ingranare, banalizzando alcuni momenti della pellicola che, visivamente, risultano invece perfetti (come non citare la sequenza iniziale o la trasformazione in corvo dell’affascinante matrigna). Biancaneve e il cacciatore ha tutte le premesse per potersi approcciare a un pubblico che non sia esclusivamente composto da spettatori medi “da blockbuster”, ma rimane purtroppo nella mediocrità, tentando solo superficialmente e sporadicamente di avvicinarsi a un pubblico più elitario. Un tentativo che si riduce a un buonissimo utilizzo dell’apparato scenico e costumistico e all’emulazione di favolose avventure à la Tolkien e di fiabe gotiche di burtoniana memoria che, probabilmente, sarebbe meglio rimanessero esclusiva dei rispettivi autori.

Voto: 5

Una risposta a "Biancaneve e il cacciatore"

Add yours

  1. Avete riproposto un articolo vecchio?
    A me il film piace, secondo me invece lei è perfetta per il ruolo! Lei è una principessa, per questo la ascoltano: in nessuna versione classica Biancaneve ha grandi qualità

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