Padri e figlie

Fathers and Daughters – Italia/USA 2015 – di Gabriele Muccino – drammatico – 116′

Scritto da Gloria Paparella (fonte immagine: imdb.com)

Dopo un incidente stradale, in cui è morta la moglie, lo scrittore Jake Davis inizia a soffrire di disturbi psichici. Si ritrova da solo a crescere la figlia Katie, con la pressione di un romanzo da completare. Ma quando la sua condizione psicologica si aggrava è costretto ad affidare la figlia alla zia materna. Una volta cresciuta, Katie dovrà affrontare i traumi dell’infanzia che l’hanno portata all’incapacità di amare.

Dirompente e commovente per la sua profondità e per la sincerità che segna questa storia. L’ultimo lavoro di Gabriele Muccino è una storia forte, che lascia il segno nello spettatore. Non si tratta della solita trama di un padre che si trova a crescere da solo la figlia di cinque anni, ma di una moltitudine di sfaccettature che questa relazione comporta.

Padri e figlie è la storia d’amore tra un padre e una figlia che vivono a New York da soli dopo la morte della moglie/madre in un incidente stradale; è un racconto che si svolge su due piani paralleli ma lontani nel tempo.

Il film, infatti, si sposta avanti e indietro tra gli anni Ottanta, il periodo in cui Jake Davis (Russell Crowe), romanziere premio Pulitzer, lotta contro un serio disturbo mentale mentre cerca di crescere nel miglior modo possi- bile la piccola Katie. Venticinque anni dopo, Katie è una splendida ragazza che si affaccia alla vita, ma che combatte ancora con i demoni della sua in- fanzia tormentata e l’incapacità di abbandonarsi ad una storia d’amore.

Al centro del film, tratto dalla sceneggiatura di Brad Desch, c’è l’amore e le delusioni che questo spesso comporta: l’amore di un padre per una figlia e, soprattutto, di una figlia per un padre, unico legame biologico che le è ri- masto e che, ella teme, possa prima o poi abbandonarla. Per questo per Katie, interpretata nella fase adulta da Amanda Seyfried, è meglio non
amare, usare gli uomini come distrazioni veloci, senza costruire legami; il viaggio che la giovane compirà sarà proprio quello di riuscire a superare il suo istinto autodistruttivo per imparare ad arrendersi all’amore. Padri e figlie è, così, un percorso di crescita, ci fa capire quanto la nostra infanzia incida sul tipo di persone che diventiamo.

Il livello del cast è prestigioso: Russell Crowe è assolutamente un gigante nella sua interpretazione di un uomo non solo malato, ma che sta attraver- sando una fase critica della sua vita, tra pessime recensioni letterarie, la mancanza di denaro e la lotta contro gli zii materni della piccola che ne chiedono l’adozione. La sua prova in questo film lascia a bocca aperta e di- mostra quanto egli sia uno dei più grandi attori degli ultimi 20 anni. Anche  Amanda Seyfried porta a casa una performance potente: l’attrice non nasconde la sua vulnerabilità nell’interpretare una ragazza alla fine mai cresciuta veramente, in lotta con le sue paure e capace alla fine di vincerle.

Voto: 8

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