The Twilight Saga: Eclipse

2010– di David Slade–USA- Avventura-Drammatico- Azione- Sentimentale Fantastico-  121′- Scritto da Maurizio Pessione (fonte immagine: Pinterest)

Edward Cullen è un vampiro e Bella è una ragazza che egli ha salvato a suo tempo da un incidente mortale. Da allora i due vivono una originale storia d’amore la quale, secondo la loro natura, dovrebbe essere impossibile. Bella, per non perdere l’amato, sarebbe disposta a rinunciare alla sua vita da umana per essere trasformata in vampiro mentre Edward preferirebbe che lei rimanesse mortale per non dover soffrire come lui, prigioniero di un corpo freddo, privo dell’anima e del “privilegio” di poter poi invecchiare. Victoria è un’avvenente vampira che odia Edward da quando quest’ultimo ha ucciso il suo crudele compagno durante uno scontro per evitare che riuscisse ad uccidere Bella e quindi ora aspira solo a vendicarsi. Per riuscire nell’impresa Victoria si sposta a Seattle dove trasforma un gruppo di persone in vampiri per spingerle a sferrare l’attacco ad Edward e la sua famiglia, i Cullen. Quest’ultimo ha un rivale sentimentale riguardo Bella che si chiama Jacob, il quale a sua volta è un licantropo e la sua specie è da molto tempo avversaria dei vampiri. A Forks, vicino a Seattle, dove vivono i due pretendenti e la ragazza, le due specie hanno però trovato da tempo il modo di convivere pacificamente dividendosi i territori d’influenza. Per salvare Bella dall’attacco di Victoria ed i suoi seguaci l’unico modo è mettere da parte le reciproche repulsioni ed unirsi. Mentre infuria la battaglia fra i vampiri di Victoria, il resto dei componenti la famiglia Cullen ed i licantropi della famiglia di Jacob, Bella viene nascosta in un rifugio in una montagna lì intorno ma nonostante le precauzioni viene comunque fiutata e raggiunta da Victoria ed il suo nuovo amico vampiro Ripley. Inevitabile a quel punto è la resa dei conti…

È imminente l’uscita della quarta ed ultima puntata della saga Twilight intitolata Breaking Dawn, che potrebbe essere divisa addirittura in più parti per prolungarne ulteriormente la durata ed ovviamente gli effetti sugli incassi. Eclipse, detto per brevità di titolo, è il migliore dei tre episodi portati sullo schermo sinora ed è l’unico, forse, che non sfigura nei confronti del romanzo dal quale è tratto. Stephenie Meyer con la saga Twilight ha rivitalizzato, è proprio il caso di dirlo, un genere che stava subendo da tempo un periodo di stanca, cioè l’horror che ha come protagonisti i vampiri. Con un format moderno, spigliato e caratterizzato da uno spiccato romanticismo la scrittrice americana ha fatto bingo, come suol dirsi, con una serie di romanzi che è andata a ruba ed è rimasta per lungo tempo in testa alle classifiche di vendita generando innumerevoli cloni che riempiono tuttora interi scaffali nelle librerie, con risultati contrastanti, minore originalità e succhiando soldi, anzichè sangue, ai lettori. Il target è chiaramente indirizzato al pubblico della fascia d’età di passaggio dall’adolescenza alla maturità, alle prese con i primi seri approcci amorosi ed i legami che sembra possano restare eterni, come l’esistenza del bel tenebroso vampiro Edward ed il resto dei componenti la sua famiglia dei Cullen.

Molte persone di età maggiore però, incluso chi scrive, li hanno letti egualmente quei romanzi, senza alcun imbarazzo ad ammetterlo, come invece pare provino taluni un po’ contraddittoriamente. A parte la ripetitività e la stanchezza che sono apparse evidenti proprio a partire da questo episodio, i primi due racconti si sono rivelati infatti una piacevole rilettura del tema vampiresco in forma d’intrattenimento meritando il successo che è stato loro tributato ed hanno attirato al genere horror leggero molti lettori/spettatori i quali sino a quel momento ne stavano decisamente ed ade-guatamente alla larga. Chi cerca in questo film spericolate analogie e parallelismi con autori come Herzog, Coppola, Romero e più indietro ancora nel tempo Terence Fisher o addirittura Murnau, oltre a tutti quelli che in varie epoche hanno affrontato più o meno seriamente il genere horror incentrato appunto sui vampiri, rimarrà inevitabilmente deluso. Siamo dalle parti del cinema di consumo, un Harry Potter o un Cronache di Narnia un po’ più dark e, pur castamente, più allusivo dal punto di vista sessuale. Come tale va considerata anche quest’opera per evitare malintesi ed approcci sbagliati.
Il successo in libreria (soprattutto) ed al cinema (un po’ meno) di questa saga va però compreso e non ci si può limitare soltanto a storcere il naso altezzosamente, ritenendo che tutte le persone che si sono appassionate ad essa siano disprezzabili, immature o diversamente abili dal punto di vista culturale, per usare una cruda espressione di attualità.

Tutte le storie di fantasia sono infatti delle metafore e questa non fa eccezione. Twilight sottintende appunto il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, quando le scelte non possono più essere eluse o rimandate, le responsabilità vanno assunte in prima persona ed i timori ad affrontare il mondo reale nelle sue forme più aspre e competitive devono essere superati, nonostante il lacerante corredo di traumi, prese di coscienza, delusioni e dolori che questo passo decisivo comporta. Certo, ci sono modi diversi per trasmettere o comprendere gli stessi concetti, in maniera diretta e senza allegorie ad esempio, ma non è detto che abbiano lo stesso effetto in chi le riceve ed a volte allora è meglio arrivarci per vie traverse. Le favole che si raccontavano un tempo avevano in fondo lo stesso obiettivo e significato e non erano meno conturbanti di questa (vedasi ad esempio Le scarpette rosse di Hans Christian Andersen oppure Pollicino di Charles Perrault). Lungi dal voler dare significati troppo impegnativi a quest’opera, è tipico delle generazioni giovanili di ogni epoca cercare di dimostrare di essere cresciute abbastanza per potersi fregiare di due doti che sono peculiari dell’età adulta: il coraggio e la capacità di amare profondamente dal punto di vista sentimentale e sessuale.

Twilight, pur in uno stile che si può definire cool, sempre per usare un termine di moda, soprattutto oltreoceano, e con tutta la moderazione e la delicatezza adoperata dagli autori per attirare trasversalmente il pubblico più vasto possibile, incrocia, sovrapponendoli in parte fra di loro, tre generi che non sempre sono direttamente compatibili: fantasy, horror e romantico.
Fantasy perché ovviamente non esiste un mondo nel quale essere umani nell’aspetto significa poi essere vampiri nella realtà (a meno che non si voglia darne anche in questo caso una lettura metaforica), cioè spesso “infelicemente” immortali (come Kinski in Nosferatu principe della notte di Werner Herzog), i quali rimpiangono il tempo nel quale la loro vita aveva un inizio, un complemento ed una fine. Almeno nel caso dei Cullen essi si possono definire “politically correct”, cioè riescono a tenere a freno la loro sete di sangue umano ed hanno messo a frutto questa loro diversità a vantaggio della collettività, cibandosi solo di animali nei boschi e per il resto vivendo in maniera pacifica in mezzo ai comuni mortali, se non addirittura, nel caso di papà Carlisle (Peter Facinelli), lavorando come medico di larga esperienza ed affidabilità in ospedale, pur in contrasto con un aspetto fisico decisamente giovanile.

Horror perché non ci sono in quest’opera solo vampiri buoni e ragionevoli come i Cullen, belli, anzi bellissimi d’aspetto, ma anche quelli, pur altrettanto affascinanti come la cattiva per antonomasia, la vendicativa Victoria (Bryce Dallas Howard), i quali si cibano degli umani e vogliono eliminare i rivali Cullen, mettendo però a repentaglio i segreti e gli equilibri millenari della loro specie, che ha una sorta di stato maggiore e giudici inflessibili nei Volturi, i quali hanno sede proprio in Italia. Mettersi troppo in luce con uccisioni ed episodi inspiegabili nella logica da parte della polizia e delle autorità significa mettere in pericolo la loro specie, la quale invece deve mantenersi il più possibile anonima per non entrare in aperto conflitto con gli uomini mortali. I nemici naturali dei vampiri sono i lupi mannari con i quali però hanno stipulato un accordo di non belligeranza che si fonda sulla divisione dei rispettivi territori di influenza, con lo stesso obiettivo di mantenere il segreto riguardo la loro vera natura. L’abilità di Stephanie Meyer, condivisa dagli autori della trasposizione cinematografica, è stata quella di non calcare mai sugli aspetti più violenti e terrorizzanti che sono tipici dell’horror, tant’è che nei momenti decisivi delle lotte fra vampiri contro vampiri o vampiri-licantropi contro altri vampiri non scorre praticamente sangue, come in altri casi sarebbe stato lecito aspettarsi, ma addirittura i vampiri vengono eliminati spezzandosi come pietre.

In tal modo anche il pubblico più sensibile può trovare accettabile assistere ad uno spettacolo che solitamente rifiuta per principio. Solo la sequenza d’apertura del film si può definire horror in senso classico, ma dura ben poco per far fuggire gli spettatori più impressionabili.
Romantico perché Twilight non avrebbe avuto il successo su larga scala che ha ottenuto se la storia di Bella, ragazza carina ma non più di tante altre, non si legasse casualmente ma inscindibilmente a quella di Edward, bello e sofferto vampiro il quale, dopo averla salvata miracolosamente da un incidente nel primo episodio, non ha potuto evitare proprio in quell’occasione di rivelare le sue doti innaturali. Anzichè spaventarla o provocare un atteggiamento di rifiuto da parte della ragazza con la scoperta della sua vera natura, ne diventa dapprima l’amico confidente e poi l’innamorato iper-protettivo dilaniato dal desiderio contrapposto di morderla per succhiarne l’amato sangue, ma frenato da un innamoramento contraccambiato così forte da spingerlo ad evitare a tutti i costi che Bella diventi come lui, vecchio di oltre cento anni, anche se ne dimostra solo diciotto. Bella è a sua volta contesa da Jacob, amico d’infanzia che in realtà è un licantropo e su questo dualismo con Edward, di specie e sentimentale, si regge gran parte del cuore di questo racconto assurdo nel merito, ma assolutamente plausibile dal punto di vista passionale, considerando l’età dei protagonisti ed i loro desideri che sono del tutto condivisibili da qualunque altro coetaneo.

Oltretutto l’ambientazione dell’opera ai giorni nostri facilita chiaramente l’identificazione, pur apparendo spesso edulcorata da un tenore di vita da “upper class”. The Twilight Saga: Eclipse è il migliore dei tre episodi sin qui trasposti al cinema perché meglio degli altri riesce a far convivere, senza farli stridere troppo fra di loro, i tre generi citati in precedenza. Al centro della storia di questo episodio c’è la vendetta giurata di Victoria nei riguardi di Edward il quale in passato ha ucciso il suo compagno vampiro. Il suo obiettivo è quello di riservare la stessa sorte a Bella per far provare ad Edward il dolore che lei ancora patisce. Per riuscire nell’intento infetta alcune persone trasformandole in vampiri a loro volta, assetati di sangue perché da “neonati”, come vengono curiosamente definiti, non riescono a controllare la loro fame ed i loro istinti primordiali. A Seattle le sparizioni improvvise e ravvicinate nel tempo di alcune persone e la morte inspiegabile di molte altre provoca un’attenzione particolare dei media la cui eco arriva sino alla non lontana Forks dove vivono i Cullen, i licantropi e Bella, e dove infine giungono persino i Volturi. I poteri di alcuni vampiri, Edward e la sorella Alice in primis, consistono, fra l’altro, nella capacità di leggere il pensiero degli altri vampiri e degli umani con i quali vengono in contatto, anche a migliaia di chilometri di distanza. Bella però è curiosamente immune da questa possibilità per Edward e gli altri vampiri, al punto che Aro, il capo dei Volturi, nel secondo episodio della serie aveva giudicato “affascinante” tale sua proprietà.

Chiaro che quello che sta succedendo a Seattle è solo una prova generale di ciò che Victoria ha intenzione di scatenare contro i Cullen, i quali, si trovano perciò costretti a chiedere l’aiuto dei licantropi per respingere l’assalto. Jacob e Edward condividono anche la necessità di proteggere Bella e sono costretti ad unire le loro forze, pur disprezzandosi apertamente a vicenda e siano arrivati più volte vicini allo scontro fisico nel tentativo di convincere la ragazza a scegliere l’uno o l’altro. In realtà lei la sua scelta l’ha già fatta da tempo a favore di Edward, ma contemporaneamente non vuole perdere l’amicizia di Jacob con il quale si rende conto oltretutto di avere, se non altro, caratteristiche fisiche più simili, come il calore del corpo e la possibilità di mantenere la sua natura di umana anziché insistere per trasformarsi lei stessa in vampiro (nonostante il parere contrario di Edward), prima di invecchiare troppo e che, secondo lei, possa regredire inevitabilmente l’interesse dell’amato nei suoi confronti. Mentre il resto dei componenti la famiglia Cullen, unita ai licantropi, affronta in campo aperto i vampiri radunati da Victoria con l’aiuto di Riley, al quale ha fatto credere di considerarlo il suo nuovo compagno, Bella, Edward e Jacob si sono rifugiati su una montagna lì intorno. Dopo una notte all’addiaccio sotto una tempesta di neve e l’umiliazione che il freddo Edward ha dovuto accettare, suo malgrado, da parte di Jacob che con il suo corpo bollente riesce a scaldare l’intirizzita Bella, la mattina seguente vengono comunque raggiunti da Victoria e Riley per un rendez-vous, proprio poco dopo che Jacob è sceso a valle per dare il suo contributo nella battaglia contro i “neonati” vampiri.

In un contesto suggestivo completamente imbiancato, nel quale è evidente il contrasto con i colori tipicamente dark degli sfidanti, la lotta fra Edward ed i due nemici, con l’aiuto di un giovane licantropo giunto nel frattempo in aiuto, potrebbe finire male per il bel tenebroso se non fosse che Bella ad un certo punto, ribalta le sorti della lotta nell’unico modo per lei possibile: ferendosi con un pietra in un braccio, così che il suo sangue distragga con il suo profumo irresistibile Riley e Victoria consentendo a Edward ed il licantropo di farli fuori. All’arrivo sul terreno dello scontro con i vampiri “neonati” trovano Jacob ferito gravemente e l’intervento tardivo dei Volturi, i quali si sono infine decisi compiere il viaggio transoceanico (anche se non vedono l’ora di tornarsene a casa) per sistemare la questione prima che prenda una piega troppo pericolosa in termini di “pubblicità” nel mondo normale genera nuove ombre sul futuro della famiglia Cullen, incluso l’accordo non ancora perfezionato, che deriva dal secondo episodio, sul fatto che Bella deve essere uccisa o trasformata in vampiro, essendo oramai a conoscenza di troppi segre-ti che riguardano la loro specie. Jacob, curato da Carlisle, guarisce in fretta ma confida a Bella la sua intenzione di non rassegnarsi a vederla fra le braccia di Edward ed oltretutto nella condizione di diventare essa stessa un vampiro. Subito dopo la cerimonia di consegna dei diplomi di maturità che hanno conseguito anche Bella ed Edward (chissà quando hanno trovato il tempo di studiare e prepararsi con tutte le avventure che hanno vissuto nel frattempo…) su di essi sembra tornare la serenità con un patto però che deve essere ancora soddisfatto: Bella, secondo suo stesso desiderio, avvalorato dall’ultimatum dei Volturi, deve essere trasformata.

Edward però, essendo stato uomo d’altra epoca e principi che ha già rifiutato di consumare biblicamente il rapporto con Bella prima del tempo, impone una condizione preliminare: che lei prima lo sposi ed il suo immediato assenso dovrà essere verificato dalla reazione di suo padre. Egli infatti non ha mai considerato affidabile quell’appiccicoso ragazzo il quale, ad opinione di un geloso e conformista genitore quale esso ha sin qui dimostrato di essere, potrebbe finire per mettere nei guai la sua ingenua ed indifesa figlia… Il prossimo episodio chiarirà… Come dicevo innanzi Eclipse, pur nei limiti di uno spettacolo di consumo che vale per il tempo in cui nasce e muore (in contrasto quindi con la natura dei vampiri che racconta) con l’arte cinematografica ha ben poco da spartire, ma è l’episodio che meglio è stato adattato sinora nella trasposizione sullo schermo. Il regista David Slade, pur non avendo alle spalle un curriculum particolarmente ricco, ha messo a frutto la sceneggiatura di Melissa Rosemberg la quale aveva pure curato gli episodi precedenti, rendendo il racconto meno mieloso dei precedenti (in particolare Edward ha smesso quegli atteggiamenti da piagnucoloso eccessivamente protettivo ed altruista nei confronti di Bella che aveva assunto, in particolare, in New Moon), con dialoghi meno stucchevoli, a volte anche brillanti, se si escludono quelli fra Bella ed il padre che sono quasi sempre insopportabilmente retorici.

Slade ha quindi inserito tre flashback che rendono più vario e piacevole il racconto riguardo, ad esempio, l’origine del contrasto fra licantropi e vampiri, quando i primi erano una tribù di cacciatori pacifici che un giorno hanno incontrato un vampiro, l’hanno ucciso e la sua compagna s’è poi vendicata sui componenti del loro villaggio mentre gli uomini erano assenti. Poi il passato di Jasper (Jackson Rathbone), addirittura ambientato nel western all’epoca della guerra civile americana, trasformato da una bellissima donna vampiro che poi l’aveva usato per scopi egoistici sinchè lui s’era ribellato; infine Rosalie (Nikki Reed), oggetto di odiosa violenza all’inizio del secolo scorso da parte del suo fidanzato, il quale, ubriaco ed assieme ad alcuni amici l’aveva molestata e quindi quasi uccisa di botte poiché gli aveva resistito. Salvata miracolosamente da Carlisle che l’aveva ritrovata in una pozza di sangue si era poi vendicata, sfruttando la sua trasformazione in vampiro, per uccidere uno per uno i suoi carnefici.
Anche il triangolo sentimentale fra Bella, Edward e Jacob, pur essendo oramai diventato un tormentone, soprattutto per chi ha già visto gli episodi precedenti, è spesso improntato ad una maggiore ironia, con battute a volte anche simpatiche. Come quella di Jacob, quando aiuta Bella congelata dentro la tenda mentre fuori incombe una bufera di neve e sdraiatosi di fianco a lei per scaldarla con il calore del suo corpo, intanto suggerisce provocatoriamente ad un gelosissimo ma impotente Edward che la loro comune amata forse farebbe prima a riprendersi se si spogliasse del tutto dei vestiti che indossa.

Insomma, niente di che, ma perlomeno c’è meno retorica e sentimentalismo spicciolo. Da segnalare inoltre la vampira più attraente e simpatica della storia, cioè Alice (Ashley Green), che si potrebbe definire “solare” se non avesse la natura che sappiamo. Eclipse è ben curato dal punto di vista spettacolare e sfrutta adeguatamente i panorami boschivi della zona dove è stato girato, in Canada, senza scadere però nella mera illustrazione. Gli effetti visivi sono all’altezza e mai esagerati o approssimativi come erano apparsi invece nel primo episodio soprattutto ed i tre protagonisti Bella (Kirsten Stewart), Edward (Robert Pattinson) e Jacob (Taylor Lautner) hanno il corredo fisico e caratteriale per attrarre il pubblico di entrambi i sessi cui mirano, risultando meno caricaturali che in precedenza nelle parti che rispettivamente interpretano, forse perché l’intesa è migliorata dopo due episodi oppure semplicemente perché meglio diretti. Dal punto di vista espressivo sono sicuramente più efficaci e meno approssimativi. Troppa grazia? Per nulla, in termini relativi è un film che si può gustare e che riesce a mantenere un equilibrio narrativo ed un gusto estetico accettabili, anche per chi al cinema in genere cerca ben altri stimoli; in termini assoluti ovviamente sarebbe come sparare sulla croce rossa, se ci mettessimo ad approfondire contesti e particolari, ma il cinema, come sappiamo bene, anche se a volte ci secca doverlo ammettere, non è fatto solo di pellicole indimenticabili e culturalmente elevate, bensì anche da opere che hanno come pretesa principale quella di durare quanto il cestello di popcorn acquistato all’ingresso della sala cinematografica e di divertire, appassionare e coinvolgere vari strati di pubblico, anche nettamente diversi fra di loro, senza che ciò possa apparire scandaloso o settario.

Molto carino il brano che chiude il film e che, con originale fantasia, s’intitola Eclipse (All of Yours), eseguito dai Metric. Un’ultima nota riguardo i titoli della saga: Twilight che significa “crepuscolo” è chiaramente rivolto al momento del giorno nel quale i vampiri iniziano a muoversi liberamente senza essere esposti al sole; New Moon è riferito al periodo più negativo di Bella nella sua storia con Edward il quale l’abbandona e, come la luna che egli è simbolicamente diventato per lei, quando è nuova non si vede; Eclipse invece è riferito allo scontro di personalità fra Edward e Jacob con il vampiro che ha infine la meglio nel cuore di Bella ed eclissa quindi il rivale ottenendo il fatidico sì alla sua proposta di matrimonio.

Voto: 7

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