Big Hero 6

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Big Hero 6 – Stati Uniti 2014 – di Don Hall e Chris Williams

Animazione/Azione/Avventura – 102′

Scritto da Gabriella Massimi (fonte immagine: imdb.com)

Hiro Hamada, un giovane esperto di robotica, rimane coinvolto in un complotto criminale che minaccia di distruggere la frenetica e tecnologica città di San Fransokyo. Con l’aiuto del suo robot Baymax, Hiro unisce le forze con i suoi amici e forma una squadra di supereroi per salvare la città.

“Ciao, io sono Baymax”. In questa frase si concentra il succo dell’ultima animazione Disney-Pixar.

Il centro, il fulcro, il perno di tutto è il grosso omaccione bianco gonfiato ad aria con due cerchiolini come occhi e un cuore tanto tecnologico quanto ricolmo di buoni sentimenti.

Nella città di San Fransokyo vive un gruppo di nerd che si ritrova a salvare il mondo, grazie alla mente del giovane Hiro, un ragazzino da incredibili doti tecno-fisico-matematiche.

Una tipologia di narrazione che ormai caratterizza quasi tutte le animazioni degli ultimi anni, incapaci di staccarsi anche solo leggermente dal genere azione-eroi-superpoteri-salvare il mondo-effetti speciali-3D etc.

Immagino che se mettessimo un bambino degli anni 2000 davanti a un classico disegnato a mano come “Lilli e il Vagabondo” o “Gli Aristogatti“, oltre probabilmente ad addormentarsi, si chiederebbe come mai non bisogna mettere gli occhialini 3D.

Non posso dire che Big Hero 6 sia una brutta animazione, anzi: gli effetti speciali sono notevoli, il 3D perfetto e i personaggi sono divertenti; in ogni caso senza Baymax tutto il cartone crollerebbe su se stesso. Del resto non ci si può non innamorare di un essere tanto innocente, buono e ironico come lo è l’Operatore Sanitario Personale che il giovane Hiro eredita dal fratello Tadashi.

Oltretutto è un cartone attraversato da forti sentimenti, vivi, veri e per niente stemperati dai personaggi.

Si sente forte l’amore, ma anche la morte, l’odio e la pura vendetta.

E’ stato comunque inevitabile, almeno per me, fare un confronto, anche solo superficiale tra i supereroi di San Fransokyo e quelli del cartone Disney-Pixar del 2004 “Gli Incredibili“. Due animazioni diverse lo ammetto, ma che puntano allo stesso obiettivo. A parer mio il cartone di ultima generazione non si avvicina nemmeno lontanamente a quello del “lontano” 2004.

La forza, l’ironia, i sentimenti che avevo provato ai tempi davanti a un cartone come “Gli Incredibili” non posso certo dire di averli provati anche a questo giro.

Non sono passati poi così tanti anni, semplicemente sono cambiate le mode, le tecniche e anche le menti che operano dietro le quinte di queste animazioni (non possiamo di certo paragonare Don Hall a Brad Bird vincitore di ben due premi Oscar per il Miglior Film d’Animazione).

Bambini e ragazzini adoreranno Big Hero 6 mentre i genitori saranno, spero, mossi a compassione nel sapere che la Disney, in occasione dell’uscita del cartone, ha deciso di collaborare con Medicinema Italia Onlus per portare la magia del cinema negli ospedali. Questa iniziativa, che in America ha già avuto un grande successo, potrebbe sbarcare anche in Italia con la realizzazione delle prima sala cinematografica all’interno di un ospedale: il Policlinico Agostino Gemelli di Roma.

Insomma, gustatevi il cartone, fate una donazione a Medicinema e, mi raccomando, non perdetevi la scena dopo i titoli di coda, ahimè, accompagnati da una inutile e discutibile esibizione canora del rapper Moreno, scritta peraltro da Don Joe dei Club Dogo.

Qualcosa di italiano doveva pur esserci.

Voto: 7

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