Juliet, Naked – Tutta un’altra musica

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Juliet, Naked – Stati Uniti/Regno Unito 2018 – di Jesse Peretz

Commedia/Drammatico/Musicale – 97′

Scritto da Francesca Totaro (fonte immagine: imdb.com)

La storia d’amore tra Annie e Duncan sembra essere arrivata agli sgoccioli. I due, non più ragazzini, hanno ideali di vita differenti: mentre l’uomo è ancora ossessionato dal suo idolo adolescenziale Tucker Crowe; la donna ha desideri concreti e sogna di avere una famiglia. Dopo aver scritto un commento sul blog di Duncan (dedicato anch’esso a Crowe), Annie viene contattata dal cantante ed iniziano uno scambio epistolare. Nello stesso periodo la donna scopre di essere stata tradita da Duncan.

Juliet, Naked nasce dalla penna di Nick Hornby, scrittore inglese di fama internazionale, e viene riadattato cinematograficamente da Jesse W. Peretz. Il film, presentato al Sundance Film Festival nel 2018, è una commedia romantica dai toni ironici. Protagonisti Rose Byrne (Annie), Ethan Hawke (Tucker Crowe) e Chris O’Dowd (Duncan). 

Se le aspettative sono quelle di una commedia romantica classica la realtà potrebbe deluderle; ma Juliet, Naked è molto più di una semplice commedia romantica. Oltre ad essere un nudo tentativo da parte di Crowe di fare soldi con un demo a vent’anni di distanza dal disco originale Juliet, sono le relazioni tra i protagonisti ad essere le vere colonne portanti, bizzarre e a tratti surreali. Annie passa da condividere Duncan con il fantasma di Tucker Crowe a condividere se stessa tra Duncan e Tucker Crowe. La donna che di fronte allo specchio imitava la sporgenza materna adesso si ritrova a fissare uno schermo interattivo, nell’attesa di una risposta, come se fosse ritornata adolescente. 

Ma a differenza della protagonista, determinata e ambiziosa, gli uomini tendono a raffigurare una parte debole e insicura. Tucker Crowe, padre di numerosi figli avuti con diverse donne, non riesce a recuperare il tempo perduto e Duncan, invece, sembra non voler mai abbandonare la fase spensierata della vita. Solamente quando il destino dei tre si incrocia scocca la scintilla. “La musica della mia vita sta per cambiare”, afferma Annie dopo l’incontro virtuale con Tuker Crowe, e per la prima volta assistiamo ad un momento di leggerezza da parte del suo personaggio, fino ad allora composto e razionale. 

La sceneggiatura, imbastita d’ironia, riesce ad incorporare momenti seriosi senza mai cadere nel genere drammatico. Merito anche degli interpreti, che interagiscono attivamente con i loro personaggi a tratti stereotipati, e sviluppano un’alchimia sullo schermo percettibile anche allo spettatore. Impeccabile anche la colonna sonora intonata da Raymond Douglas che rivisita la ‘Waterloo Sunset’ de i The KinKs del 1967.

Voto: 8 

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