Conversation with Hilary Swank

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Scritto da Malui Studer (originariamente pubblicato su: https://cinemany.ch/conversation-with-hilary-swank/)

Quest’anno il Locarno Film Festival ha avuto l’onore di ospitare e di consegnare il Leopard Club Award ad Hilary Swank, attrice che nel corso della sua brillante carriera ha ottenuto molti riconoscimenti, come due premi Oscar per Boys don’t cry e Million dollar baby e due Golden Globe per gli stessi film.

Dopo aver assistito alla premiazione in Piazza Grande ho subito pensato che la conversazione con il pubblico del giorno seguente, moderata da Mike Goodridge, sarebbe stata imperdibile. È salita sul palco con un grande sorriso dicendo che era molto felice di essere lì ed ha mostrato voglia di raccontarsi e di creare un bel legame con il pubblico.

Il giorno dopo, infatti, non sono rimasta delusa: ha risposto ad ogni domanda del moderatore ma anche di chi faceva parte del pubblico con il cuore e con umorismo, perché è anche molto simpatica.

Nel corso dell’intervista le è stato chiesto di parlare dell’inizio della sua carriera e lei ha risposto che non è stata immediata malgrado i giornalisti l’avessero descritta così. Il suo successo è arrivato dopo nove anni di sforzi, durante la quale ha svolto molti cortometraggi che solo poche persone seguivano, ma che sono serviti molto per i lavori che ha ottenuto in seguito. È sempre bello sentire della parte iniziale di una carriera di successo come la sua, perché ti fa rendere conto di come tutti siano partiti da un piccolo passo, che man mano è diventato grande.

È un’attrice che ha lavorato sia con registi di spessore come Clint Eastwood, ma anche con registi alle prime armi e ha spiegato come con i secondi sia molto diverso, perché spesso capita che si sentano sotto esame e che cerchino una sua approvazione riguardo al lavoro che svolgono.

Sicuramente ciò che mi porto a casa dopo aver trascorso questi momenti con Hilary Swank è la sua umiltà e la sua voglia di continuare a imparare per essere l’attrice che desidera diventare. Ha ripetuto più volte di non volersi addormentare sugli allori ma di voler lavorare costantemente per essere sempre migliore.

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