Piano… piano, dolce Carlotta

Hush…Hush, Sweet Charlotte – USA 1964 – di Roberto Aldrich – thriller – 133′

Scritto da Gloria Paparella (fonte immagine: imdb.com)

L’anziana Charlotte Hollis vive da sola nella casa isolata in cui trentaset- te anni prima il suo amante John Mayhew è stato decapitato e mutilato da uno sconosciuto assalitore. Per difendere la casa dall’esproprio Carlotta chiama la cugina e l’amico dottore che invece di aiutarla cercano di farla impazzire per appropriarsi di tutti i suoi averi.

Un film sottile, ben studiato, inizialmente pensato come seguito del gran- dissimo successo Che fine ha fatto Baby Jane?: Piano… piano, dolce Carlotta, che esibisce ancora una volta un’interpretazione magistrale di Bette Davis, doveva avere come protagonista anche Joan Crawford, sua partner nel film del 1962. Ma la grave polmonite della star spinse la produzione a puntare su Olivia de Havilland, grande amica della Davis.

Tratto dal romanzo di Henry Farrell, il film diretto da Robert Aldrich è un noir stile gotico che segue la linea tracciata dalla pellicola precedente: la protagonista, infatti, Carlotta (Bette Davis) sembra la versione invecchiata di Baby Jane Hudson. Una ricca donna che, dopo la morte del fidanzato, ucciso brutalmente durante una festa, e del padre, vive da sola nella sua villa, con gli incubi che minacciano la sua mente fragile e contorta. Ad aiu- tarla ad evitare che la sua dimora venga fatta a pezzi, arriva la cugina Mi- riam (Olivia de Havilland), che insieme al dottor Drew (Joseph Cotten), sembrano avere veramente a cuore il bene della donna. Ma non è così….

Sicuramente meno intenso in termini di adrenalina rispetto a Che fine ha  fatto Baby Jane?, anche perché la rivalità tra la Davis e la Crawford gio- cava un ruolo rilevante ai fini della tensione sullo schermo, Piano… piano, dolce Carlotta è comunque uno dei miglior prodotti del cinema di Aldrich. Un’opera in cui emergono sia elementi grotteschi, da appassionante Gran Guignol truce e incisivo, sia di melodramma di stampo sudista. Se la regia è cruda e tagliente, la fotografia è impagabile per come immortala la crudeltà di alcune scene. Ottime le interpretazioni di Bette Davis ma anche di Olivia de Havilland, qui nel primo vero ruolo da antagonista. Da ricordare che questa fu anche l’ultima pellicola in cui recitò la grande Mary Astor.

Voto: 7

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