Run all night – Una notte per sopravvivere

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Run all night – Stati Uniti 2015 – di Jaume Collet-Serra

Azione/Drammatico/Thriller – 114′

Scritto da Ivana Mette (fonte immagine: imdb.com)

Il killer professionista Jimmy Conlon, amico fedele del boss mafioso Shawn Maguire, vive ossessionato dai crimini commessi in passato e da un ispettore di polizia che da 30 anni instancabilmente gli dà la caccia. Quando suo figlio Mike, che non vede da anni, assistendo ad un omicidio entra nel mirino del boss, nel giro di una notte Jimmy sarà costretto ad una difficile scelta.

Liam Neeson decide, ancora una volta, di vestire i panni di un uomo tutto pistola e inseguimenti, nell’ennesimo film d’azione e adrenalina che fa parere la sua interpretazione in Schindler’s List un’ eco lontana in un tenue ricordo. Tanto talento messo a disposizione di una pellicola, che rivendica il suo posto tra i film d’azione standard del cinema e che certamente non rende onore al talento dell’attore nordirlandese. Rimane sempre un piacere vederlo recitare, ma il suo Jimmy Conlon, protagonista del film, poco di nuovo trasmette e con lui il film stesso. Tuttavia, la pellicola non risulta spiacevole alla vista. I classici cliché del genere e le frasi ad effetto non dispiacciono a nessuno, soprattutto se corredati da una piccola rosa di personaggi che portano i volti di potenziali premi Oscar. Certo è che la novità non sta di casa in questo genere, dove però almeno non si toccano le estreme prestanze fisiche e i voli o combattimenti titanici dei film di Statham, dove, al contrario, la parola “finzione” riecheggia come un leit-motiv dalla prima all’ultima inquadratura. Interessante da mettere alla luce è il rapporto padre-figlio, che seppur già visto in tutti i modi e in tutti i luoghi non dispiace mai, in particolar modo in quanto permette a molti di identificarsi con esso e, portandolo all’estremo, dà sempre una speranza di finale giusto seppur non necessariamente considerabile a lieto fine. Ciò, nonostante si presenti come elemento di disturbo l’incoerenza finale, la quale spesso caratterizza questo genere di rapporti proposti sullo schermo, e qui in parti- colare, si potrebbe apparentemente tirare un sospiro di sollievo e pensare che per una volta tale incoerenza possa venire meno, e invece gli ultimi minuti del film smentiscono l’ipotesi in questione. Ma, in fondo, le regole filmiche impongono anche una sorta di necessario lieto fine emotivo esplicito oppure no, eppure in ogni caso necessario. Questo in contrasto con l’effettivo finale poco idilliaco. La trama, nonostante le pecche già espresse di sopra, si presenta abbastanza lineare, chiara e fluida, senza troppi abbellimenti e risoluzioni o intrecci ambigui che potrebbero confondere o impressionare in negativo lo spettatore. Ben poco rimane da dire su quello che, esplicitamente, è un prodotto poco innovativo e difficilmente si discosta e spicca fra quelli del suo genere. Fondamentalmente, cambiano gli attori (oppure no), cambia di qualche virgola la trama, l’interpretazione e lievemente la caratterizzazione dei personaggi, che di base tuttavia non presenta modifiche, e la frittata che ne esce è sicuramente piatta, anonima e con qualche piccolo contorno e dettaglio di gusto, ma fondamentalmente sempre la stessa. In generale un film godibile, da cena tranquilla in casa con pizza e amici al seguito.

Voto: 5

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