Mostra del cinema di Venezia: il discorso di apertura della madrina Alessandra Mastronardi

alessandra_mastronardi_festival

Scritto da Arianna Giuliani (fonte immagine: deejay.it)

La cerimonia di apertura della Mostra del Cinema di Venezia 2019 si apre con la presenza della bellissima madrina Alessandra Mastronardi che ci incanta da subito col suo sorriso e il suo profondo discorso molto intimo ed emotivo sulle prime volte. La Mastronardi si racconta parlando delle prime volte: la prima dichiarazione d’amore, la prima volta che saliamo su una bici e la prima volta al cinema a vedere un film. Ed ecco che lì in quelle parole la sala si emoziona e la pelle d’oca sale sul corpo di Alessandra e sugli spettatori seduti in sala. La madrina sempre più emozionata, continua il suo discorso con il cuore in mano e col sorriso sempre presente sul volto. 

Qui il discorso intero della madrina della Mostra di Venezia: Alessandra Mastronardi.

Appena ho realizzato che sarei stata la madrina di Venezia ho subito avuto un tuffo al cuore e ho capito che sarebbe stata la mia prima volta su un palco così importante. E dopo aver fatto pace o quasi con gioia e terrore, entusiasmo e ansia ho riflettuto su due parole nella vita di ciascuno: prima volta. La nostra vita è un susseguirsi di prime volte come la prima volta che incontriamo l’amore o saliamo su un sellino di bicicletta. Tra le prime volte che non dimentichiamo c’è sicuramente la prima volta al cinema, voi ve la ricordate? La prima volta in sala è la magia che in un attimo accade, che sia in un piccolo cinema di paese o un multiplex la sala diventa un dirigibile capace di portarci in un passato in bianco e nero o futuro difficile da immaginare. Il cinema è l’arte delle prime volte perché rende tutto irripetibile, la mia prima volta è stata in un luogo epico dove branchi di dinosauri correvano liberi, quella di mia madre, decisamente romantica, la storia di un giornalista aspirante scrittore che rincorreva la dolce vita romana, mentre per mio padre fu una prima volta di nebbie e la storia di un operaio che sarebbe diventato icona per una generazione. Ognuno di noi ha un’emozione forte perché il cinema deve parlare un linguaggio universale senza pregiudizi a ciascuno di noi, deve farci amare i nostri limiti e le nostre inadeguatezze in una società dove non c’è tempo per errori, dove dobbiamo sempre essere primi dimenticando la nostra umanità. Gli eroi dei nostri film ci dicono che va bene sbagliare, che non bisogna avere paura delle prime volte, per ottenere qualcosa dobbiamo fare qualcosa che non abbiamo mai fatto guardare indietro solo per dire “quanta strada” e “andiamo avanti”.

Grazie ad Alessandra per averci emozionato e averci regalato queste belle parole che ci hanno toccato anima e cuore. 

 

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