Big Eyes

USA 2014 – di Tim Burton – biografico – 106′

Scritto da Gloria Paparella (fonte immagine: imdb.com)

A cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta, il pittore Walter Keane rag- giunse un enorme successo, rivoluzionando la commercializzazione del- l’arte con i suoi enigmatici ritratti di bambini dai grandi occhi. Finchè non emerse una verità tanto assurda quanto sconvolgente: i quadri, in realtà, non erano opera di Walter ma di sua moglie Margaret.

Big eyes è la storia di un’enorme bugia, di un clamoroso plagio nel mondo dell’arte: quello del pittore Walter Keane (Christoph Waltz) ai danni della moglie Margaret (Amy Adams), che negli anni Sessanta stupì l’America con i suoi quadri dai ragazzini dai grandi occhi. Gli sceneggiatori Scott Alexander e Larry Karaszewski, rimasti affascinati dalla storia, ne hanno scritto un film chiamando alla regia Tim Burton, con il quale avevano già collaborato per Ed Wood.

Quello di Walter è un personaggio assolutamente stravagante che, bensì non fosse un vero artista, ha di fatto inventato la commercializzazione di massa dell’arte: con quadri economici alla portata di tutte le tasche, ha ri- voluzionato completamente il settore. Ha aperto sue gallerie, ha pubblicato libri, anticipando artisti come Andy Warhol o Peter Max. Per farlo, ha con- vinto sua moglie a firmare i quadri con il suo nome, prendendosi tutto il merito. Un personaggio eccessivo, magnetico ma anche bugiardo; al con- trario di Margaret, la quale incarna in qualche modo lo spirito del nascen- te Movimento femminista. Nel corso del film, da casalinga anni Cinquanta diventa una donna sicura di sé e capace di affermare la sua verità.

Con un caschetto biondo platino, Amy Adams riesce a portare sullo schermo la sensibilità di questa donna che per anni è stata costretta a na- scondere il suo talento; così come Christoph Waltz entra perfettamente in simbiosi con il suo personaggio, dalle grandi doti imprenditoriali ma di fatto avido ed oscuro. Nonostante i bassi costi di produzione del film, Tim Burton rievoca lo stile e le atmosfere tipiche delle sue pellicole, con una particolare attenzione nel rappresentare l’America post-bellica. Interessante, infine, come i quadri dell’artista, ristampati su tela per il film, ripercorrano tutta la sua carriera, dalle prime bambine dai grandi occhi agli ultimi quadri firmati come MHD Keane.

Voto: 7

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Creato su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: