I giovani arrabbiati

Look Back in Anger – USA 1959 – di Tony Richardson – drammatico – 98′

Scritto da Gloria Paparella (fonte immagine: imdb.com)

Insofferente dinnanzi ai propri fallimenti, Jimmy Porter tormenta la mo- glie Allison, che da lui aspetta un figlio ma ancora non l’ha comunicato al bisbetico marito. Allison cerca aiuto invitando a casa sua per un paio di settimana l’amica Helena, vista di cattivo occhio da Jim. La convivenza tra i tre diventa insostenibile per Allison che decide di tornare dai genitori, mentre Helena e Jim, insospettabilmente, si innamorano.

Adattamento del testo teatrale “Ricorda con rabbia” di John Osborne, I giovani arrabbiati ha di fatto aperto la stagione del Free Cinema inglese. L’esordio alla regia di Tony Richardson presenta già molti dei tratti di- stintivi della nouvelle vague britannica: uno stile dinamico, asciutto ed es- senziale più attento all’osservazione del quotidiano che non alle sperimen- tazioni formali, capace di sfruttare al meglio ambienti e illuminazioni natu- rali che diventano espressione visiva di un disagio e un senso di inadegua- tezza tanto generazionale quanto universale. Raccontando la storia di tre falliti, proletari sopraffatti dalle loro inquietudini e dalla loro incapacità di comunicare sentimenti e stati d’animo complessi e contraddittori, il film si fa specchio di un’epoca e di un mondo giovanile sospeso tra sogni di cam- biamento e amare delusioni, vissuti con furore, frustrazione e consapevo- lezza della propria fragilità e dei beffardi tiri mancini del destino («L’ingiu- stizia è sempre perfetta. La gente perbene ha fame. Chi non vale è amato. E chi è buono muore» dice ad un certo punto Jimmy).

La cura dei dettagli e dei dialoghi, l’attenzione all’aspetto introspettivo dei personaggi (la cui caratterizzazione risulta potente e incisiva grazie a pochi ma funzionali elementi) e la strepitosa prova dei tre protagonisti, su tutti un giovane Richard Burton, affascinante e in stato di grazia, fanno de I giovani arrabbiati un’opera sentita e toccante, profonda e memorabile, preziosa testimonianza e uno dei migliori risultati di un movimento cine- matografico che avrebbe poi fatto scuola.

Voto: 7

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