Warrior

USA,  2011– di Gavin ‘O Connor  – Drammatico– 140′ –

Scritto da Cristina Coccia (fonte immagine:MyMovies)

Warrior è la storia di due fratelli, ex campioni di lotta greco-romana, divisi da anni a causa del padre alcolista. Brendan Conlon, il fratello maggiore (l’ottimo Joel Edgerton), insegna fisica al liceo e vive con la moglie e le figlie, ha gravissimi problemi economici e decide di allenarsi per i combattimenti clandestini di MMA (arti marziali miste). Tommy è un reduce della guerra in Iraq e, una volta tornato a casa, ricomincia a partecipare a incontri di arti marziali. Sarà proprio il padre a prepararlo, come ai vecchi tempi, mentre Brendan si rivolgerà ad un suo vecchio amico, che gli farà comprendere l’importanza della calma, con allenamenti accompagnati dalle note di Beethoven. Le due storie proseguiranno in maniera parallela, convergendo nella seconda parte del film, ambientata durante il torneo SPARTA. Dopo l’interessante Pride & Glory, Gavin O’Connor torna alla regia con un notevole esempio di cinema sportivo di altissimo livello, che dosa minuziosamente il dramma e l’azione con la dominante fisicità dei tre personaggi principali. Ci sono realmente tre protagonisti in questa pellicola, tutti ugualmente importanti, e i rapporti tra di loro sono tanto fragili, quanto violentemente passionali.

Il padre (il poliedrico Nick Nolte), ossessionato da Moby Dick e da Melville, spesso, viene accostato alla figura del capitano Achab; il fratello maggiore è il personaggio più razionale, disperato e coraggioso, mentre Tommy rappresenta il protagonista rabbioso, forte, cupo e violento fino all’inverosimile. Il padre tenta di risolvere i loro conflitti ed è disposto a tutto pur di redimersi, ma i fratelli Conlon sembrano due facce della stessa medaglia, due modi differenti di vedere e di affrontare lo stesso dolore esistenziale. Warrior rappresenta, in apparenza, una di quella pellicole discendenti da Rocky e da Million Dollar Baby, (evocato molto nella fotografia, soprattutto negli interni, con i primi piani scalfiti dalla luce alla maniera di Eastwood), ma si discosta da quel filone (di cui, probabilmente, il maggiore rappresentante, nel 2011, è Real Steel), per la profonda analisi dei protagonisti e per la coralità della trama, che porta avanti, con estrema accuratezza, le vicende e l’evoluzione di tutti i personaggi. Ci sono qua e là piccole, ma evidenti, cadute di stile (come i commenti degli inutili, e fastidiosi, cronisti sportivi o il personaggio stereotipato del preside del liceo), imperfezioni che, tuttavia, abbassano di poco il livello del risultato finale.

Le scene nella gabbia sono eccellenti, tutti gli incontri sono da cardiopalmo e gli scambi di battute tra i due fratelli non scadono mai nel banale o nel ripetitivo. Un plauso va all’incredibile Tom Hardy, che ricorda, nella mimica, De Niro in Toro scatenato e che sa esprimere fisicamente, con il suo sguardo (a volte assente, rivolto verso il basso, e a volte penetrante ed animalesco), con ogni più piccolo dettaglio o intonazione della voce, la rabbia, il disappunto e la forza di un combattente inarrestabile. Una recitazione impressionante, incomparabile! Si guarda Warrior, soffermandosi sul background dei due protagonisti, accorgendosi che ci sono tutti gli elementi del dramma familiare, ma che, senza alcun dubbio, i personaggi ritraggono una diversa figura di eroe. Ci sono due guerrieri: uno reduce dallo scontro fisico ed esplicitamente violento della guerra e, per questo, provato nell’animo e nel carattere, e l’altro, reduce da un subdolo combattimento quotidiano, dalla crisi che l’ha logorato e che, tuttavia, non lo abbatte ancora, ma lo spinge a lottare con più impeto del fratello, probabilmente più forte ed esperto. Sono chiaramente due icone che rappresentano l’America e i problemi che, adesso, si trova a dover affrontare ogni giorno, ma soprattutto rappresentano quell’ideale di sogno americano della seconda possibilità, che rischia sempre più di andare in frantumi.

La situazione economica disastrosa è il preludio di una sconfitta imminente: per scongiurare il peggio è necessario, più che mai, riscoprire i valori che, fin dall’antichità, hanno spinto i guerrieri a lottare: come le due meravigliose e disperate figure di valorosi combattenti della pellicola di O’ Connor (che sembrano richiamare alla memoria Ettore e il suo attaccamento alla patria), tutti possono superare questo devastante momento storico, unendo le forze e imparando, con la rabbia, a piegare soltanto i propri nemici e non se stessi. I nostri rivali non sono quelli che ci troviamo di fronte nello scontro fisico, ma quelli che ci governano senza averne le capacità, quelli di cui dovremmo fidarci e che sfruttano ogni nostra risorsa. Sono loro gli infidi nemici contro cui dovremmo lottare, sempre, ogni giorno, tenendo alta la guardia, studiandoli e imparando dalle loro mosse come sferrare l’attacco finale che li metterà knock-out.

Voto:8

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