We are your friends

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We are your friends – Regno Unito/Francia/Stati Uniti 2015 – di Max Joseph

Drammatico/Musicale/Romantico – 96′

 Scritto da Gabriella Massimi (fonte immagine: imdb.com)

Cole, un giovane DJ, fa la conoscenza del più esperto e famoso collega James, e trova in lui una guida capace di dare una svolta alla sua carriera finora deludente. Contemporaneamente Cole si innamora di Sophie, l’affascinante e misteriosa fidanzata di James…

“Questo film è una tamarrata!”

Così ho sentito esordire un collega una volta terminata la proiezione dell’anteprima. In mezzo a giornalisti e recensori di una certa età che si accingevano verso l’uscita ballicchiando sulle note del pezzo di chiusura, un giovane poco più avanti a me ha voluto, ad alta voce, rendere partecipi tutti quanti del suo personale giudizio sul film.

Ho pensato a lungo alla sua frase ed alla fine sono arrivata a una conclusione: ha ragione.

La prima pellicola cinematografica del neo-regista Max Joseph è una tamarrata. Perchè, penso io, deve essere una tamarrata, nasce come tamarrata e se ne conferma tale fino ai titoli di coda.

In ogni caso è una tamarrata riuscita bene: mi sono divertita per tutti i 96 minuti di proiezione, la colonna sonora (colonna vertebrale dell’intero film) mi ha da subito presa e gli attori principali si sono rivelati all’altezza e in grado di catturare l’attenzione del pubblico.

Max Joseph approda alla regia, appunto con We are you friends, prima del grande schermo però aveva avuto modo di farsi conoscere dal pubblico dei giovani grazie alla nota serie televisiva “Catfish” di cui è stato co-conduttore, co-produttore e cameraman.

Con questo film posso azzardarmi a dire che Joseph sia riuscito a fare un buon ingresso nel mondo dei lungometraggi di Hollywood, di certo da qui in poi deve iniziare a salire la scala del successo fino a fare in modo che i recensori dei suoi film non escano dalla sala categorizzando ciò che hanno appena visto come una tamarrata.

 Per questa prima prova Max ha comunque scelto dei buoni alleati per conquistare il pubblico dei ragazzi, cui è palesemente rivolto il film: dalla sua ha infatti chiamato Zac Efron e Wes Bentley.

Il primo lo conosciamo più che bene: Zac infatti è idolo delle ragazzine dai tempi di High School Musical, anche se adesso ha iniziato a crescere, a fare film più “seri”; in realtà il ruolo perfetto da affidargli e che gli viene meglio è quello che l’ha visto protagonista di 17 Again, Hairspray, Neighbors, insomma film dove Zac interpreta solitamente un ragazzo, bello, biondo e affascinante, che si mette nei guai, che deve conquistare la bella della scuola/università che si comporta da giovane dei tempi moderni. Ha provato a interpretare il ruolo di medico-chirurgo del Parkland Memorial Hospital che si fa in quattro per salvare la vita del Presidente degli Stati Uniti nella pellicola Parkland, ma, a mio avviso, era un filo ridicolo.

  Wes Bentley potrebbe essere poco conosciuto ai più. I veri amanti del cinema lo ricorderanno di sicuro nei panni di Ricky nel film premio Oscar American Beauty; i futuri spettatori di We are your friends invece, lo conosceranno per la saga Hunger Games che lo vede interpretare la parte di Seneca Crane.

Wes è di sicuro un bravo attore e più capace, rispetto a Zac di spaziare tra i generi cinematografici, ma del resto un filo di esperienza in più fa sempre buon gioco. Credici Zac, se sarai bravo riuscirai a scollarti di dosso Troy Bolton (Daniel Radcliffe, per ora, non ce l’ha fatta…)

A chiudere la triade degli attori protagonisti non poteva che esserci la bella di turno: la modella-attrice Emily Ratajkowski che ha iniziato a farsi co- noscere nel video Blurred Lines di Pahrrell Williams. Prima di poter disso- ciare la parola modella da quella di attrice dovrà fare ancora qualche ciak.

Andate a vedere We are your friends e non sottovalutatelo come film. Se non avete tempo e voglia di andare allo schermo energia dell’Arcadia, scegliete almeno una sala con un eccellente impianto audio, perchè essen- do la musica a farla da padrone uno scarso surround potrebbe rovinare tutto lo spettacolo.

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