Captain Phillips – Attacco in mare aperto

 

Captain Phillips- USA,  2013– di Paul Greengrass– Drammatico/Biografico/Thriller/Avventura– 134′ –Scritto da Robin Whalley (fonte immagine:YouTube)

La storia vera, avvenuta nel 2009, del dirottamento della nave mercantile Maersk Alabama ad opera di pirati somali. Muse (Barkhad Abdi) è a capo di un manipolo di soli 4 uomini, ma riesce comunque a prendere il comando della nave guidata dal capitano Richard Phillips (Tom Hanks), il quale però sarà disposto a tutto pur di difendere il suo equipaggio. Aprile 2009. Negli USA, il capitano Richard Phillips (Tom Hanks) viene accompagnato in aeroporto dalla moglie (Catherine Keener). Il suo volo lo porta in Oman, dal cui porto dovrà condurre la nave cargo MV Maersk Alabama fino a Mombasa, passando per il golfo di Aden, al largo della Somalia. Il suo carico sono decine di container con acqua, cibo e aiuti umanitari di ogni tipo. Sulla costa della Somalia, il pescatore Muse (Barkhad Abdi), detto “secco“, prende violentemente il comando di due motoscafi, portati al largo da una nave più grande. L’ordine è quello di individuare la prima nave mercantile abbastanza isolata, abbordarla e richiedere cifre milionarie, ad ogni costo. Inutile dire che il loro bersaglio sarà proprio la Maersk Alabama.

Dopo i primi venti minuti, è già chiaro che sarà proprio questo il nucleo centrale di Captain Phillips. Non ci vuole molto perché gli eventi comincino a complicarsi, ma per quanto la situazione si possa espandere, la forza trainante di questo film è il costante e sfiancante duello fra questi due uomini, entrambi comandanti, entrambi comandati. E così le rispettive giornate di lavoro inevitabilmente portano i due protagonisti a incrociarsi e scontrarsi, con non poche conseguenze. Il loro primo contatto è visivo, tramite binocolo, e da allora sarà unacontinua sfida, con un susseguirsi di colpi di tattica, ma anche di armi da fuoco. Senza entrare nei dettagli della trama, sempre coerente ed organica, vale la pena notare i meriti tecnici in gioco. Non è certo la prima volta che Paul Greengrass si imbatte in una storia di questo tipo (l’esempio più eclatante è il superbo United 93), ma ancora una volta il regista dimostra di essere il maestro assoluto nella creazione di una messa in scena realistica e autentica, nonchè intellettualmente stimolante e, in un certo senso, politicamente rilevante. Per non parlare del livello di tensione che si riesce a creare e mantenere per più di due ore, senza un solo minuto sprecato.

In qualche scena, penso ad una in particolare che si svolge a circa metà film, c’è una suspense a dir poco hitchcockiana. Per questo risultato Greengrass deve anche ringraziare i suoi abili collaboratori: il montaggio serrato di Christopher Rouse, le musiche coinvolgenti ma mai invadenti di Henry Jackman, e la fotografia di Barry Akroyd, che mostra chiaramente lo scenario dell’azione così come i volti provati dei protagonisti. Tutti gli attori sono eccellenti e riescono a far emergere chiaramente le caratteristiche dei propri personaggi, ma fra tutti sono naturalmente Hanks e Abdi che spiccano, dando delle performance di intensità rara. Hanks in particolare impersona Phillips in modo così convincente da non farci mai pensare al suo famosissimo nome, e anche per questo forse i momenti finali sono ancora più potenti e inaspettati.Nonostante le apparenze, alla fine questo duello non ha dei veri vincitori. Perchè il vero duello, su una scala più grande, è quello che entrambi i comandanti devono combattere contro le organizzazioni che li comandano e che li hanno spinti in questa situazione. L’ultima scena è esemplare sotto questo punto di vista, e mostra bene quello che a mio avviso è il tema principale di questa storia: anche se le grandi organizzazioni e corporazioni mondiali sono quelle che ci forniscono spesso un lavoro per vivere, nella realtà dei fatti queste non provano che totale indifferenza per il nostro lavoro e per le nostre persone, lasciandoci in balia di noi stessi.

Voto:8

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