The Humbling

 

USA,  2014– di Barry Levinson–Drammatico– 112′ –

Scritto da Robin Whalley (fonte immagine:MyMovies)

L’attore Simon Axler (Al Pacino), celebre per i suoi ruoli cinematografici, mentre sta preparando uno spettacolo shakespeariano si rende conto, all’improvviso, di aver perso l’abilità di recitare. Una serie di incontri, soprattutto con la figlia di amici Pegeen (Greta Gerwig), lo aiuteranno a uscire dalla crisi e a essere di nuovo padrone del palcoscenico. Presentato fuori concorso al 71esimo Festival del cinema di Venezia, The Humbling condivide con il film di apertura dello stesso, Birdman, la medesima premessa: un attore che, famoso più per i ruoli al cinema che per quelli teatrali, entra in una profonda crisi esistenziale. Se inizialmente, soprattutto a causa di una scena quasi identica, il confronto pende a favore del tour de force che è il film di Alejandro G. Inarritu, in seguito questo film, diretto dal veterano Barry Levinson, comincia a cercare e quindi a trovare la propria strada. Una volta che ha preso il proprio ritmo, The Humbling dimostra di essere un’analisi interessante e spesso esilarante del mestiere di essere attore, regalando specialmente nella parte centrale una risata dopo l’altra. Questo grazie a una sceneggiatura originale e percettiva scritta dal celebre Buck Henry e da Michal Zebede a partire da un recente romanzo di Philip Roth, nonché alla regia leggera e mai invadente di Levinson e alle musiche sempre piacevoli di Marcelo Zarvos.

Ma il merito principale va proprio al protagonista Al Pacino, che qui si dedica con convinzione alla creazione di Simon Axler, un alter ego affascinante e sfaccettato, dando prova di una destrezza non comune e che forse solo anni di esperienza possono permettere. Ed è proprio sulla sua carriera che Pacino gioca continuamente, mettendosi più volte in ridicolo in nome della recitazione, ed è per questo che alla fine si rivela come una delle sue performance migliori di sempre, estremamente variabile e piena e di una (forse) insospettabile autoironia. Ad aiutarlo nell’impresa c’è anche l’accostamento a una splendida Greta Gerwig, anche se il ruolo è di ben altro spessore. Sebbene la parte finale confonda un po’ le idee in un’escalation semitragica, forse in un maldestro tentativo di far diventare le cose più rilevanti, The Humbling è comunque un film che possiede una sua energia e che ha più di una cosa da dire su temi come l’arte e la fama, facendolo sempre in modo coinvolgente e squisitamente comico.

Voto: 8

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