The Unknown Known

USA,  2013– di Errol Morris– Documentario– 103′

Scritto da Robin Whalley (fonte immagine:MyMovies)

Donald Rumsfeld, ex segretario della difesa USA sotto la presidenza Bush, discute con il documentarista Errol Morris della sua brillante e controversa carriera alla Casa Bianca, dalle prime esperienze alla Camera dei Rappresentanti fino all’intervento degli Stati Uniti in Iraq, per il quale verrà indicato come uno dei diretti responsabili. “Ci sono known knowns, cose che sappiamo di sapere, e sappiamo anche che ci sono known unkno-wns, ovvero cose che sappiamo di non sapere, ma ci sono anche unknown unknowns, quelle cose che non sappiamo di non sapere, e infine ci sono unknown knowns, cose che credevamo di sapere, e che in realtà non sapevamo“. Donald Rumsfeld, 81 anni, ex segretario della difesa più giovane (per Gerald Ford) e allo stesso tempo più anziano (per George W. Bush) della storia USA, nonchè parlamentare, ambasciatore e collaboratore di Nixon, Reagan e Bush padre, rilegge queste parole con la convinzione e la lucidità di una persona che sa esattamente di cosa sta parlando. Noi saremo anche confusi e disorientati, ma i suoi occhi sono così indirizzati verso di noi e la sua voce è talmente controllata e razionale, che se proprio non riusciamo a seguire il suo discorso, almeno ci proviamo. E’ il tipo di retorica che durante l’era Bush divenne famoso come Rumspeak, e consisteva essenzialmente nell’aggirare le domande dei giornalisti dando risposte complicate e ambigue su argomenti generali, senza davvero entrare nel merito delle questioni.

Quello che viene da chiedersi, allora, è questo: Rumsfeld crede e comprende davvero quello che dice, o è solo un abile oratore che si sta prendendo gioco di noi? Errol Morris, documentarista ormai leggendario nel suo genere, regista di classici come Gates of Heaven, The Thin Blue Line e The Fog of War: la guerra secondo Robert McNamara, prova sostanzialmente a rispondere a questa domanda nel suo nuovo, ottimo film The Unknown Known. Posto il soggetto davanti alla telecamera con lo sguardo rivolto allo spettatore, come è tipico del suo stile, Morris intervista Rumsfeld e ripercorre la sua lunga carriera attraverso una serie di “memos“, ovvero promemoria che egli ha scritto e archiviato nel corso degli anni. Secondo le sue stime ne esistono milioni, e ognuno contiene data, destinatario, argomento e il testo vero e proprio, un lavoro di estrema meticolosità che ci permette di avere uno sguardo dall’interno sulle vicende di cinquant’anni di storia politica americana. Morris si serve abilmente di questi promemoria alternandovi immagini e video d’epoca e utlizzando come sottofondo una vibrante colonna sonora, composta dal grande Danny Elfman, che riesce davvero a creare un senso storico degli eventi. Il fatto che, alla fine di tutto questo, non si venga a sapere nulla di realmente inedito o sconosciuto, conta gran poco. Perchè il vero interesse di The Unknown Known non sta nella narrazione, ma nel narratore dei fatti.

Donald Rumsfeld si rivela essere un personaggio molto intelligente, misurato, direi addirittura simpatico. Come spettatori, siamo continuamente presi e spesso affascinati dal suo abile uso delle parole e dalla sicurezza che ostenta quando tratta di alcuni degli episodi più bui e delicati della storia recente americana (in primis Abu Ghraib). La critica maggiore che si può fare al film è che Morris sia vittima dello stesso incantesimo, e che perciò non vada mai troppo a fondo e non riesca effettivamente, come ha già fatto in passato, a mettere in difficoltà il suo interlocutore. Eppure Morris sembra rendersi conto di questa sua impotenza e non ci prova nemmeno ad andare troppo oltre, scegliendo invece di lasciare che il suo protagonista parli continuamente, si impigli nelle sue stesse trappole e se ne tiri fuori autonomamente, con più o meno successo a seconda delle singole opinioni. Il risultato non sarà un grande documento d’inchiesta, ma è sicuramente il ritratto affascinante di un uomo misterioso e indecifrabile quasi quanto le sue parole. La domanda iniziale rimane allora in sospeso proprio perchè in definitiva è lui, Donald Rumsfeld, il vero unknown known di questa storia.

Voto:8

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