Dragon trainer 2

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Dragon Trainer 2 – Stati Uniti 2014 – di Dean DeBlois

Animazione/Azione/Avventura – di Dean DeBlois

Scritto da Francesco Ruzzier (fonte immagine: imdb.com)

Cinque anni dopo la pace tra il popolo di Berk e i draghi, Hiccup e Furia Buia viaggiano per territori inesplorati per disegnare nuove mappe e scovare nuove specie di draghi. Durante una delle loro avventure scoprono una grotta di ghiaccio segreta all’interno della quale trovano centinaia di nuove specie di draghi selvatici e un misterioso signore dei draghi.

Quando, nell’ormai preistorico 1995, la Pixar ha realizzato il primo Toy Story è riuscita, con un solo film, a rivoluzionare le regole del cinema d’animazione, fino a quel momento “schiavo” della struttura dei classici Disney. Una delle più grandi innovazioni a livello narrativo è stata quella di realizzare una storia che non avesse un antagonista ben definito da contrapporre ai protagonisti. Da quel momento in avanti buona parte del cinema d’animazione, diventato negli anni Duemila uno dei generi più redditizi di Hollywood, ha adottato questa caratteristica (per fare qualche esempio si possono citare le varie “ere glaciali“, i primi due capitoli di Madagascar ed il fortunato Frozen). In questo senso il miglior film sfornato dagli studi DreamWorks è stato sicuramente Dragon Trainer che, svuotato dal “peso” del cattivo, era riuscito a sviluppare un fantastico ed emozionante rapporto tra un ragazzo ed un drago e a trasmettere in maniera lucida e diretta l’importanza dell’apertura mentale e dell’abbattimento dei pregiudizi, ma soprattutto si era dimostrato essere un eccezionale racconto di for- mazione. Dragon Trainer 2 partiva quindi da delle basi molto solide, che ben presto vengono tradite da uno sviluppo della storia che per oltre metà del film ricalca con minore efficacia le tematiche già affrontate nel primo capitolo e che fa comparire un cattivone di stampo ultraclassico, che pare inserito per dare uno sviluppo alla storia che si stava incartando su se stessa. Il non aver avuto il coraggio di realizzare un film totalmente diverso dal prototipo, e allo stesso tempo il fatto di non aver proposto un percorso formativo complesso come si era dimostrato essere il promo film, ha dato come risultato un secondo capitolo che è una via di mezzo tra le due strade e che dà costantemente l’impressione di non avere un’idea ben chiara su quale sia l’idea di fondo e lo spirito del film. Ciò che più stona in Dragon Trainer 2 è sicuramente, come già detto, l’antagonista, una sorta di nemesi dell’eroe, non tanto per l’idea di introdurre questa tipologia di personaggio, quanto per il semplice fatto che un cattivo caratterizzato così male non si vedeva dai tempi dei sequel dei classici Disney che uscivano direttamente in home video. Il film fallisce tradendo lo spirito d’avventura e nel riproporre, con minor efficacia, le stesse tematiche del primo, ma soprattutto nel presentare una struttura narrativa senza una precisa direzione, che non sa essere libera dagli schemi come alcuni film d’animazione contemporanei, nè sa seguire un andamento classico che avrebbe conferito alla storia maggior solidità ed efficacia. Tra le note positive bisogna comunque sottolineare l’apparato visivo che, nonostante un 3D piuttosto inutile (come d’altronde per tutti i film DreamWorks), toglie il fiato spesso e volentieri e fa passare in secondo piano le debolezze della sceneggiatura. Tra le new entry, oltre al già citato cattivone, c’è da sottolineare il personaggio della mamma di Hiccup (doppiata in originale da Cate Blanchett), che risulta essere una dei pochi elementi interessanti introdotti da questo sequel.

Voto: 5

 

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