5 pezzi facili

Five Easy Pieces,  1970– di –Bob Rafelson- Drammatico– 96′

Scritto da Valerio Zoppellaro (fonte immagine:MYMovies)

Bobby è un pianista originario di una famiglia benestante, con cui da tempo ha troncato i rapporti perché troppo soffocante. Da allora trascorre la propria vita alla giornata assieme alla sua ragazza Rayette, una donna un po’ svampita che lui tratta male. Quando viene a sapere che il padre è gravemente malato, decide di fare ritorno a casa. Ha una breve avventura con la fidanzata del fratello ma poi il senso di soffocamento prende il sopravvento e sente il bisogno di andarsene nuovamente in tutta fretta. Opera di Rafelson molto apprezzata dalla critica e definita come “un’ analisi di un’ inquietudine”. L’ opera in realtà non colpisce lo spettatore (o meglio.. il sottoscritto) con i turbamenti di Robert Eroica Dupea prolungati all’ inverosimile. Il protagonista getta infatti via ogni ancora di salvezza, rimanendo in balia dei propri demoni senza però riuscire ad assumersi il coraggio di una vera e propria scelta . Il film vorrebbe essere una descrizione di un silenzioso appiattimento psicologico e di una lenta e perenne autodistruzione con il rapporto del protagonista con la musica che fa da efficace metafora della sua vita. La parte introduttiva risulta però decisamente lunga e stucchevole e anche i personaggi che fanno da cornice sono poco più che delle monotone e superficiali macchiette che fanno da comparsa alla perdita di speranze del protagonista.

Anche la fugace storia d’ amore con la fidanzata del fratello scorre via senza lasciare un segno, come del resto tutta la vita del protagonista. È un’ opera all’ avanguardia per l’ epoca, che descrive i sui traumi dell’ incomunicabilità tra padre e figlio, ma il ritmo è quello di una noiosa scalata verso una irta montagna, con personaggi che non hanno una vera evoluzione. La scena finale, volontariamente mostrata con apatica distanza, a fonte dei primi piani di tutto il film, è la sintesi più efficace di un’ opera riuscita a metà che scorre via lentamente e si dimentica velocemente. Candidato all’ Oscar come miglior film, ottima comunque la prova di Jack Nicholson e di Karen Black, premiata come miglior attrice non protagonista ai New Yorks Critics Awards del 1970. Nel 2000 è stato scelto per la conservazione nel National Film Re-gistry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

Voto:5

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