Il vento fa il suo giro

Italia,  2005– di  Giorgio Diritti- Drammatico– 110′

Scritto da Valerio Zoppellaro (fonte immagine:il Cinema Ritrovato)

La storia racconta del tentativo di inserimento in una comunità montana di un neorurale, Philippe, ex professore francese. L’ opera di Giorgio Diritti è un interessante miscuglio di bellezza paesaggistica e bruttezza antropologica. Tratto da una storia realmente capitata a Ostana, in valle Po e rivisitato attraverso un nome di fantasia, il film ridimensiona notevolmente l’idillio tra natura ed uomo. Il regista mostra infatti con occhio esterno gli eventi che seguono l’arrivo nel quasi disabitato paesino della comunità occitana italiana di un pastore alla ricerca di una sistemazione per sé e per la sua famiglia dopo la costruzione di una centrale nucleare nei pressi del paesino dei Pirenei dove risiedeva. L’opera potrebbe essere un trattato sociologico sull’incomunicabilità del genere umano, con i paesani chiusi nel loro microcosmo in mezzo alle montagne e il pastore incapace di rinunciare a parte del suo concetto di libertà per provare a convivere con i nuovi concittadini.

Alla fine lui e il suo ideale verranno sconfitti in questo ritratto di ordinaria follia che non risparmia furbe finzioni, adulteri e tragici suicidi. Il vero sconfitto però è sempre quello che ha meno difese e meno appoggi. Perché se chi si fa meno scrupoli riesce sempre a rinunciare all’etica per una nuova triste possibilità, chi è solo può solo fuggire o manifestare con l’autodistruzione il proprio estremo disagio. A fare da contraltare alle storie di uomini, le bellezze del creato che lasciano senza fiato e mostrano come sia grande il dono che rimane inesplorato e non viene apprezzato per quello che vale. Il film è stato presentato in diversi festival internazionali dove ha vinto numerosi premi ma ha avuto una distribuzione ridotta per quello che è il suo valore. Molto bravi gli attori non professionisti ed interessante la scelta di narrare la vicenda con un occhio totalmente impersonale. Film assolutamente da non perdere.

Voto:8

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