The Irishman

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The Irishman – Stati Uniti 2019 – di Martin Scorsese

Biografico/Crime/Drammatico – 209′

Scritto da Arianna Giuliani (fonte immagine: imdb.com)

The Irishman, il nuovo film di Martin Scorsese prodotto da Netflix è stato presentato in anteprima mondiale alla Festa del cinema di Roma il 21 ottobre 2019.

Si è trattato infatti di un evento senza precedenti e le ore di fila e le attese sono state certamente ben ripagate.

La pellicola della durata di ben 3h e 30’ è senza dubbio una vera e propria opera d’arte cinematografica.

Si tratta di una sceneggiatura non originale, infatti la storia è tratta dal libro I Heard you paint houses, in italiano: L’Irlandese. Ho ucciso Jimmy Hoffa scritto da Charles Brandt.                                                                                Il libro racconta le vicende della vita di Frank Sheeran.

Fin dalla prima inquadratura salta subito all’occhio nei vari flashback presenti come i protagonisti tra cui De Niro risultino ringiovaniti. Da ciò infatti veniamo a sapere che questo film è un progetto che va avanti da anni, più precisamente dal 2015 quando Scorsese reclutò De Niro per rigirare scene di Quei bravi ragazzi e grazie a effetti speciali e a vari test informatici le riprese vennero molto bene e così si decise di avviare il progetto di The Irishman. 

Per quanto riguarda la produzione di questo film, il budget richiesto è stato davvero esorbitante e molte case di produzione famose rifiutarono l’impresa. Ecco perché Scorsese passa dalla Paramount a una produzione Netflix che gli ha permesso così di realizzare tutto ciò che aveva in mente per rendere la sua pellicola perfetta.

La trama raccontata è la storia di un reduce della Seconda Guerra Mondiale, Frank Sheeran interpretato magistralmente da Robert  De Niro, che dalla battaglia di Anzio degli anni quaranta diventa un esecutore criminale e in seguito si scoprirà aiutante dei mafiosi, nonché sicario della mafia stessa.

Tra i vari flashback abbiamo quelli in cui Frank divenuto ormai anziano, ricorda e riflette sul suo passato raccontando allo spettatore, spesso tramite una voce off che commenta e narra i vari accadimenti, la sua vita nella mafia e in particolare soffermandosi sul suo ruolo con la famiglia criminale Buffalino e sul suo rapporto con il leader sindacale Jimmy Hoffa interpretato da Al Pacino.

Una storia di mafia quindi raccontata con gli occhi del colpevole protagonista Frank, un uomo indurito dalla guerra e che come unica soluzione ai problemi conosce solo la violenza, marito e padre di tre figlie femmine, con le quali ha un rapporto complesso. Frank vuole proteggere le sue bambine dai pericoli del mondo, ma lo fa sempre in modo sbagliato. La casa Sheeran è sempre frequentata da personaggi mafiosi o legati alla mafia stessa come nel caso di Hoffa che nel corso della narrazione diventerà poi un caro amico di famiglia, in particolar modo Hoffa avrà sempre un debole per la figlia minore di Frank.

The Irishman oltre ad essere una storia di mafia, è anche un film- manuale poiché pone le sue basi drammaturgiche e attoriali attraverso la recitazione dei tre protagonisti: Robert De Niro sempre presente dalla prima all’ultima inquadratura, Al Pacino che con il suo modo di recitare unico crea un mondo a parte all’interno del film e infine ma non meno importante è l’interpretazione di Joe Pesci, il vero mafioso che agisce senza scrupoli.

Ogni aspirante giovane attore dovrebbe vedere questo film e studiare a fondo la recitazione e l’interpretazione dei tre grandi attori come anche tutti quelli che coltivano il sogno di diventare regista cinematografico dovrebbero soffermarsi sulla regia di Martin Scorsese in questo film.

Ecco perché non potremo mai finire di ringraziare personaggi come loro, perché rappresentano un patrimonio artistico e cinematografico unico al mondo.

Ed è proprio sulla regia di Scorsese in The Irishman che voglio concentrarmi, troviamo infatti:

-Molte scene di dialoghi con due o più persone spesso sedute a un tavolo di un bar a discutere di affari loschi e pericolosi. In queste inquadrature Scorsese utilizza i campi contro campi o spesso soggettive da parte di un solo personaggio e lo fa senza mai stancare il pubblico.

– Uso di raccordi di sguardi, soprattutto nelle inquadrature delle telefonate. Molto bella in questo contesto è sicuramente una delle scene finali dove Frank parla al telefono con la moglie di Jimmy mentendole sulla scomparsa del marito. 

-Piani sequenza lunghi: tipici in Scorsese sono i piani sequenza lunghi dove gli stacchi avvengono dopo un po. Anche in The Irishman questa tecnica è molto presente e spesso è accompagnata da una musica di sottofondo che serve a sottolineare un momento rispetto ad un altro. 

-Lo storytelling: Scorsese fa quasi sempre uso nei suoi film dello storytelling e anche qui non fa eccezione. Avendo studiato quindi inquadratura per inquadratura già in fase di pre-produzione dona al film intero e alle scene dettagli sorprendenti senza lasciare mai nulla al caso.                                                                                     

Si nota infatti una sequenza e una ragione logica in tutto, nel film i conti a livello tecnico e registico tornano tutti senza mai creare confusione nello spettatore.

-La sceneggiatura, tratta dal libro di Charles Brandt è stata riadattata a film in modo eccellente e chiaro.      

Si tratta di una storia di mafia avvolta nel mistero e forse irrisolta, ma comunque unica nel suo genere.

– Gli effetti speciali presenti nel film sono davvero tanti ed ecco perché il film ha avuto un budget così alto, gli effetti di ringiovanimento degli attori protagonisti, soprattutto di De Niro sono stati curati dalla Industrial Light & Magic, industria cinematografica che si occupa appunto dei grandi effetti speciali per le grandi produzioni.

-L’uso del tempo: sono presenti spesso flashback e qui è il montaggio che crea il tempo cinematografico tornando indietro nel passato e poi ritornando ai fatti presenti.                                                                                   Importante è l’uso della voce off di De Niro che da anziano commenta le vicende passate della sua vita in modo chiaro e lucido.

Da sottolineare è che quella di Frank Sheeran è una storia di mafia diversa dalle altre, perché qui abbiamo un contesto familiare e di quotidianità che sembra contrastare con la criminalità organizzata.                         

E’ come se la mafia entrasse nell’umanità della famiglia di Frank e trovasse un nuovo suolo dove mettere in pratica i suoi atti criminali. Molto belle in questo contesto sono le scene del Natale e dello scarto dei regali nella famiglia Sheeran dove Russel Bufalino (Joe Pesci) regala alla figlia più piccola di Frank dei pattini da ghiaccio. La reazione della figlia sarà molto fredda poiché capisce quanto Russel sia un vero e proprio mafioso e rappresenti un pericolo per tutti.

Unico difetto della pellicola è che essendo molto lunga, della durata di 3h e 30’, può in alcuni momenti (soprattutto all’inizio quando la storia deve ancora prendere avvio) stancare o far perdere la concentrazione.

Ricordiamo che The Irishman sarà disponibile nelle sale italiane solo per pochi giorni: dal 4 al 6 novembre e sarà poi visibile su Netflix dal 27 novembre 2019.

Voto: 9

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