L’ uomo che sapeva troppo

The Man Who Knew Too Much, Regno Unito,  1934– di Alfred Hitchcock- Spionaggio– 75′

Scritto da Valerio Zoppellaro (fonte immagine:MyMovies)

Jill e Bob Lawrence (Edna Best e Leslie Banks), inglesi in vacanza a Saint Moritz con la figlioletta Betty, fanno amicizia con Louis Bernard (ignorando il fatto che è un agente segreto francese) che viene colpito da una fucilata mentre balla con Jill. Louis in punto di morte sussurra alla donna di un complotto internazionale per uccidere a Londra un ambasciatore straniero. Opera del periodo inglese molto cara ad Alfred Hitchcock che nel 1956 realizzerà un remake ambientato in Marocco. Film che presenta molte caratteristiche del cinema del regista inglese con con-tinui colpi di scena, frasi interrotte e cambi di prospettiva che lasciano lo spettatore e i personaggi in balia di eventi imprevedibili. Emblematico da questo punto di vista l’amico di famiglia Clive (Hugh Wakefield) che aiuta il protagonista Bob nella ricerca della figlia e viene arrestato senza aver compiuto alcun reato. Lo spettatore è sobbalzato dall’ imprevedibilità della vicenda mentre i personaggi reagiscono a tutto ciò che li accade con una calma serafica che sembra volerci comun-care che il caso è l’ unica religione nei confronti del quale è ragionevole essere sottomessi.

Opera all’ avanguardia per l’epoca, con alcune scene di notevole ilarità come l’ipnosi di Bob in chiesa terminata poi con una battaglia a sediate. Il momento clou è senza dubbio il tentato delitto compiuto a teatro durante l’opera, che ispirerà diversi registi tra i quali Francis Ford Coppola ne Il Padrino parte III. L’antagonista Ramon nel suo delirio di onnipotenza è un boss mafioso che muove le pedine a suo piacimento che fa la fine di un Hitler qualsiasi arroccato nel suo palazzo e beffardamente ucciso. Il remake del 1956 avrà maggiore successo, con attori del calibro di James Stewart e Doris Day ma l’originale degli anni ’30 si fa apprezzare per la sua originalità e per la ritrosia del regista nello svelare la vicenda fino alla penultima inquadratura.

Voto:8

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