Ira

Sunset Boulevard

Una città come tante, avvolta dal buio della notte, la fioca luce dell’illuminazione pubblica, l’estrema periferia, brumosa e sinistra, acquattata ai margini, un deserto delle anime al cui interno si agitano quali spiriti vaganti persone senza identità, corpi vacui in perenne cammino, orfani di un reale contatto umano, dimentichi d’empatia e a condivisione. Una ragazza (Silvia Cucco), vent’anni o giù di lì, si apparta con un operaio all’interno di uno sgabuzzino nei pressi della stazione ferroviaria, qui viene consumato un rapporto orale, subito dopo la giovane va via, consegna il guadagno al protettore (Matteo Valier), che la incita a lavorare di più.
Una sera la donna sale sull’auto di un coetaneo (Samuele Maritan), lunghi capelli e corporatura massiccia, lavora al mercato scaricando cassette, vive solo, a parte  un cagnolino a fargli compagnia, ed anche lui appare come del tutto avulso dall’ambiente circostante.
Al di là del mero contatto fisico, garantito…

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