The Salvation

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The Salvation – Danimarca/Regno Unito/Sud Africa/Svezia/Belgio 2014 – di Kristian Levring

Drammatico/Western – 92′

Scritto da Ivana Mette (fonte immagine: imdb.com)

Nel 1871, tra colonizzatori e fuorilegge, l’immigrato Danese Jon (Mads Mikkelsen) sta attendendo da anni di portare in America sua moglie e il figlio di dieci anni. Ma quando finalmente loro riescono a raggiungerlo cadono vittime di un crimine orribile. Distrutto dal dolore e dalla disperazione Jon uccide il responsabile. Ma l’assassino che Jon ha ucciso è il fratello dello spietato colonnello Delarue (Jeffrey Dean Morgan), un bandito che terrorizza il villaggio di Black Creek e che è disposto a tutto per vendicare l’assassinio di suo fratello. Tradito e isolato dalla comunità, Jon è costretto a trasformarsi da uomo per bene, onesto e pacifico, in guerriero fuori legge solitario, per salvare il villaggio e trovare pace.

   

Nono​stan​te​ il suo grande​ amore per i wester,​ Kristian Levring, non riesce proprio​ ad onora​re​ il gene​re​ e i grandi​ maestri​ del passa​to​ a cui profes​sa di ispirar​si​. Nell’in​ten​to​ di realiz​za​re​ un prodot​to​ che sia un tribu​to​ al classi​co​ wester​n ameri​ca​no,​ il regi​sta​ si ritro​va​ ad avere fra le mani un film che, pur presen​tan​do​ elemen​ti​ che lo avvi​ci​ni​no​ all’in​tento​ regi​sti​co,​ si presenta​ più come un B-movie​ di terza cate​go​ria,​ oltre​tut​to​ non rendendo​ onore ai grandi​ atto​ri​ presen​ti​ al suo inter​no,​ primo fra tutti Mads Mikkel​sen. Seppur​ sia, quest’ul​ti​mo,​ un atto​re​ eccel​len​te​men​te​ versa​ti​le​ ed eccel​so in ogni suo ruolo, qui è corret​to​ eviden​zia​re​ il fatto che la sua presta​zio​ne non sia delle miglio​ri​. Non tanto per mancan​za​ di bravu​ra​ o di spiri​to​ di adatta​men​to​ ad un gene​re​ di perso​nag​gio,​ quanto​ per il fatto che è proprio​ il perso​nag​gio​ in se, nel come è stato costrui​to​ e fatto in qualche​ modo, seppur​ in manie​ra​ blanda,​ svilup​pa​re​ e nella poca prestan​za​ atto​ria​le​ che richie​de​va,​ a non permet​ter​gli​ di mette​re​ in scena le sue doti cama​leon​ti​che. Inuti​le​ aggiun​ge​re​ che la storia​ non è una novi​tà​. Si, il film vuole esse​re un tribu​to,​ e si, i western​ classi​ci​ erano più che altro, se non tutti, storie​ di vendet​ta,​ di perdi​ta​ e di ricon​qui​sta,​ ma sta di fatto che, richie​den​do​ al cine​ma​ contem​po​ra​neo​ un avanza​men​to​ rispetto​ ai cano​ni​ del passa​to,​ ormai obso​le​ti,​ sareb​be​ stato meglio​ gode​re​ di una storia​ che, per quanto​ bana​le,​ avesse​ uno spiri​to​ suo, fosse coinvol​gen​te​ e adrena​li​ni​ca,​ di tensio​ne ed ansia. Inve​ce,​ ciò che gli occhi sono costret​ti​ a guarda​re,​ è uno sviluppo​ narra​ti​vo​ al quanto​ piatto​ e sopo​ri​fe​ro,​ in cui tutto, o quasi, è sconta​to. E in questo​ marasma​ di clichè,​ non posso​no​ che risal​ta​re​ i terri​bi​li​ effetti specia​li​ e i trucchi​ esili, di cui è fin troppo​ eviden​te​ la finzio​ne​. Effet​to​ ricerca​to​ oppu​re​ no, visi​va​men​te​ risul​ta​no​ sgrade​vo​li​ ed avvi​ci​na​no​ il film a b-movie​ di note trash. Ulte​rio​re​ nota da ripor​ta​re​ è il rappor​to​ uomo​-donna​ manca​to​. Da apprez​za​re​ il fatto di rende​re​ meno bana​le​ la rela​zione​ fra il prota​go​ni​sta​ (Mads Mikkel​sen)​ e la “princi​pes​sa​ da salva​re”​​ in questione​ (Eva Green), che ovvia​men​te​ tanto princi​pes​sa​​ non è, dato che nel corso delle vicen​de​ presen​ta​ un carat​te​re​ duro e corag​gio​so,​ che non dispiace​ affat​to,​ e rende la secon​da​ parte della storia​ un tanti​no​ più inte​res​sante​ e avvin​cen​te​. Certo, la scelta​ di rende​re​ il perso​nag​gio​ princi​pa​le​ femmi​ni​le​ una badass, scardi​na​ comple​ta​men​te​ la classi​ca​ rela​zio​ne​ uomo-donna​ del wester​n classi​co​ a cui, si ricor​da,​ il regi​sta​ fa rife​ri​men​to,​ e con essa, la rela​ti​va​ figu​ra​ della donna in toto ma, alme​no​ presen​ta​ una nota di distac​co,​ che non è da buttar​ via. Inte​res​san​ti,​ inve​ce,​ risul​ta​no​ i toni cupi e goti​cheg​gian​ti​ scelti​ per le ambien​ta​zio​ni,​ i quali creano​ un effetto​ piace​vo​le​ alla visio​ne​ e danno quei toni giusti​ che si richie​do​no​ abbi​nati​ a certi tipi di svilup​pi​ narra​ti​vi​ (vedi la perdi​ta​ dell’in​te​ra​ fami​glia)​. In questo​ inten​to​ aiuta​no​ le musi​che​ e i suoni che sono ben scelti​ ed adatti​. Inoltre​ a tutti questi​ elemen​ti,​ si abbi​na​no​ scelte​ tecni​che​ e soprat​tut​to​ di inqua​dra​tu​re​ che ben si adatta​no​ al gene​re​ e, in questo​ senso, gli rendo​no​ giusti​zia​. L’uso frequen​te​ di primi piani, con rela​ti​vo​ campo e contro​cam​po​ di sguardi​ inten​si,​ di detta​gli,​ piani ameri​ca​ni​ e così via. Tutte inqua​dra​tu​re scelte​ per impri​me​re​ nella nostra​ mente di spetta​to​ri​ il volto dei prota​goni​sti​ ed eviden​zia​re​ la rela​zio​ne​ ostile​ che inter​cor​re​ fra di loro. In conclusione,​ la pelli​co​la​ non lascia​ il segno e, seppur​ sia da apprez​za​re​ il tenta​tivo​ diffi​cile​ di tribu​to​ ad un gene​re​ che ha fatto la storia​ del cine​ma,​ non può dirsi un vero lascito​ di rilie​vo​.

Voto: 6

 

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