La promessa dell’assassino

1Sheet_Master.qxd

Eastern promises – Regno Unito/Canada/Stati Uniti 2007 – di David Cronenberg

Azione/Crime/Drammatico – 100′

Scritto da Francesco Carabelli (fonte immagine: imdb.com)

Un’ostetrica inglese, ma di origini russe, si imbatte nel diario di una giovane emigrata russa, che muore di parto dopo aver messo al mondo il proprio figlio. Alla ricerca della verità sarà costretta a scontrarsi con le proprie origini…

David Cronenberg ha voluto con questo film darci l’antitesi del suo film precedente. Se in A History of violence il bene era solo una maschera sotto la quale si nascondeva il male, in Eastern promises il bene si nasconde sotto il volto di un sicario della mafia russa londinese.

Capace di raccontarci storie diverse, ma tutte con al centro l’uomo, nelle due componenti dell’anima e del corpo, Cronenberg ritorna in quella Londra che già gli era stata di ispirazione al precedente Spider. La storia è quella di una levatrice (impersonata da una magnifica Naomi Watts) che si trova davanti al dramma di un’adolescente di origine russa, la quale ha dato alla luce una bambina, morendo subito dopo per le percosse subite.

La giovane ha con sé un diario che diventa il punto di partenza per le indagini che la levatrice compie per dare alla bambina una famiglia.

Dietro questo dramma si celano gli ambienti londinesi dei traffici illegali gestiti dai russi.

Cronenberg è abile nel mostrarci quanto apparenza e realtà spesso non coincidono e costruisce una storia che non manca di mostrare con immagini crude la realtà che si cela sotto i panni della rispettabilità.

Vi è un uso quanto mai ricercato dell’illuminazione con un prevalere del nero e di colori saturi quasi in contrasto con l’indeterminatezza o la duplicità dei caratteri dei personaggi che entrano in scena. L’atmosfera è molto noir e non mancano le scene violente.

La narrazione è sicuramente distaccata anche se il regista mostra interesse verso le vicende narrate e insiste sulla corporeità dei personaggi (vedi la bellissima scena ambientata nel bagno turco), in particolare su quella di Viggo Mortensen (che impersona qui un infiltrato dei servizi segreti russi che si nasconde sotto le vesti di un sicario).

Il regista insiste sulle superfici dei corpi, sulla pelle con i suoi tatuaggi e i segni i quali sono segno del vissuto, della storia degli uomini e contemporaneamente sono fonte di rispetto e di rispettabilità.

L’animo umano nella sua componente di bene è messo a dura prova dal vissuto, dalla storia, dalle regole sociali (di appartenenza alla mafia) dal potere che dà il denaro; potere di possedere gli altri, di trattarli alla stregua di oggetti, di schiavi, ovvero come puri prolungamenti del corpo di chi detiene il potere, oggetti da utilizzare a proprio piacimento, non concedendo loro alcuna dignità umana.

Il regista non è mai polemico, semmai critico e ci mostra in pieno la post-modernità con le sue ambiguità.

Talvolta la narrazione risulta debole, ma sicuramente la storia narrata è originale e presenta maggiore linearità rispetto ai precedenti film. Da segnalare la presenza di un attore simbolo del cinema tedesco Armin Mueller-Stahl, qui nella parte del patriarca Semyon e quella del regista polacco Jerzy Skolimomowski, al suo rientro sulle scene dopo anni di assenza. Non brillantissima invece la prestazione del francese Vincent Cassel. Un film ormai culto, che segna profondamente il cinema di Cronenberg, dando vigore e linfa nuova alla sua vena creativa.

Voto: 8

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Creato su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: