Intervista a Carolina de’ Castiglioni

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Scritto da Gabriella Massimi (fonte immagini: ufficio stampa)

A 10 anni una giovane Carolina, seduta al suo banchetto di una scuola elementare milanese, già sentiva quale sarebbe stato il suo destino e iniziava fin da subito il viaggio per rincorrere il suo più grande sogno: diventare un’attrice.

Carolina de’ Castiglioni, classe 1996, milanese di nascita, adesso vive a New York e tra pochi giorni reciterà come attrice protagonista in quello che si può definire il suo primo vero spettacolo teatrale, del quale è anche l’autrice.

Ma torniamo un attimo indietro nel tempo e conosciamo meglio questa giovane promessa del palco.

Tra una versione di latino e una di greco, Carolina inizia a calcare la piccola scena teatrale milanese, già durante il Liceo. 

Nonostante l’impegno e la dedizione che richiede un liceo classico come il Manzoni, la giovane non si arrende e prende parte a diversi spettacoli nel famoso Teatro Litta del milanese. La sua passione per la scena le permette anche di partecipare a un documentario, prodotto dal cantante Jovanotti, che andò in onda in televisione su Sky Atlantic.

Verso la fine del liceo la strada di Carolina inizia a delinearsi all’orizzonte, ma intraprenderla non sarà certo un gioco da ragazzi.

Il suo obiettivo si chiama NYU e si trova a diverse migliaia di chilometri da Milano, a New York, Stati Uniti.

Per riuscire ad entrare nella prestigiosa Università americana e seguire i 4 anni di Corso di Recitazione e Filosofia, Carolina ha fatto i salti mortali.

La giovane e promettente attrice ha dovuto inviare due monologhi contemporanei, uno comico e uno drammatico, diverse lettere di presentazione, tre lettere di raccomandazioni da parte di tre professori del Liceo e un curriculum che la presentasse in toto, dal colore degli occhi all’hobby preferito. Tutto ciò ovviamente accompagnato da alcuni esami standard di ammissione, che ripetè 4 volte prima di essere completamente soddisfatta del voto ottenuto; e un test di latino e spagnolo.

Gli sforzi non sono stati vani e a 19 anni Carolina ha preso l’aereo, direzione la Grande Mela!

I 4 anni di corso universitario sono stati divertenti, interessanti addirittura magici per la ragazza italiana che vede realizzarsi sempre di più il suo sogno.

Durante i 3 anni di Conservatorio per Teatro e 1 anno di Recitazione Cinematografica, Carolina produce ben tre Corti Cinematografici, candidati ad importanti Festival Internazionali, e calca ancora il palco come attrice in diverse opere teatrali messe in scena alla NYU.

Poco prima dell’estate del 2019 si laurea, magna cum laude, e inizia la seconda fase della sua esperienza americana: dimostrare di essere entusiasta, preparata e desiderosa di iniziare a lavorare per introdursi al meglio nell’ambiente del lavoro newyorchese.

Lo stato americano da tempo 1 anno agli stranieri laureatisi sul territorio, per dimostrare di essersi inseriti appieno nel mondo del lavoro e poter così ottenere il visto per rimanere negli Stati Uniti.

Se entrare alla NYU era stata un’impresa, questo nuovo obiettivo da raggiungere sembra ancora più lontano e il percorso per raggiungerlo ancora più in salita.

Nonostante gli USA siano ormai la patria per eccellenza del mondo dello spettacolo non è così scontato riuscire a farsi notare. Pur partecipando a numerosi provini, audizioni e workshop, Carolina ha sentito di portare qualcosa di suo per farsi veramente strada sulla 5th Avenue e così ha di nuovo preso la penna in mano e questa volta ha dato vita a un vero e proprio spettacolo teatrale: Syrma.

Atto unico, Syrma, unisce gli studi classici derivanti dal Liceo Milanese agli studi cine/teatrali dell’Università di New York.

Syrma, dal greco “filo”, narra di un mondo mitologico dove gli esseri umani non sono responsabili del proprio destino che è invece affidato alle Moire, tre donne che decidono della vita di ogni individuo, rappresentata da un filo, il Syrma appunto.

Con dei rimandi anche alla Divina Commedia di Dante, l’opera, della durata di 1 ora, invita il pubblico a riflettere sule proprie scelte e sul dubbio se queste siano davvero una nostra decisione o siano invece determinato dalle interferenze di altri individui esterni a noi. 

Cosa succede poi quando, a seguito di un litigio, una delle tre Moire decide di dare vita a un individuo, una ragazza, indipendente e in grado di scegliere per sé stessa?

Come mi ha giustamente detto Carolina: <<Nonostante sia semplice affidare ad altri le proprie decisioni, c’è una bellezza incredibile nel poter scegliere da soli>>.

SYRMA-Digital

L’11, 12 e 13 Dicembre, agli Alchemical Studios nel Downtown di Manhattan, andrà in scena lo spettacolo di Carolina, Syrma, per la regia di Federica Borlenghi, sua collega di studi e grande amica.

Non posso che augurare alla giovane attrice di calcare la scena ancora e ancora, di farsi notare sempre di più negli ambienti teatrali americani e non solo.

Di giovani italiani così intraprendenti e determinati ce ne sono pochi e nonostante mi rattristi pensare che l’Italia si sia fatta scappare una giovane promessa come Carolina, non posso che sperare che il suo sogno si realizzi perché se lo è davvero meritato.

 

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