Fellini 100. Genio immortale

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Scritto da Maria Vittoria Guaraldi (fonte immagine: ilrestodelcarlino.it)

Anita Ekberg che fa il bagno nella fontana di Trevi. Quando si nomina  Federico Fellini non si può non pensare a il film del 1960 famoso in tutto il mondo che ha coniato il termine dolce vita. Non si può non pensare neanche ai suoi numerosi clown, al circo che conclude 8 ½ e soprattutto alla sua Rimini. Nel 2020 verrà celebrato il centenario della sua nascita avvenuta il 20 Gennaio 1920 e la sua città natale lo celebra con una mostra e un museo permanente. 

La mostra  Fellini 100. Genio immortale sarà al Castello Sismondo (antica residenza dei Malatesta, signori di Rimini) e sarà inaugurata il 14 dicembre riportando in primo piano  memorie, emozioni, fotogrammi, scene, suggestioni provenienti da quel mondo straordinario capace di dirci la verità su noi stessi con l’irresistibile fascino universale del sogno. 

I nuclei principali della mostra sono: la Storia d’Italia dagli anni Venti fino agli anni Ottanta attraverso l’immaginario dei film di Fellini; racconti dei compagni di viaggio del regista, reali ,immaginari, collaboratori e non; presentazione progetto del Museo Internazionale Federico Fellini. 

Dopo l’allestimento di Rimini, la mostra sarà a Roma nell’aprile 2020 a Palazzo Venezia, per poi sbarcare a Los Angeles, Mosca e Berlino. 

La Mostra presenterà anche tanto materiale inedito e alcuni documenti sono del Maestro Nino Rota, il celebre compositore che ha collaborato con Fellini su molti film. In particolare sarà esposta una serie di taccuini originali sui quali Rota appuntava le indicazioni del Maestro sulla musica che avrebbe dovuto accompagnare ed esaltare le sue scelte registiche.

Sarà esposta inoltre la prima stesura della sceneggiatura di Amarcord – intitolato in una prima versione Il borgo- quella di 8 ½ di proprietà di Lina Wertmulller che fu assistente alla regia proprio in quel film. 

Sfileranno i costumi di Roma e quelli di Casanova per i quali lo scenografo Danilo Donati vinse l’Oscar. Sempre di Casanova sarà esposto il ciak originale, prestato dalla Fondazione Fellini di Sion, con il quale il comune di Rimini ha siglato un protocollo d’intesa. Altri prestiti provengono  dall’archivio fotografico di Elisabetta Catalano e dalle collezioni private di due maestri come Tonino Guerra e Giuseppe Rotunno. Altri documenti sono dell’Istituto Luce e delle Teche Rai. 

Il museo permanente coinvolge Castel Sismondo, Palazzo Valloni con il Cinema Fulgor  e la Piazza dei sogni. È un progetto ambizioso che coniuga l’arte di Fellini con il contesto urbano e la tecnologia per rendere i suoi film e il suo mondo totalmente immersivi. Gli spazi di Palazzo Valloni e di Castel Sismondo ospiteranno film, documentari, interviste sceneggiature, lettere, spartiti, oggetti di scena, disegni e costumi. 

A cento anni dalla sua nascita e a ventisei dalla sua scomparsa il Maestro che da piccolo sognava un mondo oltre lo schermo non smetterà di affascinare e di raccontare quelle straordinarie visioni che ci ha lasciato,  dal il faccione di Alberto Sordi al malinconico Marcello Mastroianni. 

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