Vijay, il Mio Amico Indiano

MV5BNzYyMjM0ZTktNzU5MC00ZDZjLWI3MWUtODY1MTQ2ZjRmMjJmXkEyXkFqcGdeQXVyMDk2Mzc2MA@@._V1_SY1000_CR0,0,706,1000_AL_.jpgVijay and I – Belgio/Germania/Lussemburgo 2013 – di Sam Garbarski

Commedia – 96′

Scritto da Gabriella Massimi (fonte immagine: imdb.com)

La vita di Will Wilder, che sarebbe un bravo attore ma è costretto nel frustrante ruolo del verde Coniglietto della Sfortuna in uno show televisivo per bambini, non potrebbe andare peggio. A ciò si aggiunge anche il fatto che sembra proprio che la sua famiglia e gli amici si siano dimenticati del suo 40° compleanno.

Ma nel momento in cui tutti cominciano a crederlo morto, perché la sua macchina, appena rubata, è stata ritrovata dopo un terribile incidente, decide di realizzare un vecchio desiderio: andare al proprio funerale. Per questa occasione, con l’aiuto dell’amico indiano Rad, si traveste e diventa Vijay Singh, un distinto e galante Sikh completo di barba e turbante. Nei panni di Vijay, Will, si accorge di piacersi, più di quanto si sia mai piaciuto quando era Will. E così sta accadendo a tutti gli altri.

L’ulti​ma​ comme​dia​ del regi​sta​ Sam Garbarski, vi farà ride​re​ in modo sotti​le​ ed elegan​te​.

Perchè​ questo​ è l’inten​to​ del regi​sta:​ una comme​dia​ sì diver​ten​te,​ ma anche il più possi​bi​le​ reali​sti​ca​ e con un certo tocco dramma​ti​co​. Del resto come ci dice Garbarski stesso:​ ” Per me dramma e umorismo non sono solo molto vicini, sono sposati e non possono divorziare“.

Queste​ due facce della pelli​co​la​ si nota​no​ fin da subi​to:​ un anima​to,​ nel vero senso della paro​la,​ riassun​to​ di quella​ che è stata la vita di Will, il nostro prota​go​ni​sta,​ fino a un dato momen​to,​ accom​pa​gna​ i tito​li​ di testa.

Il senso di tutto il film parte da una doman​da:​ come sareb​be​ parte​ci​pa​re​ al proprio​ fune​ra​le​ e senti​re​ cosa paren​ti​ e amici dico​no​ di te?

Per il regi​sta​ questa​ doman​da​ fu la base sulla quale iniziò​ il suo lavo​ro​ anni fà per dare vita alla sceneg​gia​tu​ra​ della pelli​co​la​. Grazie​ poi all’a​iu​to​ degli scritto​ri​ Philip​pe​ Blasband​ e Matthew​ Robbins,​ Garbarski ha rifi​ni​to​ la storia,​ affi​dan​do​le​ quel lato umori​sti​co​-dramma​ti​co​.

Una storia​ quasi auto​bio​gra​fi​ca,​ non tanto per quanto​ riguar​da​ lo sdoppia​mento​ di perso​na,​ ma sicu​ra​men​te​ per le origi​ni​ del perso​nag​gio​ Will, del regi​sta​ e dell’at​to​re​ prota​go​ni​sta​ Moritz Bleibtreu. Tutti e tre infat​ti​ sono di origi​ni​ euro​pee,​ ma hanno vissu​to/la​vo​ra​to/stu​dia​to​ a New York.

Tutte le scene all’a​per​to​ sono quindi​ ambien​ta​te​ a New York e in parti​co​la​re nella New York stranie​ra,​ multiet​ni​ca,​ colo​ra​ta​ e soprat​tut​to​ india​na​.

Indi​spen​sa​bi​le​ è infat​ti​ il perso​nag​gio​ di Rad, inter​pre​ta​to​ dall’at​to​re​ india​no Danny Pudi, chiave​ di volta dello sdoppia​men​to​ di perso​na​li​tà​ e indubbia​men​te​ figu​ra​ comi​ca​ per eccel​len​za​.

Tema centra​le​ del film rima​ne​ comun​que​ la doppia​ identi​tà​ di Will/Bleibtreu.

Da sempre​ desi​de​ro​so​ di esse​re​ un’altra perso​na,​ qualcu​no​ di miglio​re,​

Will coglie​ al volo l’occa​sio​ne​ e si trasfor​ma​. Agli anti​po​di​ sono i due perso​naggi:​ Will è triste,​ solo, lonta​no​ da moglie​ e figlia​ e incon​scia​men​te​ sempre incen​tra​to​ su di sé e i suoi proble​mi;​ Vijay è un uomo sedu​cen​te,​ genti​le, dispo​sto​ a rela​zio​nar​si​ con gli altri e pronto​ soprat​tut​to​ ad ascolta​re​. Ma l’ele​men​to​ che salta all’oc​chio​ analiz​zan​do​ il Sikh è la sua elegan​za;​ non c’è una scena dove non indos​si​ il suo bel comple​to​ grigio​ con cami​cia​ bianca​ e turban​te​ colo​ra​to​ in testa. Proba​bil​men​te​ un’ele​gan​za​ che va giusta​men​te​ confron​ta​ta​ con l’orri​do​ costu​me​ verde da coni​glio​ che inve​ce​ Will è costretto​ a indos​sa​re​ tutti i giorni​ al lavo​ro​.

Il trave​sti​men​to​ è quindi​ un mezzo non solo per nascon​de​re​ qualcu​no,​ ma anche per svela​re​ qualcun​ altro e, in questo​ caso, un altro miglio​re​ di te.

Non solo viene fuori un nuovo Will, cioè Vijay, ma anche una nuova Julia/ Patricia Arquette. Grazie​ al Sikh la donna si rinna​mo​ra​ di suo mari​to​ e scopre​ nuovi lati della vita di coppia,​ soprat​tut​to​ quello​ sessua​le,​ da molti mesi ormai del tutto asso​pi​to​si​.

Ben riusci​ti​ risul​ta​no​ in gene​ra​le​ inizio​ e fine del film, mentre​ la parte centrale​ è tira​ta​ un po’ per le lunghe​ con qualche​ debo​lez​za​ ogni tanto.

Forse un po’ abusa​ta​ l’idea​ della masche​ra,​ ma in ogni caso abba​stan​za​ ben riusci​ta​. Il proble​ma​ è torna​re​ indie​tro,​ torna​re​ a quella​ che era la norma​li​tà.

Ma dove sta scritto​ che biso​gna​ torna​re​ indie​tro,​ una volta intra​pre​sa​ una strada​ e dopo esser​si​ resi conto che final​men​te​ è quella​ giusta,​ perché​ mai uno dovreb​be​ torna​re​ indie​tro!​

Atten​zio​ne​ però, le appa​ren​ze​ ingan​na​no​ e anche se ogni giorno​ indos​sia​mo un costu​me​ diver​so​ e parlia​mo​ con un accen​to​ diver​so,​ rima​nia​mo​ sempre​ noi stessi​ perchè​ in fondo non si può “reci​ta​re”​ una parte per sempre.

Voto: 6

 

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