Crosscurrent

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Chang jiang tu – Cina 2016 – di Chao Yang

Drammatico – 116′

Scritto da Francesco Ruzzier (fonte immagine: imdb.com)

Gao Chun, giovane capitano di una nave merci, si ritrova a risalire il fiume Yangtze, dalla foce alla sorgente, per rincorrere l’anima, il fantasma o l’idea di una ragazza che continua ad incontrare in ogni porto in cui approda, ricercando continuamente l’amore perduto raccontato da una serie di poesie trovate nella stiva della nave e che accompagnano il suo viaggio.

Sicuramente c’erano anche dei sogni che si dimenticavano del tutto, dei quali non restava più traccia​, tranne un certo strano stato d’animo, uno stordimento misterioso. Oppure si ricordavano solo più tardi, molto più tardi, e non si sapeva più se si era fatta un’esperienza reale o soltanto sognato. Soltanto… soltanto…!

Arthur​ Schni​tz​ler​ – Doppio​ Sogno

Sarà proba​bil​men​te​ capi​ta​to​ a tutti, alme​no​ una volta nella vita, di entra​re​ in una sala cine​ma​to​gra​fi​ca​ mentre​ fuori splende​va​ la luce del giorno​ ed uscire​ venen​do​ accol​ti​ dal buio della notte; oppu​re​ di entra​re​ con il sole ed uscire​ con la pioggia,​ provan​do,​ quasi sempre,​ una sensa​zio​ne​ un po’ strana: questo​ malin​co​ni​co​ senso di piace​re​ è presu​mi​bil​men​te​ lega​to​ alla consape​vo​lez​za​ di una tota​le​ aliena​zio​ne​ da ciò che acca​de​ nel mondo esterno,​ dalla perdi​ta​ di ogni tipo di valo​re​ e signi​fi​ca​to​ – anche se solo per due ore – della vita di tutti i giorni​. Isola​to,​ nel buio del cine​ma,​ lo spetta​to​re​ abita uno spazio​ e un tempo irrea​li,​ ma che, per la dura​ta​ del film, sono l’uni​ca​ cosa che conta. E così, uscendo​ dalla sala, si ha quasi la sensa​zio​ne​ di aver compiu​to​ un viaggio​ nel tempo.

A volte però acca​de​ che sia la visio​ne​ stessa​ di un film, e non la “ritua​li​tà”​ della sala, ad inve​sti​re​ lo spetta​to​re​ con questo​ tipo di esperien​za​ spiazzan​te, rega​lan​do​gli​ il piace​re​ di perder​si​ in un flusso​ ipno​ti​co​ di imma​gi​ni​. È questo​ il caso del misti​co​ ed enigma​ti​co​ Crosscurrent del regi​sta​ cine​se​ Yang Chao, presen​ta​to​ in concor​so​ alla 66ª Berli​na​le,​ dove ha vinto l’Orso d’Argen​to​ per la miglior​ foto​gra​fia​.

Si tratta​ di un percor​so​ spiri​tua​le​ che sembra​ riavvol​ge​re​ il nastro​ di una storia​ d’amo​re​ e di fanta​smi,​ nella quale si perce​pi​sce​ conti​nua​men​te​ la spiri​tua​li​tà​ di momen​ti​ e situazio​ni​ appar​te​nen​ti​ alla vita di chiunque​ e in cui è incre​di​bil​men​te​ faci​le​ perder​si,​ compien​do​ così una fruizio​ne​ non conven​zio​na​le​ e linea​re​ del film, riempen​do​ le imma​gi​ni,​ le paro​le​ e i silen​zi di pensie​ri​ e ricor​di​ propri,​ riuscen​do​ in questo​ modo a viaggiare​ con la mente al fianco​ del prota​go​ni​sta​.

La corni​ce​ del fiume Yangtze,​ valo​riz​za​ta​ da una foto​gra​fia​ eccel​len​te​ e funzio​na​le​ al raccon​to,​ contri​bui​sce​ a dare al film quell’au​ra​ oniri​ca​ neces​saria​ all’im​mer​sio​ne​ tota​le​ nelle imma​gi​ni,​ e le poesie,​ trova​te​ e lette dal prota​go​ni​sta​ duran​te​ il suo viaggio,​ si susse​guo​no​ sovraim​pres​se​ sullo schermo​ creando​ una perfet​ta​ corre​la​zio​ne​ tra paro​le​ ed imma​gi​ni​ e valo​rizzan​do,​ con la dovu​ta​ alter​nan​za,​ i picco​li​ e inti​mi​ gesti dei perso​nag​gi​ e la magni​fi​cen​za​ dei paesag​gi​.

A questo​ si aggiun​go​no​ i gratta​cie​li,​ i templi​ buddi​sti,​ i porti abban​do​na​ti​ e la natu​ra​ incon​ta​mi​na​ta:​ tutti luoghi​ di una Cina perdu​ta,​ irrag​giun​gi​bi​le,​ ma immu​ta​bi​le​ come la prota​go​ni​sta,​ che confe​ri​sco​no​ al film un’ulte​rio​re​ chiave​ di lettu​ra,​ più poli​ti​ca​ ed ogget​ti​va,​ che trasfor​ma​ il navi​ga​re​ nelle acque del fiume in una riappro​pria​zio​ne​ della spiri​tua​li​tà​ di una cultu​ra​.

Ma forse il pregio​ maggio​re​ di Crosscurrent è quello​ di non esaurir​si​ in un vorti​ce​ di pensie​ri​ ed emozio​ni,​ di non inter​rom​per​si,​ come spesso​ accade​ con i sogni, senza chiude​re​ il percor​so​ inizia​to​. È solo quando​ raggiungia​mo​ assie​me​ al prota​go​ni​sta​ la sorgen​te​ del fiume che ci viene final​mente​ rega​la​ta​ la visio​ne​ d’insie​me​ del percor​so​ compiu​to​ fino a quel momento:​ una vedu​ta​ dall’al​to​ che in una sola imma​gi​ne​ racchiu​de​ tutto il fiume risa​li​to​ contro​cor​ren​te​ e con esso ciò che è stato rievo​ca​to​ duran​te​ il viaggio;​ un modo perfet​to​ per chiude​re​ il cerchio,​ getta​re​ nell’ac​qua​ le parole​ dette e pensa​te​ e poter final​men​te​ ripar​ti​re​.

“Così conti​nuia​mo​ a rema​re,​ barche​ contro​ corren​te,​ riso​spin​ti​ senza posa nel passa​to”​ Francis​ Scott Fitz​ge​rald​ – Il grande​ Gatsby​

Voto: 8

 

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