The Gunman

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The Gunman – Stati Uniti/Spagna/Regno Unito/Francia 2015 – di Pierre Morel

Azione/Crime/Drammatico – 115′

Scritto da Ivana Mette (fonte immagine: imdb.com

Jim Terrier ha alle spalle un lungo passato di Agente Speciale Internazionale. Le sue esperienze passate continuano ad ossessionarlo, nonostante i tentativi di ricostruirsi una vita accanto alla donna di cui si è innamorato, Annie. In seguito all’attacco di tre sicari, è costretto a lasciare il Congo, dove viveva da più di un anno lavorando per una ONG, e tornare in azione. Questo lo porterà a spostarsi dalla Spagna all’Inghilterra, cercando di sopravvivere e scoprire chi vuole porre fine alla sua esistenza.

Tratto dal romanzo di Jean-Patrik Manchette, con cui ovviamente ha non molto a che fare, The Gunman, ripercorre le vicende di Jim Terrier, che nella sua folle lotta per la sopravvivenza, alla ricerca della verità, si troverà affiancato da una rosa di personaggi che, nientedimeno portano i volti di sfavillanti statuette dorate. Primo in classifica Javier Bardem (Non è un paese per vecchi), nelle cui interpretazioni, non si può non apprezzare il talento dell’attore spagnolo. Proseguiamo poi con Idris Elba, Golden Globe per Luther, che seppur ci fa godere della sua presenza in due-tre, episodi sporadici, fa in ogni caso la sua bella figura. Come si suol dire, “breve, ma intenso”. Ultimo, ma non ultimo, Ray Winstone, che già da The Departed era difficile da non notare, sebbene qui non si può dire abbia avuto una particolare prestanza. Avendo al suo fianco tali nomi, Sean Penn, a quanto pare si lascia intimorire e affronta il suo personaggio in maniera particolarmente piatta e standard, ed invece di mostrare le sue capacità attoriali, mostra e ostenta solo i muscoli, sempre rigorosamente a favore della camera. Si sa che molto spesso, soprattutto se si tratta di Hollywood, i grandi nomi non fanno i grandi film. Quello che poteva essere un buon cast, seppur con attori che non sono eccessivamente conosciuti dal grande pubblico (fatta eccezione per il protagonista), viene poco finemente cestinato da una storia che in se ha del potenziale intrinseco e che poteva essere sviluppato su così tanti fronti e prospettive da far arrossire persino l’Academy. Ma, ovviamente, i soldi vogliono che, quel genere di storie, le quali affrontano, in maniera più o meno diretta o indiretta, temi che potrebbero avere il loro peso da tutti i punti di vista, vengano avvilite, infarcite e inevitabilmente scardinate e dissolte dai soliti e banali mix di addominali, pistole, corse e storie d’amore melense. Il discorso umanitario e politico passa in sottofondo e viene schiacciato dall’anima di un film in cui la su- perficialità è di casa. Vedere The Gunman è come vedere qualunque altra pellicola classificata con i termini Azione e Thriller, portando per altro disonore a quest’ultimo termine. Inoltre, aggiungendo tra le righe il termine “Sparatutto”, dato che neanche in Call of Duty o Halo, si vedono volare così tante pallottole a cuor leggero. Insomma, inutile aggiungere altre parole per poter descrivere l’ennesimo film che nient’altro è se non la copia sputata di lungometraggi action venuti prima di essa. Parlando da un punto di vista puramente tecnico, non si riscontra nulla che possa attirare particolarmente l’attenzione. Regia nella norma e abbastanza uniforme al genere. Si sono notati spunti e azzardi tecnici più interessanti in film trash e splatter di sere B. Il tutto culmina in un girato grossolano e poco curato con angolazioni e scelta di inquadrature stereotipate. Anche l’utilizzo del suono è di poco conto e raramente facilita lo spirito emotivo di alcune scene. Abbastanza buona e curata è invece la fotografia, seppur con toni eccessivamente scuri e netti anche quando non necessario, ma sicuramente frutto di una sapienza tecnica non indifferente. Ultima nota riguarda la prestanza di Jasmine Trinca, che seppur si trovi bene nei panni di Annie, non riesce a convincere con la sua performance a maggior ragione se portata avanti in una lingua che non sente propria. In questo modo da vita ad un personaggio che non valorizza le sue potenzialità e che serve solo da mero fantoccio feticcio per il protagonista. La pelle si accappona per un film che cade nella noia di veder ripetersi le stesse scene sullo schermo e lo stesso copione, seppur con location diverse. Il finale, inoltre, presentato con un campo controcampo in figura intera e piano americano dei due personaggi, i quali, da due perfetti innamorati, abbracciano il loro lieto fine, ci fa porre domande ancora più significative circa il senso di tutto il film e i criteri con i quali siano state prese certe decisioni di sceneggiatura, che nel climax finale si riconferma tarata male. The Gunman, in sostanza, può essere facil- mente riassunto in tre termini chiave: banale, scontato, deludente.

Voto: 4

 

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