Tutta colpa di Freud

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Tutta colpa di Freud – Italia 2014 – di Paolo Genovese

Commedia – 120′

Scritto da A. Graziosi  (fonte immagine: imdb.com)

Dopo aver mescolato la realtà con la finzione in Una famiglia perfetta, Paolo Genovese va a scomodare il padre della psicanalisi in Tutta colpa di Freud, storia di un padre alle prese con tre figli decisamente particolari. E’ la storia di un analista alle prese con tre casi disperati: una libraia che si innamora di un ladro di libri; una gay che decide di diventare etero; e una diciottenne che perde la testa per un cinquantenne. Ma il vero caso disperato sarà quello del povero analista, se calcolate che le tre pazienti sono le sue tre adorate figlie.

Tutta colpa di Freud è a tutti gli effet​ti​ un “prodot​to​ cine​ma​to​gra​fi​co”​ ben confe​zio​na​to​ rispet​to​ alla media odierna​ italia​na:​ un film che sa come muover​si​ per compia​ce​re​ un target​ piutto​sto​ ampio di pubbli​co,​ e farlo senza scade​re​ nel peggio​ del peggio​. Al tempo stesso,​ il regi​sta​ di Immaturi e di Immaturi – Il viaggio, Paolo Genovese, sembre​reb​be​ quasi fare un picco​lo​ passo indie​tro​ rispet​to​ a Una Famiglia Perfetta, film imperfet​to​ ma sponta​neo,​ comi​ca​men​te​ riusci​to​ e più senti​to​ rispet​to​ al nuovo uscito​.

La cosa miglio​re​ di Tutta colpa di Freud è senza ombra di dubbio​ il cast, che riesce​ a tene​re​ in piedi una comme​dia​ un po’ troppo​ lunga rispet​to​ a ciò che ha da raccon​ta​re​ e che forse in fase di montag​gio​ sareb​be​ stato meglio sforbi​cia​re​ un po’: Marco Giallini in primis​ non smette​ mai di rive​larsi​ un fuori classe,​ capa​ce​ di tirar fuori ironia​ anche in dialo​ghi​ di impronta​ dida​sca​li​ca​. Anche il resto del cast arti​sti​co​ è piutto​sto​ convin​cen​te,​ nono​stan​te​ l’inqua​dra​men​to​ e la bana​li​tà​ di certi ruoli, e cerca lo stesso​ di fare il proprio​ meglio,​ in parti​co​la​re​ le tre attri​ci​ prota​go​ni​ste​.

Nono​stan​te​ si faccia​ qui il tenta​ti​vo​ di revi​ta​liz​za​re​ la tipi​ca​ comme​dia​ amoro​sa​ con alcu​ni​ singo​li​ isola​ti​ elemen​ti​ eccen​tri​ci,​ l’atten​zio​ne,​ come affer​ma​ il regi​sta​ stesso,​ è sempre​ e solo foca​liz​za​ta​ sui punti di vista: la struttu​ra​ comi​ca​ e, in gene​ra​le​ narra​ti​va,​ si basa sempre​ su para​dos​si​ e conse​guen​ti​ figu​rac​ce​ (sfiora​te​ o non evita​te)​ che posso​no​ deri​va​re​ da punti di vista oppo​sti​ che si scontra​no,​ una comi​ci​tà​ che fa sorri​de​re,​ ride​re in modo garba​to,​ compo​sto,​ bon ton, a denti stretti​.

Se si pensa​va​ infat​ti​ che si trattas​se​ di un avvi​ci​na​men​to​ alla comme​dia​ all’ita​lia​na​ e ad un tocco cini​co,​ reali​sti​co​ o psico​lo​gi​co​ un po’ più deci​so​ rispetto​ al soli​to,​ che si osasse​ qualco​sa​ in più, maga​ri​ grazie​ anche allo “schermo”​ dello strumen​to​ psicoa​na​li​ti​co​ (sugge​ri​to​ dal tito​lo),​ purtrop​po​ si è deci​sa​men​te​ lonta​ni​ dai risul​ta​ti​ spera​ti​.

Al contra​rio,​ il tito​lo​ è quasi fuorvian​te,​ più una questio​ne​ di marke​ting​ che altro perché​ dei proble​mi​ solle​va​ti​ da Freud e dalla psica​na​li​si​ ci rima​ne davve​ro​ molto poco, a parte il ruolo del prota​go​ni​sta:​ anche lo spiri​to​ del film va in tutt’al​tra​ dire​zio​ne​ e poco è cambia​to​ rispet​to​ alle formu​le​ di succes​so​ già speri​men​ta​te​ in passa​to:​ le musi​che​ a riempi​men​to/ju​ke​box​ come in La Banda dei Babbi Natale, gli open space radi​cal​ chic delle case degli Immaturi. In poche paro​le,​ il mondo di Tutta colpa di Freud alla cui scrittu​ra​ ha colla​bo​ra​to​ Leonardo Pieraccioni, e l’influen​za​ si sente – è sempre​ un po’ troppo​ marca​ta​men​te​ sopra le nuvo​le,​ favo​li​sti​co,​ ovatta​to​ se non rosa​to​. La sensa​zio​ne​ di esse​re​ in una specie​ di pubbli​ci​tà​ dove tutto è quasi prati​ca​men​te​ perfet​to,​ tranne​ qualche​ picco​lo​ proble​ma​ amoro​so,​ rima​ne​ sempre​ piutto​sto​ alta, cosa che va a mina​re​ la vero​si​mi​glianza​ e la sponta​nei​tà​ di un intrec​cio​ comples​si​va​men​te​ discre​to​.

Voto: 6

 

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